San Valentino, il 40% dei giovani si affida all’IA per consigli amorosi

L'intelligenza artificiale aiuta il 40% dei ragazzi della Gen-Z sui consigli amorosi

L'intelligenza artificiale aiuta il 40% dei ragazzi della Gen-Z sui consigli amorosi | Pixabay @tadamichi - Cryptohack

Marco Viscomi

14 Febbraio 2026

Dall’informatica degli anni ’30 alle applicazioni odierne, l’intelligenza artificiale ridefinisce settori chiave e solleva interrogativi etici su sicurezza e diritti umani

 

Roma, 14 febbraio 2026 – L’intelligenza artificiale (IA) continua a rappresentare una delle frontiere più dinamiche e complesse della tecnologia contemporanea, con un impatto crescente sull’economia, la scienza e la società. Secondo lo standard internazionale ISO/IEC 42001:2023, l’IA si definisce come «la capacità di un sistema di mostrare abilità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività». È importante sottolineare che spesso si confonde l’IA con l’intelligenza artificiale generativa, che costituisce solo una sua particolare declinazione, finalizzata alla creazione di contenuti testuali, visivi o sonori su richiesta.

Le origini dell’intelligenza artificiale e i primi progressi

L’idea di una macchina capace di simulare processi cognitivi risale agli anni ’30, con Alan Turing che pose le basi teoriche attraverso il concetto di macchina di Turing. Negli anni ’40, McCulloch e Pitts svilupparono il primo modello di neurone artificiale, dimostrando che funzioni logiche potevano essere replicate da reti neurali semplificate. Nel 1956, durante la storica Conferenza di Dartmouth, personalità di spicco come John McCarthy, Marvin Minsky e Claude Shannon posero le fondamenta dell’IA moderna, introducendo il termine stesso e avviando la ricerca su programmi in grado di ragionare e apprendere.

Tra i primi programmi emblematici si annovera il Logic Theorist di Allen Newell e Herbert Simon, capace di dimostrare teoremi matematici, seguito dal General Problem Solver (GPS) che imitava l’approccio umano alla risoluzione di problemi. Negli anni ’60 e ’70 si affermarono i primi sistemi esperti, come DENDRAL e MYCIN, che utilizzavano conoscenze specialistiche per applicazioni in chimica e medicina.

L’evoluzione industriale e le sfide etiche

Il primo uso commerciale significativo dell’IA risale agli anni ’80 con il sistema R1 della Digital Equipment, che automatizzava la configurazione degli ordini e generava risparmi economici rilevanti. Negli stessi anni, la ricerca si espanse a livello globale, con progetti ambiziosi come il Fifth Generation in Giappone e consorzi come la MCC negli Stati Uniti per mantenere la competitività tecnologica.

Oggi, l’IA si trova al centro di un dibattito serrato sull’etica dell’intelligenza artificiale, che coinvolge scienziati e filosofi. Se da una parte si guardano con preoccupazione gli scenari di rischio esistenziale evidenziati da figure come Stephen Hawking, dall’altra si riconoscono le potenzialità per migliorare il benessere umano attraverso innovazioni in ambito sanitario, industriale e sociale. La sfida rimane quella di governare lo sviluppo tecnologico con responsabilità, bilanciando progresso e tutela dei diritti umani.

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