Safer Internet Day 2026: rischi digitali, intelligenza artificiale e tutela dei più giovani

Una persona che naviga su Internet

Una persona che naviga su Internet | Unsplash @Glenn Carstens-Peters - Cryptohack.it

Alessandro Bolzani

10 Febbraio 2026

Ogni anno, mentre il dibattito sull’uso consapevole della rete si fa sempre più urgente, il Safer Internet Day torna a ricordare quanto il digitale sia uno spazio di opportunità ma anche di rischi. L’iniziativa, nata nel 2004 e celebrata sempre il secondo martedì di febbraio, è cresciuta fino a coinvolgere un numero sempre maggiore di Paesi, ben oltre i confini europei. Oggi, 10 febbraio 2026, la giornata si rinnova con un messaggio che non cambia da anni proprio perché resta attuale: “Together for a better internet”, insieme per costruire un internet migliore.

Safer Internet Day 2026, i temi chiave della sicurezza online

Dal cyberbullismo all’uso dei social network, passando per l’identità digitale e le nuove forme di manipolazione dei contenuti, il Safer Internet Day si pone l’obiettivo di accendere i riflettori sui problemi emergenti del mondo online. L’attenzione è rivolta a cittadini, istituzioni, aziende, associazioni e famiglie, ma soprattutto ai più giovani, che rappresentano la fascia maggiormente esposta ai pericoli della rete. Proteggerli non significa solo limitare l’accesso o imporre regole, ma fornire strumenti, competenze e consapevolezza per affrontare la vita digitale in modo sicuro e responsabile.

Eventi e iniziative per la 23ª edizione del Safer Internet Day

La ventitreesima edizione del Safer Internet Day vede i Safer Internet Centre impegnati in incontri e conferenze che si svolgono nelle scuole, nei cinema e sulle piattaforme online. In Italia l’evento principale è organizzato da Generazioni Connesse e si tiene al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, con la possibilità per tutte le scuole del Paese di partecipare in diretta streaming. Al centro del confronto ci sono tre grandi aree tematiche: il benessere digitale, le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dai deepfake, e il fenomeno dell’adescamento online.

I dati UNICEF e il nodo delle competenze digitali

I numeri diffusi dall’UNICEF restituiscono un quadro preoccupante. Un bambino su cinque di dieci anni non è in grado di stabilire se un sito web sia affidabile, segno di una fragilità diffusa tra i più giovani. I ragazzi tra i 9 e i 16 anni risultano particolarmente vulnerabili perché non hanno ancora sviluppato competenze e difese adeguate. Non a caso, il tema scelto per l’edizione 2026 è “Smart tech, safe choices: exploring the safe and responsible use of AI”, un invito a riflettere sull’uso sicuro e responsabile dell’intelligenza artificiale.

Le difficoltà pratiche sono evidenti: quasi un bambino su dieci non sa modificare le impostazioni della privacy, una percentuale simile fatica a selezionare parole chiave efficaci per le ricerche online, mentre oltre l’11% non è in grado di gestire la propria lista di contatti. Ancora più significativo è il dato sulla creazione di contenuti digitali, che vede quasi un ragazzo su cinque in difficoltà nel produrre video o musica.

Deepfake e sfruttamento: l’allarme internazionale

A rendere il quadro ancora più allarmante è uno studio condotto da UNICEF, Ecpat e Interpol in 11 Paesi, secondo cui 1,2 milioni di bambini hanno dichiarato che le proprie immagini sono state utilizzate per creare deepfake a sfondo sessualmente esplicito. Un numero che equivale, in termini concreti, a un bambino per ogni classe scolastica. Un fenomeno che mostra come le nuove tecnologie possano diventare strumenti di abuso se non accompagnate da adeguate tutele.

I “nativi dell’AI” e il ruolo dei genitori

Secondo l’UNICEF, i bambini di oggi sono veri e propri nativi dell’intelligenza artificiale. Per questo l’organizzazione invita genitori e tutori a introdurre il tema in modo semplice e quotidiano, spiegando cos’è l’AI e come funziona. L’obiettivo è favorire un utilizzo mirato che stimoli le capacità di risoluzione dei problemi reali, evitando scorciatoie e comportamenti scorretti come l’uso dell’AI per barare. È importante anche chiarire quali informazioni sia sicuro condividere online, aggiornarsi costantemente insieme ai figli e prestare attenzione a un eventuale uso emotivo dei chatbot, affrontando il tema con dialogo e sensibilità. L’AI, sottolinea l’UNICEF, deve restare uno strumento e non diventare il centro della vita dei bambini, che continua a fondarsi su relazioni, routine e interessi concreti.

Il punto di vista di Google sull’apprendimento

Anche Google contribuisce al dibattito partendo da uno studio Ipsos sul rapporto tra adolescenti e intelligenza artificiale. La ricerca mostra come il principale motivo di utilizzo dell’AI non sia l’intrattenimento, ma l’apprendimento. I ragazzi chiedono di essere accompagnati in questo percorso da genitori e insegnanti. Da qui l’invito a sfruttare strumenti capaci di bilanciare tempo online e offline, come SafeSearch, Family Link e l’Orario scolastico, e a valorizzare soluzioni come l’Apprendimento Guidato di Gemini. Fondamentale è anche imparare a distinguere i contenuti creati dall’uomo da quelli generati dall’AI, grazie a strumenti di verifica come le informazioni sulle immagini e le filigrane digitali SynthID, oltre a promuovere una solida educazione alla cittadinanza digitale.

Safer Internet Day, l’indagine Microsoft tra rischi e consapevolezza

Microsoft ha presentato la decima edizione della sua indagine annuale sulla sicurezza online, che ha coinvolto 14.700 persone in 15 Paesi, Italia compresa. I risultati mostrano adolescenti più consapevoli rispetto al passato, ma ancora esposti a numerosi rischi. La maggioranza dei giovani dichiara di parlare con i genitori dei pericoli incontrati online, mentre l’incitamento all’odio resta la minaccia più frequente, seguito da truffe e contenuti violenti. L’uso dell’AI generativa è in forte crescita e quasi tutti gli intervistati esprimono preoccupazione per un suo impiego scorretto, soprattutto in relazione ad abusi online, frodi e deepfake. La capacità di riconoscere immagini false è crollata drasticamente, segno di un problema sempre più difficile da gestire.

In Italia l’odio in rete è percepito come il rischio più diffuso, mentre le truffe rappresentano la principale fonte di preoccupazione. Cyberbullismo, sollecitazioni sessuali e diffusione non consensuale di immagini intime restano temi centrali, così come la richiesta di una regolamentazione più stringente dell’AI, invocata da oltre il 60% degli intervistati.

Gli strumenti proposti per sostenere i più giovani

Per aiutare adolescenti e famiglie, Microsoft punta su progetti educativi come Minecraft Education’s CyberSafe: Bad Connection?, un gioco pensato per sensibilizzare sui rischi di adescamento e radicalizzazione online, e su soluzioni come Microsoft Family Safety, che supportano i genitori nella gestione consapevole dell’esperienza digitale dei figli. Un contributo che si inserisce pienamente nello spirito del Safer Internet Day: costruire, insieme, un ambiente digitale più sicuro per tutti.

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