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Home Crypto

Ripple, CEO Garlinghouse: 90% di probabilità che la legge USA sulle crypto venga approvata entro aprile, cosa cambia per XRP

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
22 Febbraio 2026
in Crypto

San Francisco, 22 febbraio 2026 – Brad Garlinghouse, amministratore delegato di Ripple, è convinto che ci sia quasi il 90% di probabilità che il CLARITY Act venga approvato dal Congresso americano entro la fine di aprile. Lo ha detto ieri pomeriggio, durante una conferenza stampa nella sede californiana dell’azienda, sottolineando come questo possa segnare un punto di svolta dopo anni di incertezze sulle regole per le criptovalute. “Non abbiamo mai visto una convergenza così chiara tra regolatori e industria”, ha commentato Garlinghouse davanti a giornalisti e analisti finanziari.

CLARITY Act: la svolta che aspetta il mondo crypto

Il CEO di Ripple ha spiegato che il CLARITY Act vuole mettere nero su bianco quale sia lo status legale degli asset digitali negli Stati Uniti, distinguendo tra “commodity”, “securities” e altri strumenti finanziari. Da più di sei anni, secondo lui, lo scontro tra autorità federali e aziende del settore ha creato “un limbo dannoso, sia per chi opera sia per gli investitori”. Il testo è ora all’esame della Commissione Finanze della Camera; fonti raccolte da Alanews.it dicono che è ormai alla versione finale, frutto di compromessi tra i due grandi partiti e le lobby.

Le cifre coinvolte sono importanti. Negli ultimi sei mesi, dati dell’Associazione Americana delle Criptovalute mostrano come oltre 15 miliardi di dollari siano stati spostati verso Paesi con regole più chiare, come Regno Unito e Singapore. Garlinghouse lo ripete: “Se il Congresso non fa niente adesso, rischiamo di perdere terreno a livello globale”. È un chiaro richiamo all’emorragia di talenti e capitali che negli ultimi dodici mesi ha colpito l’ecosistema statunitense.

Tra interessi incrociati e pressioni politiche

Nonostante l’entusiasmo del CEO di Ripple, alcune voci dentro il Congresso invitano a mantenere i piedi per terra. Restano punti oscuri non solo sulle definizioni tecniche ma anche sulle responsabilità da affidare alla SEC e alla CFTC. Un consigliere democratico della Commissione Finanze – contattato telefonicamente – ha ammesso: “Il clima è positivo ma ci sono ancora passaggi delicati; la pressione arriva tanto dal mondo bancario quanto dai consumatori”. Lo stop registrato a gennaio, con tre emendamenti bloccati, mostra quanto la situazione rimanga complicata.

Nel frattempo i principali attori del settore hanno intensificato la loro presenza a Washington: lobbisti di Coinbase, Kraken e Gemini si alternano negli incontri con i responsabili della legge. Le associazioni dei consumatori chiedono invece tutele più forti per evitare rischi sistemici. Solo quando questi nodi verranno sciolti – spiega una fonte repubblicana – “il testo potrà arrivare in aula e rispettare le scadenze”.

Mercati in fermento e attese degli investitori

I mercati hanno subito reagito. Ieri sera il prezzo del Bitcoin ha superato i 54mila dollari sulle principali piattaforme statunitensi, toccando il massimo da sette settimane; Ethereum si è avvicinato a quota 3.100 dollari. Gli operatori vedono nell’approvazione del CLARITY Act un segnale positivo che potrebbe attrarre nuovi capitali istituzionali. James Flaherty, analista alla banca Raymond James, commenta: “Gli USA hanno bisogno di regole chiare, altrimenti rimarranno ai margini dello scenario globale”.

Qualcuno però è scettico: “La legge sarà solo un punto di partenza — avverte Elena Costa, esperta legale in compliance finanziaria a New York — perché serviranno mesi prima che esca una regolamentazione dettagliata”. Secondo lei si potrà capire davvero l’impatto solo quando arriveranno le linee guida ufficiali delle autorità federali.

Ripple e un futuro all’insegna della chiarezza

Per Ripple – da tempo protagonista anche in una battaglia legale con la SEC – un quadro normativo definito sarebbe una grande occasione. Fonti vicine all’azienda dicono che sono già pronti piani per espandersi e stringere nuove alleanze con intermediari tradizionali. “Siamo pronti ad accelerare sull’innovazione”, confida un dirigente durante la presentazione.

Se il provvedimento verrà approvato entro aprile si aprirà una nuova fase per le aziende blockchain negli Stati Uniti: più affari, nuovi prodotti finanziari e – almeno nelle intenzioni dei legislatori – maggior tutela per gli utenti. Resta però aperto il capitolo delle norme secondarie: finché SEC e CFTC non definiranno regole precise molti operatori continueranno a muoversi con cautela.

“Ci auguriamo”, ha concluso Garlinghouse poco dopo le 18 locali, “di poter finalmente lavorare in un clima trasparente e collaborativo”. L’attesa cresce. Per il settore crypto americano il prossimo passo potrebbe essere davvero una firma sul tavolo a Capitol Hill.

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