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Regno Unito lancia nuove regole crypto ispirate al MiCA, ma con norme più severe

Cristina Manetti by Cristina Manetti
1 Ottobre 2026
in DeFi

Londra, 1 ottobre 2026 – I regolatori britannici hanno dato il via oggi a una nuova fase di regolamentazione sulle criptovalute, un momento cruciale per tutto il settore. L’annuncio, arrivato puntuale alle 9 dal quartier generale della Financial Conduct Authority (FCA) a Canary Wharf, arriva in un momento in cui il Regno Unito si trova a un bivio: da una parte c’è la voglia di farsi spazio come centro globale dell’innovazione finanziaria, dall’altra la necessità di mettere in sicurezza investitori e mercati. La nuova strategia — che riprende in parte il modello europeo del MiCA, ma con regole spesso più severe — vuole colmare le falle emerse dopo il periodo turbolento dello scorso anno.

Nuove regole stringenti per chi opera nel crypto

Nel dettaglio, la FCA ha spiegato che gli operatori di criptovalute dovranno rispettare requisiti più rigidi. Tra le misure spiccano controlli più severi sull’identità dei clienti, verifiche approfondite sull’origine dei fondi e trasparenza totale sulle modalità di custodia degli asset digitali. “Non ci limiteremo a copiare le regole europee,” ha detto questa mattina Nikhil Rathi, amministratore delegato della FCA, “ma le modelleremo sul contesto britannico, che ha caratteristiche tutte sue”. Per il regolatore sono fondamentali misure anti-riciclaggio più efficaci e l’obbligo di tenere separati i fondi dei clienti da quelli delle piattaforme.

Mercato volatile e fiducia ancora fragile

Nel Regno Unito la diffusione delle criptovalute è stata veloce ma altalenante: secondo i dati FCA nel 2025 circa 5 milioni di persone avevano investito almeno una volta in un asset digitale. Eppure la fiducia non è solida, come confermano le forti oscillazioni dopo i fallimenti di alcune piattaforme straniere. La nuova normativa prevede sanzioni più dure contro chi sbaglia, comprese multe salate e sospensioni delle licenze. “Solo così riusciremo a proteggere consumatori e integrità del sistema,” ha ribadito Rathi.

Londra vuole giocarsi la carta dell’innovazione regolata

La volontà — chiara dalle parole dei vertici FCA — è fare di Londra un punto di riferimento serio per le imprese fintech. Non sarà facile: molte startup crypto hanno preferito altre capitali europee come Parigi o Berlino negli ultimi mesi, spinte dalla chiarezza offerta dal regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets). “Serve un quadro chiaro senza rinunciare alla competitività,” ha ammesso Rathi durante la conferenza stampa. Insomma, il Regno Unito vuole alzare l’asticella della trasparenza rispetto ai minimi europei.

Reazioni contrastanti dagli operatori del settore

L’annuncio è stato accolto con cautela dagli addetti ai lavori. CryptoUK, associazione che rappresenta oltre cento aziende del settore, ha subito chiesto “un confronto aperto” con i regolatori sulle nuove disposizioni. Alcuni CEO — come Emma Norris di BitGo UK — si sono detti pronti ad adeguarsi, ma chiedono tempi più lunghi per la transizione. Nei forum online già si dibatte tra piccoli investitori: c’è chi teme che gli adempimenti rallentino l’apertura di nuovi conti o rendano meno attrattiva Londra; altri sperano invece che regole più rigide portino finalmente un po’ di stabilità dopo mesi complicati.

Sfida europea e confronto globale

L’annuncio arriva mentre l’Unione Europea sta lavorando all’implementazione completa del regolamento MiCA, previsto entro il 2027. Nel frattempo anche piazze come Zurigo e Singapore aggiornano le loro normative sui crypto asset. In questo scenario competitivo il Regno Unito punta a evitare sia una deregulation fuori controllo sia un irrigidimento che blocchi l’innovazione. “Siamo pronti a intervenire ancora se sarà necessario,” ha concluso Rathi.

La partita resta aperta: da una parte c’è la pressione per attrarre capitali e talenti nel fintech; dall’altra l’urgenza — mai così sentita dalla FCA — di garantire una vigilanza efficace. I primi segnali concreti arriveranno già nei prossimi mesi, quando gli operatori dovranno dimostrare di essere all’altezza delle nuove regole. Per la City non si tratta solo di rispettare norme: è soprattutto una questione di fiducia da riconquistare ogni giorno.

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