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Home Cyber Security

Prezzi RAM in Aumento a Causa dell’IA: Smartphone Più Costosi e Tagli alle Componenti in Vista

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
2 Gennaio 2026
in Cyber Security

Milano, 2 gennaio 2026 – La corsa all’intelligenza artificiale sta cambiando, e complicando, il mercato mondiale degli smartphone. Negli ultimi mesi, i prezzi dei modelli top di gamma hanno raggiunto cifre mai viste prima. A spingere verso l’alto i costi è una carenza di componenti sempre più grave. Un problema che, secondo gli esperti, non sembra voler rallentare. Così, i produttori si trovano davanti a scelte difficili: tagli sull’hardware, compromessi sulle funzioni e una revisione dei listini. Samsung, Apple, Xiaomi e le altre big del settore sono in prima linea in questa battaglia.

La domanda per l’IA mette sotto pressione la filiera

Non si tratta solo di una questione passeggera o di moda. L’intelligenza artificiale generativa, che si regge su chip sempre più potenti, ha fatto salire alle stelle la richiesta di pezzi chiave: dalla memoria RAM più evoluta ai processori di alta fascia fino ai sensori. Ed è proprio qui che cominciano i guai. “Le nostre fabbriche stanno già tirando al massimo”, racconta il responsabile acquisti di un’azienda asiatica che preferisce restare anonimo. “Ma la domanda è esplosa negli ultimi sei mesi, molto oltre ogni previsione”.

A confermarlo sono anche i dati di Counterpoint Research: tra luglio e dicembre 2025, il prezzo medio di un modulo DRAM per smartphone è salito del 18%. I chip NPU – quelli pensati apposta per gestire l’IA – hanno subito rincari del 23% nello stesso periodo. Questi aumenti si traducono senza filtri in listini più alti per chi va a comprare un telefono nuovo.

Listini in crescita: top di gamma sempre più cari

I numeri parlano chiaro. Secondo IDC, nel quarto trimestre del 2025 il prezzo medio globale degli smartphone ha raggiunto quota 580 euro. “Non avevamo mai visto cifre simili in vent’anni di monitoraggi”, commenta Matteo Rossi, analista senior per l’Europa occidentale. Nei negozi di Milano, Roma e Napoli i nuovi modelli di punta superano spesso i 1.500 euro, come l’iPhone 17 Pro Max, arrivato in Italia lo scorso ottobre. Ma non solo: anche i telefoni di fascia media hanno subito aumenti importanti. Il Samsung Galaxy S25 e lo Xiaomi Mi 14 sono costati dal 9% al 15% in più rispetto alla generazione precedente.

Perché? Oltre al rialzo delle materie prime come rame, silicio e terre rare, pesa la scarsità dei chip dedicati all’IA, ora richiesti anche da settori come automotive e data center. Di conseguenza le catene di produzione si intasano e si allungano i tempi d’attesa: alcune componenti critiche ora impiegano fino a 12-16 settimane per arrivare contro le 6-8 abituali.

Produttori al bivio: meno sensori e versioni ‘snellite’

Per contenere i costi e non perdere clienti verso le alternative economiche, alcune aziende stanno già tagliando dove possono. Da Shenzhen arriva voce che diversi marchi cinesi stanno riducendo la memoria nei modelli base. Prendete il Redmi Note 13, uscito a novembre in Europa: ora monta solo 6GB di RAM contro gli 8GB della versione precedente.

Anche le fotocamere multiple rischiano la riduzione. “Stiamo pensando seriamente di tornare alle configurazioni dual-cam nella fascia media”, ha spiegato un dirigente Xiaomi a Barcellona durante un evento lo scorso dicembre. Solo col tempo si capirà quanto i clienti accetteranno questi compromessi pur di evitare prezzi troppo alti.

Il futuro dell’IA negli smartphone: rischio divario sempre più ampio

La voglia di inserire funzioni IA ovunque – persino sui modelli più economici – non sembra scemare. Ma gli addetti ai lavori vedono segnali preoccupanti all’orizzonte. “C’è il rischio concreto che il divario tra smartphone top e quelli base cresca ancora”, avverte Giulia Ferri, docente di Innovazione Digitale al Politecnico di Torino. Chi può spendere avrà potenza AI da vendere; chi cerca qualcosa di semplice dovrà accontentarsi di versioni più scarne.

Intanto nei negozi la risposta dei clienti è evidente: “Un aumento così lo vediamo raramente negli ultimi anni”, racconta Lorenzo Cattaneo, proprietario di una catena tech a Milano centro. Molti chiedono sconti o puntano sui ricondizionati; altri rimandano l’acquisto sperando in offerte last minute o tempi migliori.

La domanda resta aperta: quanto a lungo il pubblico sarà disposto a pagare prezzi così alti per avere le ultime novità dell’intelligenza artificiale? Per ora nessuno ha una risposta chiara. Ma con saldi invernali e nuove uscite alle porte, il mercato promette ancora sorprese da raccontare.

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