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PlayStation, giochi digitali “a tempo”? Scatta l’allarme tra gli utenti

Alessandro Bolzani by Alessandro Bolzani
27 Aprile 2026
in Ultime notizie
Il logo del PlayStation Store

Il logo del PlayStation Store | Photo by Sony Interactive Entertainment - Cryptohack.it

Un accesso a Internet ogni 30 giorni per continuare ad avviare titoli già acquistati. È questa la segnalazione che negli ultimi giorni ha iniziato a circolare tra i possessori di PlayStation 5 e PlayStation 4, generando non poca irritazione. Secondo diversi racconti apparsi su social e forum, dopo l’aggiornamento al firmware 13.5 alcuni giochi digitali richiederebbero una “verifica” periodica online per restare utilizzabili. L’ipotesi più accreditata, però, è che non si tratti di una nuova politica strutturale, bensì di un malfunzionamento destinato a essere corretto.

Un controllo invisibile per molti, ma non per tutti

Per chi gioca abitualmente connesso o dispone di una linea sempre attiva, questa verifica mensile delle licenze passa inosservata. Il problema emerge invece per chi preferisce mantenere la console offline o vive in aree con connessioni instabili. In questi casi, l’obbligo di collegarsi periodicamente rischia di diventare un vincolo concreto. E qui si apre una questione più ampia: se un contenuto è stato acquistato, l’impossibilità di accedervi anche temporaneamente può generare frustrazione e dubbi sulla reale proprietà dei giochi digitali.

La segnalazione partita dai social

La vicenda ha guadagnato visibilità soprattutto su X, dove l’utente @ManFightDragon ha parlato apertamente di un sistema DRM particolarmente restrittivo, sostenendo che ogni gioco digitale richiederebbe una connessione almeno ogni 30 giorni per evitare la revoca della licenza. Il messaggio ha rapidamente attirato l’attenzione, contribuendo a diffondere la preoccupazione tra la community PlayStation.

L’ipotesi del bug dietro al problema

A raffreddare i toni è intervenuto sempre su X l’account @DoesItPlay1, secondo cui non ci sarebbe alcun cambio di strategia da parte di Sony. Alla base del comportamento anomalo ci sarebbe piuttosto un errore tecnico introdotto durante la correzione di una vulnerabilità del firmware. Un dettaglio rafforza questa lettura: non tutti gli utenti, pur avendo installato la stessa versione, riscontrano il problema del “timer” sulle licenze digitali. Una discrepanza che suggerisce un’anomalia piuttosto che una modifica deliberata e uniforme del sistema DRM.

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