Roma, 23 marzo 2026 – Il mercato dell’oro sta vivendo una fase di profonda turbolenza, con il prezzo del Gold Spot che ha toccato nuovi minimi annuali a 4.200 dollari l’oncia, segnando una contrazione del 10,6% in poche ore. Questa flessione rappresenta l’azzeramento di tutti i guadagni accumulati nel 2026, con una serie di nove sedute negative consecutive, il peggior calo registrato negli ultimi 40 anni.
Il crollo del prezzo dell’oro e le cause macroeconomiche
Il calo del prezzo dell’oro è iniziato contestualmente all’avvio degli eventi geopolitici in Iran, quando il future veniva scambiato a 5.345 dollari. A pesare su questa inversione di tendenza sono stati diversi fattori, tra cui la reazione dei mercati agli shock macroeconomici. David Wilson, direttore della strategia sulle materie prime presso BNP Paribas SA, ha spiegato a Bloomberg che in situazioni di crisi simili nel passato – come nel 2008, 2020 e 2022 – l’oro inizialmente scende perché gli investitori liquidano attività per aumentare la detenzione di dollari USA, ma successivamente si assiste a un forte rally del metallo prezioso.
L’impatto delle decisioni delle banche centrali e le vendite forzate
La recente ondata di vendite è stata amplificata dalle decisioni delle principali banche centrali, in particolare Fed e BCE, che hanno mantenuto stabili i tassi di interesse ma hanno segnalato un possibile aumento dei prezzi spinto dall’energia. Questo ha compromesso le aspettative di tagli futuri dei tassi, riducendo l’attrattiva dell’oro come rifugio contro l’inflazione, soprattutto dopo due anni di prezzi ai massimi storici.
Inoltre, molti investitori hanno attuato vendite forzate del metallo prezioso per coprire perdite subite in altri asset, come azioni e obbligazioni, utilizzando l’oro come una sorta di “cassa di compensazione”. La dinamica negativa coinvolge anche gli altri metalli preziosi, con l’argento spot in calo dell’8,9% a 61,76 dollari l’oncia e il platino che ha perso il 9%, attestandosi a 1.749,31 dollari.
