Oro ai massimi storici oltre i 5.000$: Bitcoin crolla tra timori di nuovo Shutdown USA

Cristina Manetti

26 Gennaio 2026

Milano, 26 gennaio 2026 – Un venerdì da segnare a fuoco per i mercati finanziari: l’oro ha raggiunto un nuovo record storico, superando per la prima volta la soglia dei 5.000 dollari l’oncia. Il picco è stato toccato intorno alle 15:30, ora italiana, sui mercati di New York. Dietro questa impennata, c’è un clima teso a livello globale, con Wall Street e le principali Borse europee in calo. A complicare la situazione, cresce il timore di un nuovo Shutdown del governo USA, atteso già dalla prossima settimana.

Oro sopra i 5.000 dollari: la corsa ai beni rifugio si fa intensa

I dati di Bloomberg, confermati dal World Gold Council, mostrano come il prezzo spot dell’oro abbia sfiorato i 5.012 dollari nel primo pomeriggio italiano. Un valore senza precedenti sul mercato. Analisti come Carlo De Lorenzi, strategist di Intesa Sanpaolo, notano che “da metà gennaio è partita una vera e propria fuga verso i beni rifugio, con flussi record verso ETF e fondi fisici in Asia e Medio Oriente”.

A spingere gli investitori lontano dai rischi sono soprattutto le incertezze geopolitiche in aumento. Dall’Ucraina al Mar Rosso, passando per le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, molti preferiscono mettere al sicuro il proprio denaro sull’oro. Un operatore milanese, che ha voluto restare anonimo, ha commentato così la giornata: “Negli ultimi dieci giorni abbiamo visto movimenti che non si vedevano dal 2020. Tutto è partito dalle prime voci sul blocco del budget americano”.

Bitcoin e mercati azionari sotto pressione

Non c’è stata solo la corsa dell’oro oggi. In netto calo sia Bitcoin sia i maggiori indici azionari. La criptovaluta ha perso terreno fino a scendere sotto i 38.000 dollari, segnando un minimo intraday a 37.560 dollari su Binance intorno alle 16:00. In pochi giorni ha lasciato sul campo circa il 12% del suo valore, secondo Coinmarketcap.

Anche le Borse tradizionali chiudono in rosso: il Dow Jones cala dell’1,4%, mentre il tedesco DAX segna -1,2%. A Milano, il FTSE Mib perde l’1,6%, trascinato soprattutto dai titoli bancari e del lusso. Dietro questa debolezza c’è una crescente paura del rischio e problemi legati alla liquidità in dollari. “Si vede chiaramente una rotazione verso asset più difensivi”, spiega Francesca Locatelli di Equita.

Lo spettro dello Shutdown torna a spaventare

Al centro delle preoccupazioni c’è ancora la politica americana. Da giorni si parla di uno stallo al Congresso sulla legge di bilancio federale. I repubblicani alla Camera hanno bocciato l’ultimo emendamento dei democratici tra giovedì notte e venerdì mattina. Così l’amministrazione Biden sta valutando soluzioni temporanee per evitare la paralisi degli uffici pubblici.

Un avvertimento arriva da Moody’s: “Un nuovo Shutdown prolungato potrebbe far calare il PIL Usa di almeno lo 0,3% nel primo trimestre”. Nel primo pomeriggio Janet Yellen, Segretario al Tesoro USA, ha dichiarato: “L’incertezza danneggia la fiducia degli investitori e crea instabilità sui mercati”. Già nelle prime ore della giornata europea si percepiva tensione tra i desk di Francoforte e Parigi.

Le prossime 72 ore saranno decisive

Nonostante l’impennata dell’oro e il nervosismo diffuso tra gli investitori, molti invitano a non vedere questa corsa come un fenomeno destinato a durare a lungo. Marco Gentili, analista indipendente contattato da alanews.it nel pomeriggio, sottolinea: “Molto dipenderà da cosa succederà a Washington nelle prossime ore. Se si troverà anche solo un compromesso parziale sulla legge di bilancio, potremmo vedere rapide prese di profitto sull’oro”.

Nel frattempo – con i mercati che continuano ad oscillare e gli operatori incollati a Twitter e Bloomberg terminal – tutti guardano alle prossime dichiarazioni della Casa Bianca. La partita è aperta. Solo allora capiremo se quello visto oggi resterà un episodio isolato o sarà l’inizio di una nuova fase per i mercati globali.

Change privacy settings
×