Milano, 21 maggio 2026 – Nel vivo delle contrattazioni di maggio, le trimestrali di Nvidia, attese da investitori e analisti proprio oggi, si confermano come un vero e proprio termometro del rischio a livello globale. Intanto, Bitcoin ed Ethereum, le due criptovalute più grandi per capitalizzazione, si muovono su livelli tecnici cruciali, in una fase dove la volatilità continua a mettere sotto pressione le sale operative.
Nvidia: l’effetto domino che spaventa i mercati globali
La pubblicazione dei risultati di Nvidia, prevista dopo la chiusura di Wall Street, pesa molto più che nel solo comparto tech. L’azienda californiana è da tempo sotto i riflettori per il suo ruolo chiave nella corsa mondiale all’intelligenza artificiale e rappresenta uno degli asset più seguiti dagli investitori istituzionali. Da gennaio il titolo ha guadagnato più del 40%, superando quota 1.000 dollari per azione. “Il mercato si aspetta numeri solidi e indicazioni tranquille”, racconta Giuseppe Peretti, gestore portafoglio in una banca d’investimento milanese. “Se invece dovesse rallentare la crescita, ci potrebbero essere vendite a catena anche su altri titoli tech, con effetti sugli indici globali”.
Secondo Bloomberg, negli ultimi mesi i grandi fondi hanno aumentato l’esposizione su Nvidia proprio in vista dei conti trimestrali, vedendo il titolo come un barometro della fiducia nel settore tecnologico americano. Non a caso ieri il Nasdaq ha chiuso con volumi sopra la media in attesa dei dati della società fondata da Jensen Huang nel ’93. Proprio Huang ha ribadito recentemente come l’azienda sia “al centro” dello sviluppo di chip per data center e supercomputer dedicati all’AI, ammettendo però che la concorrenza è “più dura che mai”.
Criptovalute sulla difensiva: i supporti sotto la lente
Sul fronte delle valute digitali, tutti gli occhi sono puntati su Bitcoin, che nelle ultime ore si è mosso tra 65.000 e 66.500 dollari, e su Ethereum, stabile tra 3.100 e 3.200 dollari. “Sono livelli tecnici fondamentali”, sottolinea Stefano Arlotti, analista di mercato in una società di trading italiana. “Se dovessero cedere questi supporti potremmo vedere una correzione più ampia”. Dopo l’impennata delle scorse settimane che aveva spinto Bitcoin vicino ai massimi storici, il mercato sembra ora in attesa dei segnali dalla Federal Reserve e dal settore tech Usa.
I dati di CoinMarketCap indicano una capitalizzazione totale delle criptovalute attorno ai 2.300 miliardi di dollari. Una cifra ancora alta rispetto ai minimi di due anni fa ma molto sensibile alle notizie macro e agli shock improvvisi (l’ultimo settimana scorsa dopo dati sull’inflazione Usa più forti del previsto). “Il legame tra asset digitali e tech – spiega Arlotti – è più stretto di quanto molti pensino. Nvidia ad esempio è considerata uno dei maggiori beneficiari della domanda di chip per mining e intelligenza artificiale”.
Sentiment degli investitori: prudenza e attesa
Dai desk delle grandi banche internazionali arriva un segnale chiaro: cautela diffusa. Gli operatori preferiscono tenersi alla larga dal rischio almeno fino ai risultati Nvidia, aspettando conferme prima di tornare a scommettere su tech o criptovalute. Lo dimostrano anche i flussi nei fondi bilanciati e nei prodotti a leva degli ultimi giorni.
“È un momento delicato”, commenta Chiara Delvecchio, strategist in un fondo europeo specializzato in tecnologie emergenti. “Gli investitori sono tutti con gli occhi puntati sulle trimestrali dei big Usa perché rappresentano la prova della tenuta del settore. Ma una delusione su Nvidia potrebbe ripercuotersi anche su altri settori come criptovalute o materie prime”. Solo dopo capiremo se si aprirà spazio per nuovi acquisti o se prevarrà invece la voglia di incassare.
Prospettive: le prossime settimane tra attese e incognite
Nei giorni a venire lo scenario dovrebbe farsi più chiaro. Il calendario macroeconomico — ricco di dati sull’occupazione negli Usa e nell’Eurozona — si intreccia con scadenze tecniche importanti sulle opzioni legate a Bitcoin ed Ethereum. Molti guardano già a giugno come al vero banco di prova, quando Federal Reserve e BCE torneranno a decidere sui tassi.
Per ora però la partita resta tutta concentrata su Nvidia e sulla tenuta dei supporti chiave di Bitcoin ed Ethereum. Tutti aspettano i numeri ufficiali della società americana: da quella conference call alle 23 ora italiana dipenderà probabilmente la direzione dei mercati nelle settimane a venire — se il rischio continuerà a prevalere o se tornerà la prudenza a dominare la scena.
