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Home Cyber Security

Nuovo tool open source disattiva Apple Intelligence su macOS: addio funzioni IA per più spazio sul Mac

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
6 Ottobre 2026
in Cyber Security

Milano, 6 ottobre 2026 – Nelle ultime ore è apparso un nuovo tool open source che sta facendo parlare gli utenti di macOS: consente di disattivare Apple Intelligence con un semplice comando. Pubblicato ieri sera su GitHub da un gruppo di sviluppatori indipendenti, questo strumento dà la possibilità – anche solo per un po’ – di spegnere le principali funzionalità di intelligenza artificiale integrate da Apple nell’ultimo anno. “Ci siamo mossi dopo aver raccolto tante richieste da chi voleva più controllo sul proprio Mac”, spiega Andrea Malfatti, uno degli ideatori del progetto.

Apple Intelligence, tra innovazione e critiche

L’arrivo di Apple Intelligence ha segnato una svolta nel sistema operativo di Cupertino, che da giugno scorso ha iniziato a integrare strumenti basati su IA in app come Safari, Mail e Messaggi. Ma, nonostante l’entusiasmo della dirigenza Apple, con Tim Cook in prima linea, non sono mancate le critiche. Molti utenti si lamentano del rallentamento dei modelli più datati o hanno dubbi sulla privacy. “Dopo l’ultimo aggiornamento il mio MacBook Air 2021 è diventato lento”, conferma Luigi Zappa, sviluppatore freelance contattato stamattina. “Lo spazio usato da Apple Intelligence non è affatto poco”.

Secondo alcuni forum tecnici, il pacchetto IA può occupare anche oltre 12 gigabyte. Non poco, soprattutto su modelli base con SSD da 256 GB, dove ogni gigabyte conta davvero. Chi ha già provato il tool nelle prime ore parla di una liberazione immediata di spazio. “Ho recuperato circa 9 giga”, racconta una delle prime recensioni sulla pagina ufficiale.

Il funzionamento del tool open source

Lo strumento – chiamato per ora “AI-Off” dai suoi creatori – è uno script che si scarica e si avvia dal terminale. Serve un minimo di dimestichezza con i comandi Unix, ma l’installazione è guidata passo passo. Una volta attivato, disattiva i servizi di Apple Intelligence, eliminando file temporanei e librerie collegate. Gli sviluppatori sottolineano che la procedura è reversibile: “Basta riavviare il Mac e reinstallare gli aggiornamenti per tornare alla situazione originale”.

Al momento Apple non ha commentato ufficialmente la questione. Nei forum però sono emersi dubbi: togliere componenti integrati nel sistema operativo potrebbe causare problemi o far funzionare male alcune app che si basano sull’IA. “Qualsiasi modifica non supportata ufficialmente porta rischi”, avverte Silvia Berti, tecnico informatico in una nota catena milanese. “Chi non è sicuro dovrebbe pensarci due volte”.

Le motivazioni dietro la scelta

Non è solo questione di spazio libero sul disco. Molti utenti esprimono preoccupazione per l’invio di dati personali ai server Apple durante l’elaborazione dei comandi IA – un timore che l’azienda cerca da tempo di smontare spiegando che gran parte del lavoro resta sul dispositivo e che i dati sono cifrati e anonimizzati. Ma il tema resta caldo: “Preferisco essere io a decidere quando accendere o spegnere l’intelligenza artificiale”, dice Daniele Russo, avvocato in centro a Milano.

Nei canali Discord frequentati dagli esperti la discussione si è infiammata dopo che alcuni hanno notato processi attivi anche quando il Mac sembrava inattivo. “C’è chi vorrebbe tenere accese solo alcune funzioni smart, ma per ora o tutto o niente”, riassume una moderatrice del gruppo ‘MacOS Italia’.

I possibili rischi e l’assenza di supporto ufficiale

Disattivare Apple Intelligence vuol dire rinunciare a tutte le funzioni IA introdotte ultimamente: dall’assistente smart al riassunto automatico delle mail, dai suggerimenti contestuali alle nuove opzioni per scrivere più facilmente. Chi usa spesso questi strumenti rischia quindi un sistema più leggero ma anche meno completo.

Intanto gli esperti invitano alla prudenza. “Lo script non è certificato né testato su tutti i modelli”, fa notare Paolo Contini della community MacUpdate Italia. “In qualche caso potrebbe causare instabilità o errori”. Però le prime statistiche parlano già di circa cento download nelle prime dodici ore.

Uno scenario in evoluzione

Resta da vedere come reagirà Apple, che al momento osserva senza commentare. Tra gli utenti cresce però una domanda: questa sarà la strada verso sistemi operativi più personalizzabili? Oppure si rischia solo di frammentare troppo l’esperienza d’uso? Solo nei prossimi giorni capiremo se questo strumento resterà una curiosità per pochi o diventerà uno standard per chi vuole un Mac senza IA attiva.

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