Milano, 25 febbraio 2026 – Meta Platforms si prepara a fare un nuovo tentativo nel campo delle criptovalute. Il gigante guidato da Mark Zuckerberg ha annunciato che nella seconda metà del 2026 lancerà una stablecoin sviluppata internamente, con l’intenzione di voltare pagina rispetto al fallimento del progetto Libra/Diem. La notizia è stata diffusa nel pomeriggio durante un evento a Menlo Park, in California, mentre in Europa erano le 18:00 e le agenzie cominciavano a rilanciare la novità.
Meta ci riprova dopo Libra e Diem
Chi segue il mondo dell’innovazione fintech ricorderà bene i mesi turbolenti tra il 2019 e il 2022, quando Facebook—poi Meta—tentò di far decollare Libra, poi ribattezzata Diem, salvo poi mollare tutto sotto la pressione di governi e autorità, soprattutto americane. Questa volta però, assicurano i dirigenti, la musica sarà diversa: “Non si tratterà di una criptovaluta globale ma di uno strumento digitale legato al dollaro”, ha spiegato a Bloomberg un portavoce dell’azienda. Il nome della nuova moneta però non è stato ancora svelato.
Le prime indicazioni dicono che la stablecoin sarà integrata fin da subito su WhatsApp e Messenger, con l’obiettivo di velocizzare le microtransazioni tra privati. Meta ha precisato che seguirà tutte le direttive delle autorità statunitensi e collaborerà sin da subito con i regolatori finanziari.
I nodi regolatori restano sul tavolo
Se il passato ha insegnato qualcosa, è che il mondo delle criptovalute è sempre pieno di incognite e polemiche. Nel caso di Libra/Diem, le preoccupazioni principali erano legate alla protezione dei consumatori, al rischio riciclaggio e soprattutto alla stabilità del sistema monetario internazionale. “Stiamo lavorando fianco a fianco con la Federal Reserve e altri enti competenti”, ha detto ieri sera Stephane Kasriel, capo fintech di Meta, cercando di evitare nuovi blocchi.
Non sono mancate però le prime voci critiche. Dal Tesoro americano — riporta il Financial Times — arrivano richieste nette: massima trasparenza sulle riserve che sosterranno la stablecoin e chiarezza nella governance. “Bisogna garantire sicurezza sui fondi degli utenti”, ha rimarcato Elizabeth Warren, senatrice democratica da tempo scettica nei confronti delle grandi tech che entrano nel mondo finanziario.
Ancora molti dettagli da definire
La fase iniziale del progetto sarà un test negli Stati Uniti prima di aprirsi ad altri mercati, hanno fatto sapere fonti interne citate da Reuters. Meta sarebbe già in trattativa con almeno due banche partner ma non ha ancora fatto nomi. In molti ricordano quanto fosse complicato trovare alleati tra gli operatori tradizionali durante l’epoca Libra: dopo defezioni importanti come Mastercard e PayPal, quel progetto perse molta forza.
Il nuovo asset digitale sarà pensato come “un servizio facile e immediato per inviare denaro tra amici, familiari e piccoli negozianti”, spiegano gli esperti coinvolti. Nessuna ambizione—almeno all’inizio—di competere con colossi come Visa o SWIFT.
Un quadro normativo cambiato
Rispetto a tre anni fa lo scenario regolatorio è mutato: sia negli Stati Uniti che in Europa le stablecoin sono ora sotto stretta osservazione con nuove regole sul tavolo. La SEC americana ha rafforzato i controlli chiedendo standard più severi sulle riserve; Bruxelles intanto ha varato il regolamento MiCA (Markets in Crypto Assets). “Per Meta è una sfida più grande ma anche più chiara rispetto al 2019”, osserva Alessandro Curioni, docente di Sicurezza Informatica alla Cattolica di Milano.
Il mercato intanto cresce ancora. Secondo uno studio di Chainalysis, solo nel 2025 i volumi globali delle stablecoin hanno superato i 3.500 miliardi di dollari—con una netta prevalenza di valute ancorate al dollaro.
La posta in gioco per Meta
Resta da vedere se questa nuova stablecoin riuscirà davvero dove Libra aveva inciampato. Zuckerberg punta molto sull’integrazione con i servizi già esistenti nel gruppo: WhatsApp e Messenger contano insieme oltre due miliardi di utenti secondo gli ultimi dati trimestrali. “L’obiettivo è offrire uno strumento sicuro e semplice per i pagamenti digitali”, ha spiegato Kasriel durante l’evento.
Tra prudenza e attesa—questa volta Meta vuole convincere prima i regolatori piuttosto che il grande pubblico. Un equilibrio delicato ma forse l’unica strada possibile dopo l’esperienza passata.
