Milano, 3 giugno 2026 – Il mercato dei PC arranca ancora, stretto nella morsa di prezzi in salita e una persistente carenza di memorie che da mesi mette in difficoltà sia produttori sia clienti. Eppure, in mezzo a questo scenario incerto e ai margini sempre più risicati, Apple ha trovato un varco: il lancio del suo nuovo MacBook Neo, un modello dal prezzo contenuto che sta facendo numeri sorprendenti. Gli esperti parlano ormai di un caso a parte.
Mercato PC sotto pressione: cosa dicono i dati recenti
Le ultime analisi di IDC e Gartner, i punti di riferimento del settore, mostrano un quadro difficile: nel primo trimestre del 2026, le spedizioni globali di PC sono calate del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche in Italia si sente la crisi, con un calo marcato soprattutto nel segmento consumer. “Gli aumenti nei costi delle DRAM e delle NAND flash hanno frenato la domanda”, ha spiegato ieri Marco Palumbo, responsabile vendite in una nota azienda distributrice lombarda.
Neppure offerte o sconti sembrano bastare a rilanciare il mercato: la scarsità di memorie – componenti chiave per computer, notebook e server – spinge le aziende a innalzare i prezzi al pubblico. Un circolo vizioso che si riflette nei negozi. Ieri mattina, in una grande catena milanese, un cliente mostrava evidente frustrazione mentre guardava un notebook di fascia media: “Tutto è aumentato”, lamentava.
Apple e MacBook Neo: una scelta fuori dal coro
Nel frattempo, Apple ha puntato su un’altra strada. Il nuovo MacBook Neo, presentato il mese scorso a Cupertino, è stato pensato per chi cerca qualità ma con un occhio al portafoglio. Parte da circa 999 euro nella versione base, un prezzo decisamente più accessibile rispetto ai tradizionali standard Apple. “È un modello pensato soprattutto per studenti e giovani professionisti”, spiegano dalla casa madre californiana.
Secondo fonti interne raccolte da Bloomberg, nelle prime tre settimane dopo il lancio Apple avrebbe già spedito quasi 800mila unità solo in Europa, con picchi particolarmente forti in Italia e Germania. Nei forum specializzati gli utenti discutono delle prestazioni – giudicate “più che dignitose” – e soprattutto del prezzo ritenuto abbordabile per uno Apple. Nei negozi si vede chiaramente l’effetto: ieri a Torino, nel punto vendita di via Garibaldi, il modello base era già esaurito prima dell’ora di pranzo.
Il successo nascosto dietro prezzo e innovazione
Il motivo dietro questo risultato sembra una combinazione ben studiata: prezzo contenuto, design pulito ma immediatamente riconoscibile e l’uso di componentistica proprietaria che ha permesso ad Apple di aggirare almeno in parte la crisi delle memorie. L’azienda guidata da Tim Cook ha puntato sui chip progettati internamente (gli ultimi M4 Lite), prodotti attraverso una catena separata rispetto ai concorrenti.
Un dettaglio non da poco, come sottolinea Marco Bertoli, analista IDC Italia: “Apple si è liberata dalla dipendenza dai grandi fornitori di DRAM e NAND flash. Questo le consente di tenere fermi i prezzi anche quando il mercato fa impazzire tutto”. Inoltre, nel prezzo sono inclusi servizi come abbonamenti annuali a iCloud con 200GB e Apple Music per tre mesi.
Concorrenti colti alla sprovvista
La mossa ha sorpreso soprattutto i big del settore PC – Lenovo, HP e Dell su tutti – che per ora non hanno ancora reagito con strategie altrettanto aggressive. “Un’offensiva così decisa sul segmento entry level da parte di Apple non l’avevamo mai vista”, confida ieri pomeriggio un manager Lenovo.
Tra scuole e centri commerciali la voce gira veloce. Chi cerca un portatile semplice ma affidabile comincia a considerare anche la mela morsicata — cosa quasi impensabile fino a pochi mesi fa. E mentre i concorrenti cercano forniture alternative o progettano modelli low cost da lanciare entro l’estate, nei negozi Apple si formano code insolite fuori orario: ieri sera a Roma Eur una ventina di persone aspettavano dopo le 19.
Cosa ci aspetta? Prezzi alti o novità sul mercato
Nessuno si azzarda a dire quanto durerà questo momento d’oro per il MacBook Neo. Se la crisi delle memorie dovesse protrarsi almeno fino all’autunno sarà dura per gli altri recuperare terreno. È probabile che Apple spinga ancora sui servizi dedicati agli studenti e sugli accessori correlati.
L’unica cosa certa è che l’arrivo sul mercato di un modello economico firmato mela ha cambiato le carte in tavola — almeno per questa estate. E resta aperta la domanda chiave: quanto potranno ancora restare alti i prezzi dei PC tradizionali se gli utenti cominciano a voltare pagina?
