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Ledger conferma impianti hardware non autorizzati in wallet Nano X: a rischio 93 milioni, coinvolto CryptoBilis

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
12 Ottobre 2026
in Crypto

Milano, 12 ottobre 2026 – Ledger, uno dei maggiori produttori mondiali di portafogli hardware per criptovalute, ha confermato ieri di aver trovato impianti hardware non autorizzati in alcuni dispositivi Nano X venduti tramite il rivenditore CryptoBilis. Un fatto che ha subito acceso l’allarme tra utenti e addetti ai lavori, preoccupati per la sicurezza delle proprie risorse digitali.

Ledger scopre dispositivi compromessi: CryptoBilis nel mirino

La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio di venerdì 11 ottobre. In una nota sul proprio sito, il team di Ledger ha raccontato di aver ricevuto segnalazioni da clienti che, dopo aver comprato il modello Nano X da CryptoBilis – rivenditore online con sede dichiarata a Singapore ma molto attivo anche in Europa – hanno notato qualcosa che non andava nei dispositivi. “Abbiamo trovato componenti elettronici non originali in alcuni wallet spediti da CryptoBilis”, si legge nella comunicazione.

L’azienda francese ha invitato tutti quelli che hanno preso il prodotto da questo canale negli ultimi tre mesi a fare controlli approfonditi e, se ci sono dubbi, a smettere subito di usare il dispositivo. Gli esperti di Ledger stanno lavorando insieme alle autorità, sia locali che internazionali, per capire da dove arrivano gli hardware compromessi e in quale fase della catena è stata fatta la manomissione.

Come sono state manomesse le apparecchiature: primi riscontri

Le prime analisi mostrano che i wallet alterati hanno piccoli microchip aggiunti fra la scheda madre e la scocca esterna, invisibili a occhio nudo. Questi componenti potrebbero registrare e trasmettere le chiavi private, mettendo così a rischio tutto ciò che gli utenti tengono nei loro asset digitali.

“La priorità è proteggere i clienti. Nessun dispositivo Ledger ufficiale venduto attraverso i nostri canali diretti è mai stato manomesso”, ha spiegato Pascal Gauthier, CEO dell’azienda. Ha aggiunto però che le indagini sono ancora all’inizio. Una fonte interna contattata telefonicamente ha fatto sapere che l’ipotesi più probabile è che la manomissione sia avvenuta durante la distribuzione o lo stoccaggio nei magazzini del rivenditore.

CryptoBilis risponde: “Stiamo collaborando, chiariremo tutto”

Contattati via email dalla nostra redazione, i responsabili di CryptoBilis hanno ammesso il problema su “un numero limitato di unità” e assicurano di collaborare “in modo trasparente” con Ledger e le autorità. “Non sappiamo ancora come sia successo. Stiamo facendo un controllo interno e finora non abbiamo altre segnalazioni su altri modelli o marchi”, ha detto un portavoce del rivenditore asiatico.

Sul proprio sito, CryptoBilis ha pubblicato un breve avviso invitando i clienti coinvolti a mettersi in contatto attraverso un canale dedicato, promettendo “supporto immediato per rimborso o sostituzione” dei prodotti potenzialmente compromessi.

Allarme tra utenti e addetti ai lavori

La notizia ha subito acceso il dibattito tra appassionati e professionisti della sicurezza informatica legata alle criptovalute. Nei forum come Reddit e Bitcointalk molti hanno condiviso immagini e dettagli dei wallet sospetti, mostrando micro-saldature strane o componenti con un aspetto insolito.

Alessandro Parisi, consulente italiano esperto in blockchain, commenta così: “Quando si compra un hardware wallet fuori dai canali ufficiali, il rischio di manomissione c’è sempre. Serve molta attenzione alla provenienza e allo stato della confezione”.

Il caso CryptoBilis riapre quindi il confronto sull’importanza di affidarsi solo a distributori certificati, anche se spesso la voglia di risparmiare qualche decina di euro resta forte in una comunità abituata alla decentralizzazione e ai mercati globali.

Cosa fare adesso: consigli e prossimi passi

Ledger ha annunciato un prossimo aggiornamento software per rilevare eventuali alterazioni hardware monitorando anomalie nel funzionamento interno dei dispositivi. “È una misura preventiva: non può però sostituire la sicurezza fisica del prodotto”, hanno ribadito gli esperti durante una sessione Q&A aperta ieri sera agli utenti.

Nel frattempo gli esperti consigliano una sola cosa: chiunque abbia acquistato un Nano X tramite CryptoBilis o altri canali non ufficiali negli ultimi mesi deve fare controlli approfonditi o rivolgersi subito all’assistenza Ledger, ricorda Parisi.

Le indagini vanno avanti. Non si esclude che nei prossimi giorni emergano nuovi dettagli sulle modalità della manomissione e sul numero totale delle unità coinvolte. Per ora resta solo una parola d’ordine: prudenza.

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