Milano, 27 marzo 2026 – Nel mondo delle società quotate con Bitcoin in bilancio, il fenomeno delle cosiddette “treasury company” sembra aver perso slancio. A tenere viva la fiammella negli acquisti è rimasta praticamente soltanto MicroStrategy, guidata da un deciso Michael Saylor. Un cambio di passo netto rispetto agli anni passati, quando tra il 2020 e il 2023 molte aziende, dal tech alla finanza, avevano scelto di mettere in cassaforte la criptovaluta più famosa. Ma cosa è successo?
MicroStrategy resta sola tra le grandi società con Bitcoin in cassa
Non molto tempo fa comprare Bitcoin come asset di tesoreria sembrava una moda destinata a crescere. Il colpo d’occhio arrivò con Tesla, che nel 2021 aveva investito più di un miliardo di dollari e aveva acceso una febbre tra le grandi aziende. Oggi lo scenario è cambiato radicalmente. Solo MicroStrategy continua a comprare: nelle ultime settimane ha annunciato un nuovo acquisto, portandosi a oltre 205.000 Bitcoin – un tesoro che vale circa 14 miliardi di dollari (al prezzo attuale).
Michael Saylor, fondatore e presidente esecutivo, non ha dubbi: “Bitcoin è la riserva di valore più affidabile nella storia moderna. Noi continueremo a comprare finché potremo sostenerlo senza mettere a rischio l’azienda”. Anche in Borsa il titolo MicroStrategy riflette questa strategia: alta volatilità ma spesso segue a braccetto l’andamento del Bitcoin.
Il ritiro delle altre: Tesla, Square e i motivi dietro lo stop
Le altre big che avevano scommesso su Bitcoin hanno invece frenato o addirittura fatto marcia indietro. Tesla, guidata da Elon Musk, dopo i primi acquisti ha cominciato a vendere pezzi del suo patrimonio e oggi conserva una quota molto più ridotta rispetto ai picchi del 2021. Anche Block Inc. (ex Square) di Jack Dorsey non aumenta più le proprie riserve da tempo, ormai dal 2022.
Gli esperti puntano il dito soprattutto sulla regolamentazione sempre più stringente. “L’incertezza normativa negli Stati Uniti e in Europa ha spinto molte aziende a fare un passo indietro”, racconta a alanews.it Luca Spaggiari, consulente finanziario milanese. “Dopo gli scossoni del mercato e i bruschi cali tra il 2022 e il 2023, molti responsabili finanziari preferiscono evitare rischi troppo alti e puntare su portafogli più diversificati”.
Pressioni regolatorie e volatilità spingono alla prudenza
Il cambio di rotta delle società quotate rispecchia una situazione nuova sul mercato. Da una parte ci sono gli strumenti regolamentati – come gli ETF su Bitcoin partiti negli Usa nel 2024 – che offrono un modo meno rischioso per esporsi alla criptovaluta senza comprarla direttamente. Dall’altra c’è la pressione dei revisori contabili e degli enti di controllo finanziario.
“Le oscillazioni improvvise del prezzo unite alla complicazione contabile per bilanci IFRS o US GAAP pesano moltissimo”, spiega al margine di un convegno Marta Rinaldi, commercialista esperta in compliance aziendale. Alcune società hanno dovuto rivedere le proprie mosse dopo i controlli della SEC americana e dell’ESMA europea.
Solo per pochi: perché MicroStrategy continua mentre gli altri frenano
Oggi solo poche aziende sono pronte ad accollarsi il rischio legato ai Bitcoin così volatili. MicroStrategy – nata nel software – si è quasi trasformata in uno strumento pensato soprattutto per investire in criptovalute. Altri gruppi legati al loro business tradizionale non hanno né voglia né margine per correre rischi simili.
Neanche realtà leader come Coinbase, gigante degli exchange crypto, puntano su Bitcoin come investimento di lungo termine: tengono solo riserve utili all’attività operativa quotidiana. Sul mercato questo si sente bene: gli investitori apprezzano chi gioca pulito ma guardano storto chi si lascia andare a scommesse troppo azzardate.
Uno scenario destinato a cambiare ancora
La domanda ora è se questa solitaria corsa di MicroStrategy sarà solo una parentesi o se aprirà un nuovo capitolo tutto da scrivere. “Tutto dipenderà dalle decisioni della Federal Reserve sulle politiche monetarie e dall’evoluzione delle norme”, conclude Spaggiari. Intanto il mercato osserva da lontano mentre Saylor va avanti dritto: da solo sotto i riflettori, almeno per ora.
