La Terra cambia forma: più sferica per lo scioglimento dei ghiacci, ma la gravità sorprende gli scienziati

Salvatore Broggi

21 Settembre 2026

Roma, 21 settembre 2026 – La Terra sta cambiando forma: sta diventando più sferica a causa dello scioglimento dei ghiacci polari. A rivelarlo è uno studio pubblicato ieri su Nature Geoscience, firmato da un team di geofisici del MIT di Boston, con il supporto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La ricerca ha acceso un dibattito acceso tra gli esperti: i dati raccolti sembrano in parte in contrasto con le misurazioni precedenti del campo gravitazionale terrestre.

Scioglimento dei ghiacci: la Terra si “gonfia” all’equatore

Gli autori spiegano che dal 1995 a oggi il rapido scioglimento dei ghiacci in Groenlandia e Antartide ha ridotto quella leggera schiacciatura ai poli che da sempre caratterizza il nostro pianeta. Come sottolinea Jessica Loeb, coordinatrice del team del MIT, “la perdita di massa ai poli non viene più compensata come una volta”. La Terra, normalmente un geoide — leggermente schiacciata ai poli e rigonfia all’equatore — sta quindi lentamente tornando a una forma più simile a una sfera. Non si tratta però di un cambiamento che si può notare a occhio nudo.

Le misurazioni arrivano dai satelliti della missione GRACE, lanciati dalla NASA nel 2002 proprio per monitorare le variazioni del campo gravitazionale terrestre. Dai dati emerge un progressivo riequilibrio delle masse: l’acqua proveniente dal ghiaccio fuso si sposta verso l’equatore, alterando — anche se di poco — la forma globale del pianeta.

I nodi ancora da sciogliere

Non mancano però dubbi e contraddizioni nella comunità scientifica. I dati gravitazionali non sono sempre coerenti tra loro: ci sono oscillazioni difficili da spiegare e alcune aree mostrano variazioni opposte rispetto alle previsioni. Marco Bruni, geofisico dell’INGV di Roma, non nasconde le difficoltà: “Abbiamo elementi nuovi e interessanti, ma restano domande aperte. Non tutte le anomalie rilevate dai satelliti trovano conferma nei modelli.”

Alcuni ipotizzano che entrino in gioco fattori poco conosciuti, come movimenti profondi del mantello terrestre o errori negli strumenti. In particolare, le anomalie nel campo gravitazionale registrate in Asia centrale e nell’Oceano Pacifico stanno spingendo i ricercatori a rivedere i metodi di analisi. “Potremmo dover aggiornare i modelli – confida Bruni – perché certi fenomeni finora sfuggono alle simulazioni.”

Cosa cambia nella vita di tutti i giorni?

Al momento il cambiamento nella forma della Terra è minimo e non influenza la vita quotidiana: si parla di variazioni nell’ordine di qualche millimetro ogni dieci anni. Però per la scienza della geodesia e per i sistemi satellitari è una questione cruciale. “Satelliti GPS e sistemi di navigazione devono tenere conto anche di questi micro-cambiamenti,” spiega Anna Vercelli del CNR. Piccoli scostamenti possono infatti accumularsi nel tempo causando errori significativi nel posizionamento globale.

E questo fenomeno è strettamente legato al tema caldo del cambiamento climatico. I dati dell’IPCC mostrano che lo scioglimento dei ghiacci procede più veloce delle previsioni degli anni Duemila: dal 1993 ad oggi il livello medio dei mari è cresciuto di circa 10 centimetri, anche se con variazioni regionali.

Il dibattito non si ferma

La partita resta aperta. Gli autori dello studio hanno già annunciato la necessità di nuove missioni satellitari per chiarire le contraddizioni emerse nei dati gravitazionali degli ultimi anni. “Siamo solo all’inizio di una fase più approfondita,” ha detto Jessica Loeb durante la presentazione. Anche l’Europa segue con attenzione: ESA e ASI stanno valutando investimenti per tecnologie avanzate nel monitoraggio terrestre.

Nel frattempo università italiane e centri internazionali stanno intensificando gli sforzi per raccogliere nuovi dati. Lo scenario resta incerto — ammettono vari esperti ascoltati da alanews.it — ma l’impatto dello scioglimento dei ghiacci sulla forma della Terra sarà senza dubbio uno dei temi principali nelle agende scientifiche mondiali nei prossimi anni.

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