Jet X-65 della DARPA vola senza flap né timone: rivoluzione nel volo dal 2027

Salvatore Broggi

10 Aprile 2026

Roma, 10 aprile 2026 – Il prototipo X-65, nato nei laboratori della DARPA negli Stati Uniti, segna una vera rivoluzione nel mondo dell’aeronautica. Si tratta del primo jet sperimentale pensato per volare senza le classiche superfici mobili di controllo. Il suo primo volo è previsto per il 2027 e potrebbe cambiare per sempre il modo di progettare gli aerei.

La rivoluzione dei jet senza superfici mobili

Fino a oggi, ogni aereo – dai velivoli civili fino agli F-35 – si è affidato a flap, timoni ed equilibratori. Ma il X-65 punta su un approccio completamente diverso, più snello: elimina queste parti, che per molti ingegneri sono fonte di problemi e costi alti di manutenzione. Al loro posto c’è il sistema chiamato Active Flow Control, che gestisce direttamente il flusso d’aria su ali e coda, cambiando l’assetto del jet senza bisogno di parti meccaniche in movimento.

In pratica, grazie a micro-valvole e getti d’aria compressa direzionati – una tecnologia già vista in forma teorica in alcuni laboratori americani come il MIT – il jet può virare, salire e scendere senza muovere le tradizionali superfici di controllo. Secondo la DARPA, questo sistema promette meno usura dei componenti e un profilo radar più basso.

Un progetto tra segretezza e ambizione

Presentato lo scorso febbraio nella sede DARPA di Arlington, Virginia, l’X-65 è passato quasi inosservato dai media generalisti ma ha subito catturato l’attenzione degli esperti della difesa. Fa parte del programma CRANE (Control of Revolutionary Aircraft with Novel Effectors), sostenuto con oltre 80 milioni di dollari tra il 2025 e il 2026. Il colonnello Erik W. Schiller, responsabile del progetto DARPA, ha spiegato ai giornalisti che l’obiettivo è «dimostrare la possibilità di pilotare velivoli senza superfici mobili convenzionali».

Implicazioni tecnologiche e militari

L’Active Flow Control non è solo un progresso tecnico: può portare vantaggi concreti sul campo. Aerei più leggeri, meno bisogno di manutenzione e una risposta ai comandi più immediata. E poi c’è l’aspetto strategico: velivoli meno visibili ai radar, un elemento cruciale nelle strategie militari future degli Stati Uniti. «Abbiamo bisogno di piattaforme capaci di sfuggire alla sorveglianza degli avversari», ha detto Schiller in una delle rare interviste con la stampa specializzata.

Il progetto vede coinvolte Northrop Grumman e Boeing, due colossi dell’aerospazio americano. Le foto ufficiali mostrano un jet affilato, lungo circa 8 metri e con un peso intorno alle 3 tonnellate: numeri che fanno pensare a un modello soprattutto dimostrativo nella fase iniziale.

I test previsti e le incognite

Il primo volo ufficiale è previsto nella seconda metà del 2027, probabilmente alla base militare di Edwards in California. Prima però ci saranno i test a terra: prove statiche sulla struttura, sui materiali compositi e sul sistema Active Flow Control sotto condizioni realistiche. Solo se tutto andrà bene si potrà passare al decollo con pilota a bordo (ancora non è chiaro se subito o dopo qualche prova da remoto).

Qualche dubbio resta. «Non sappiamo come si comporterà il sistema con forti turbolenze o ghiaccio sulle ali», osserva il professor William Nash della Purdue University. Anche la DARPA ammette che il successo non è garantito ma i primi dati su modelli in scala sono promettenti.

Potenziali sviluppi civili

Anche se ora la ricerca risponde soprattutto a esigenze militari, non si esclude un futuro civile per questa tecnologia. Un giorno potrebbe servire anche ai jet commerciali per ridurre la manutenzione e aumentare l’efficienza. Ma ci vorranno anni di test approfonditi – riconoscono gli stessi esperti DARPA – prima che questa novità arrivi fuori dal settore difesa.

Per ora resta la curiosità: nel 2027 tutti gli occhi del mondo aerospaziale saranno puntati su questo piccolo jet che vola senza alettoni né timoni. Un cambiamento profondo, silenzioso ma destinato a lasciare il segno.

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