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Home Cyber Security

Allarme Sanità: Virus Marino Infezione Oculare Umana, Prima Volta nella Storia

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
9 Aprile 2026
in Cyber Security

Roma, 9 aprile 2026 – Un virus marino finisce sotto i riflettori della comunità scientifica. Questa mattina è stato pubblicato uno studio internazionale che per la prima volta mette in relazione un patogeno degli oceani con una malattia agli occhi dell’uomo. I ricercatori del Centro di Ricerca sulle Malattie Infettive dell’Università di Cambridge hanno presentato la scoperta alle 10.30, nella storica sala del King’s College, sollevando dubbi sulla sicurezza alimentare globale e sulla tracciabilità dei prodotti ittici.

Virus marino collegato a cheratite in pazienti europei

Dall’analisi emerge che il virus, battezzato provvisoriamente “Marinovirus-23”, è stato trovato nel tessuto corneale di quattro persone colpite da cheratite, cioè un’infiammazione della cornea diagnosticata in due ospedali di Londra e Amburgo fra novembre 2025 e gennaio 2026. La professoressa Susan Harper, a capo del gruppo di specialisti, ha spiegato: “Abbiamo individuato sequenze genetiche virali mai viste prima negli occhi umani. Solo incrociando i dati con banche biologiche marine abbiamo capito che l’origine era oceanica”.

Il risultato, ottenuto grazie a indagini metagenomiche approfondite, ha sorpreso gli esperti. Fino a oggi i virus marini si trovavano quasi esclusivamente negli ambienti acquatici o negli animali di mare; scoprire un salto diretto all’uomo è una novità inattesa.

Come è potuto accadere il contagio: le prime ipotesi

“Come ha fatto questo virus a passare dagli oceani all’occhio umano?” si chiede la dottoressa Harper. Dai primi accertamenti emerge che i pazienti non avevano storie particolari — nessun viaggio recente o immersioni — ma tre su quattro avevano mangiato frutti di mare crudi nelle settimane prima di ammalarsi.

In laboratorio, simulando il contatto tra virus e tessuti umani in vitro, gli studiosi hanno visto che il Marinovirus-23 si lega facilmente alle cellule della cornea. Questo apre nuove domande sulla possibile trasmissione attraverso il cibo e sui rischi legati al consumo di pesce e crostacei non cotti.

Reazioni delle autorità sanitarie: controlli sulle filiere alimentari

Le autorità europee per la sicurezza alimentare hanno subito risposto alla notizia. L’EFSA ha rafforzato i controlli su campioni di ostriche, vongole e altri molluschi provenienti dall’Atlantico nordorientale. In una nota delle 13.00 si legge che al momento non ci sono focolai né richiami specifici, ma la situazione resta “in evoluzione”.

Jens Lindholm, direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha detto: “Non abbiamo prove certe di una trasmissione diffusa”, ma l’emergere di un virus nuovo da ambienti marini richiede massima attenzione. “Stiamo lavorando a stretto contatto con le autorità britanniche e tedesche per capire come può essersi verificata la contaminazione”.

Implicazioni per la sicurezza alimentare mondiale

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità osserva con preoccupazione la vicenda. Ha chiesto aggiornamenti continui e suggerito ai Paesi membri di intensificare i controlli su pesce e crostacei importati. Per ora non c’è allerta specifica, ma l’OMS raccomanda ai consumatori “di cuocere bene i frutti di mare” fino a nuove indicazioni.

Secondo gli epidemiologi inglesi e tedeschi, il rischio per la popolazione generale è basso. Tuttavia, come sottolinea il virologo italiano Mario Bassi, “non possiamo escludere che altri virus marini possano compiere salti simili”.

La ricerca apre nuovi scenari nella virologia

Nei prossimi mesi sono previsti nuovi test genetici su campioni presi da mercati ittici in Europa e Asia; le università di Tokyo e Sidney hanno già aderito alla ricerca. La professoressa Harper ammette: “Ci vorrà tempo per capire quanto spesso avvengono questi salti virali e come”.

Quello che colpisce è proprio questo: la scoperta apre un terreno tutto nuovo sul rapporto tra ecosistemi marini e salute umana. “Gli oceani li abbiamo sempre considerati lontani,” ha detto Harper ai giornalisti poco prima di lasciare l’aula, “ma adesso dobbiamo rivedere molte certezze”.

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