Pechino, 20 gennaio 2026 – Apple conferma la sua leadership nel mercato cinese degli smartphone. Nel 2025 la serie iPhone 17 ha superato le 17 milioni di unità vendute in tutta la Cina, lasciandosi alle spalle senza fatica concorrenti locali e internazionali. Per esperti e addetti ai lavori, questo traguardo segna una svolta decisiva per il brand di Cupertino nella regione Asia-Pacifico.
iPhone 17 spinge Apple: numeri da record e scenario attuale
I dati forniti da Counterpoint Research, e confermati dal China Mobile Research Institute, mostrano come tra gennaio e dicembre 2025 la famiglia iPhone 17 – che include modelli standard, Pro e Ultra – abbia venduto oltre 17 milioni di pezzi. Un risultato che mette Apple davanti a colossi come Huawei, Xiaomi e Vivo nel segmento premium (oltre 5.000 yuan). Ma soprattutto dimostra una capacità sorprendente di farsi spazio anche nella fascia media, fino a poco tempo fa quasi inaccessibile.
Nelle metropoli cinesi – da Shanghai a Guangzhou, passando per Chengdu – le code davanti agli Apple Store sono tornate a essere un fenomeno comune, dopo anni di calma piatta. In alcune giornate di ottobre, a Pechino (nel centro commerciale Sanlitun), centinaia di persone hanno aspettato ore per avere il nuovo modello in mano. «Il design è più sottile, la fotocamera fa davvero la differenza», racconta Zhang Wei, venticinquenne studente di Hangzhou, mentre mostra con orgoglio il suo nuovo iPhone.
Cosa rende speciale la serie iPhone 17
Il successo della gamma non si legge solo nei numeri ma anche nelle ragioni dietro. In Cina oggi la domanda è tutta rivolta a telefoni con funzioni avanzate e software affidabile. Xu Ming, analista di TechInsights Shanghai, spiega: «Apple ha puntato molto sull’integrazione con l’ecosistema locale: pagamenti digitali, app per i mezzi pubblici e persino le piattaforme cinesi di messaggistica sono praticamente parte integrante del sistema».
Ma non si tratta solo di tecnologia. L’aspetto identitario resta forte. «Per tanti giovani professionisti nelle grandi città l’iPhone è ancora un simbolo di prestigio», aggiunge Xu. E la campagna pubblicitaria del 2025 ha giocato proprio su questo aspetto. Nel frattempo anche la produzione si è mossa: vari componenti della serie iPhone 17 vengono assemblati in Cina negli stabilimenti Foxconn di Zhengzhou, garantendo così forniture più costanti.
La concorrenza locale perde terreno
Il mercato cinese degli smartphone – da sempre dominio dei produttori nazionali – mostra segnali di difficoltà per Huawei, Xiaomi e OPPO. Secondo stime della China Academy of Information and Communications Technology, Huawei ha rallentato soprattutto nel segmento top: le nuove restrizioni sulle componenti americane e la carenza di chip avanzati hanno frenato le consegne del Mate 70.
Xiaomi punta ancora su qualità-prezzo e innovazione nelle fotocamere AI ma, dicono gli operatori nei principali centri commerciali di Shenzhen, «il marchio non suscita lo stesso richiamo emotivo dell’iPhone». Nel segmento medio-basso si vendono ancora molti telefoni ma il divario sulle fasce più profittevoli continua ad allargarsi.
Sfide e strategie per il futuro
Guardando avanti, gli analisti sottolineano come Apple dovrà continuare a puntare sulla personalizzazione del software e sulle collaborazioni con servizi digitali cinesi. La competizione potrebbe farsi più accesa già nella seconda metà del 2026: Huawei sta preparando il lancio di uno smartphone con una propria piattaforma AI; OPPO investe nella produzione locale di semiconduttori.
Non mancano però le incognite sul fronte regolamentare. Il governo cinese tiene d’occhio la posizione dominante dei grandi nomi stranieri nel settore tecnologico. Alcuni media locali parlano di colloqui informali tra il Ministero dell’Industria e Apple su una possibile apertura maggiore alle app cinesi nell’App Store locale. Per ora non ci sono conferme ufficiali, ma gli addetti ai lavori osservano con attenzione ogni sviluppo.
L’impatto sul mercato globale
Il successo in Cina rafforza l’importanza strategica dell’Asia-Pacifico per Apple nel mondo. Tim Cook, amministratore delegato del gruppo, ha detto durante una visita alla sede Apple di Shanghai lo scorso novembre che «la Cina è uno dei pilastri fondamentali per lo sviluppo del brand nel prossimo decennio». I dati sulle vendite vanno in questa direzione: oltre un terzo dei ricavi globali dagli smartphone arriva proprio dalla Cina.
Dopo anni altalenanti Cupertino sembra aver trovato finalmente la strada giusta anche lì dove la concorrenza è più dura. Per ora Apple guarda avanti forte dei suoi numeri e della fedeltà degli utenti asiatici. Il 2026 si apre così come un nuovo campo aperto per battaglie all’ultimo colpo sul fronte dell’innovazione tecnologica e della conquista dei mercati emergenti.
