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Goldman Sachs guida la classifica dei maggiori possessori istituzionali di ETF spot su XRP in Italia

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
12 Marzo 2026
in Crypto

New York, 12 marzo 2026 – Goldman Sachs si conferma leader tra le grandi banche d’investimento detentrici di ETF spot su XRP, stando agli ultimi dati delle informative 13F depositate negli Stati Uniti. È un dettaglio che, sebbene non travalichi ancora altre asset class più popolari, mostra come il capitale istituzionale inizi a guardare con maggiore interesse anche alle criptovalute meno mainstream.

Goldman Sachs in testa tra i detentori istituzionali

I rapporti trimestrali obbligatori 13F, che devono presentare gli investitori con asset sopra i 100 milioni di dollari negli USA, hanno messo in luce come proprio Goldman Sachs sia in cima alla lista per quanto riguarda gli ETF spot su XRP. Certo, le cifre non sono paragonabili a quelle di altri ETF più consolidati come quelli legati a Bitcoin o Ethereum, ma il fatto che ci sia è significativo. “Il settore delle criptovalute alternative resta visto con prudenza, ma qualche grande attore sta iniziando a valutare modi per diversificare la propria esposizione,” ha commentato una fonte interna al desk americano della banca, che ha preferito rimanere anonima.

Partecipazione limitata ma attenzione crescente

Il mercato degli ETF spot su XRP rimane ancora piccolo e poco liquido rispetto ai giganti come Bitcoin ed Ethereum, dove le istituzioni hanno ormai messo radici profonde. Eppure, avere un nome di peso come Goldman Sachs nel gruppo dà sicuramente più credibilità agli occhi delle aziende clienti, spiega Marc Levy, analista di MarketPulse: “La presenza di Goldman Sachs rende il comparto più solido e affidabile.” D’altro canto, gli altri grandi giocatori restano in gran parte in disparte o non si sono ancora mossi concretamente su questa frontiera.

Un settore ancora prudente sugli ETF spot su XRP

L’ingresso – seppur limitato – di Goldman Sachs negli ETF spot su XRP arriva in un momento di grande cautela tra le banche. Molti aspettano segnali più chiari dalla regolamentazione e una crescita più stabile del mercato. “Siamo in una fase di prova,” racconta un consulente della Bank of America. “Le performance finora sono state altalenanti e le autorità tengono d’occhio soprattutto la tutela dei piccoli investitori.” La SEC non ha ancora sciolto tutti i nodi normativi che impediscono un ingresso massiccio degli istituzionali su questi prodotti.

Cosa significa per il mercato delle criptovalute

La notizia che una banca globale come Goldman Sachs abbia messo una mano – anche piccola – su un ETF spot su XRP è vista dagli addetti ai lavori come un test importante sulla fiducia nell’asset. Paolo Cervi, professore associato alla Columbia University, sottolinea: “Quando un grande istituto decide di scommettere su un prodotto nuovo significa che sta valutando seriamente la solidità del sottostante.” E l’effetto non si è fatto attendere: nelle ultime 24 ore i volumi sugli ETF spot XRP sono cresciuti leggermente, secondo CryptoCompare.

Prospettive e incertezze

Resta comunque alta la prudenza. I gestori tradizionali continuano a preferire valute digitali più mature mentre la questione normativa americana rimane aperta e complicata. Gli analisti del Bloomberg Crypto Desk commentano: “Solo con regole chiare assisteremo davvero a una vera corsa degli istituzionali verso gli ETF spot legati a token come XRP.”

Non ci sono tempi certi per questo cambiamento. Nemmeno Goldman Sachs ha fornito dettagli sulla sua strategia o sull’evoluzione delle sue posizioni riguardo a questo prodotto: “Stiamo osservando il mercato come parte delle nostre normali attività di diversificazione,” si è limitato a dire l’ufficio stampa.

Il mercato resta dunque in attesa. L’interesse c’è – soprattutto dai grandi nomi – ma per parlare di una vera svolta nelle criptovalute alternative servirà ancora pazienza e tempo.

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