Milano, 27 gennaio 2026 – Meta, il gigante guidato da Mark Zuckerberg, ha annunciato nelle ultime ore l’idea di introdurre abbonamenti a pagamento su Instagram e Facebook, due dei social più seguiti in Italia e nel mondo. La novità dovrebbe arrivare entro l’anno, anche se al momento non c’è ancora una data ufficiale né dettagli sui costi. L’azienda però rassicura: l’esperienza base resterà gratuita per tutti.
Meta vuole abbonamenti a pagamento: cosa cambia davvero per Instagram e Facebook
Da quanto emerge dalle comunicazioni ufficiali di Meta, si sta lavorando a nuove formule di abbonamento pensate per chi vuole accedere a funzioni esclusive. Si parla di strumenti più sofisticati – ancora non specificati – che potrebbero interessare sia i creatori di contenuti sia gli utenti più attivi. “Stiamo provando nuove strade per rispondere alle esigenze della nostra community”, ha detto un portavoce dell’azienda in una nota inviata ai media, chiarendo che le offerte a pagamento saranno completamente facoltative.
Non sono ancora trapelati numeri precisi. La struttura dei prezzi sarà svelata “nei prossimi mesi”, spiegano da Menlo Park. Niente date nemmeno per il lancio: secondo fonti del settore, Meta partirà con una fase di test in alcuni mercati selezionati, tra cui anche l’Italia. All’inizio sarà un gruppo ristretto di utenti a sperimentare i nuovi servizi, per capire quanto interesse suscitano e raccogliere opinioni.
Niente paura: l’uso gratuito resta intatto
La preoccupazione principale degli utenti è la possibilità che le piattaforme diventino a pagamento. Meta rassicura: “Chiunque potrà continuare a usare Instagram e Facebook come sempre, senza pagare nulla”. Solo chi sceglierà l’abbonamento avrà accesso ai vantaggi extra. È una strategia simile a quella adottata da X (ex Twitter) e altre realtà digitali, che hanno inserito piani premium senza toccare le funzioni base.
Sulla natura delle funzioni premium c’è ancora molta riservatezza. Secondo indiscrezioni raccolte da The Verge, i servizi a pagamento potrebbero includere strumenti avanzati per la privacy, la possibilità di bloccare le pubblicità o opzioni in più per personalizzare il profilo e gestire i contenuti. Nulla è confermato, però. Per ora Meta mantiene il massimo riserbo.
Abbonamenti tra privacy, pubblicità e nuovi modelli
Questa scelta arriva in un momento particolare per i social network. Dopo anni di crescita basata soprattutto sulla pubblicità, molte piattaforme stanno cambiando rotta. Le pressioni regolatorie europee – soprattutto sul fronte della protezione dei dati personali – hanno spinto le aziende a cercare alternative alla pubblicità mirata.
In Europa, già dall’autunno scorso Meta aveva iniziato a offrire agli utenti la possibilità di pagare un abbonamento per navigare senza annunci su Instagram e Facebook. Questa mossa rientra nel quadro del Digital Markets Act, la normativa europea che tutela i dati online degli utenti. Ora l’azienda sembra pronta ad ampliare la sperimentazione con nuove funzionalità “premium”.
Gli utenti divisi: curiosità ma anche dubbi
L’idea di introdurre funzioni esclusive a pagamento ha subito acceso il dibattito sui social e tra gli addetti ai lavori. Alcuni utenti intervistati tra Milano e Roma si dicono “interessati” all’ipotesi di avere strumenti extra, purché il prezzo resti basso. Altri invece temono che la divisione tra chi paga e chi resta nella versione gratis possa cambiare troppo il modo in cui si usa il social.
“Se tolgono la pubblicità potrei anche pensarci”, confida Chiara, 26 anni, studentessa universitaria che usa Instagram ogni giorno per condividere storie con gli amici. Più critico Matteo, impiegato torinese: “Mi sembra un modo per far pagare qualcosa che prima era gratis”.
Senza dettagli su prezzi e tempistiche – punto sul quale insistono anche le associazioni dei consumatori – l’attenzione resta alta. Meta assicura comunque che informerà bene tutti gli utenti coinvolti nei test prima del lancio vero e proprio.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
Non è la prima volta che Meta punta sugli abbonamenti: già nel 2023 aveva lanciato in alcuni paesi “Meta Verified”, un servizio a pagamento per ottenere la verifica del profilo e qualche funzione in più. L’arrivo degli abbonamenti “premium” sembra dunque una tappa naturale per il gruppo californiano, sempre alla ricerca di nuove entrate in un mercato ormai maturo.
Resta da vedere come reagiranno gli utenti italiani – storicamente poco inclini a pagare per i social – davanti alla novità. Solo i primi risultati potranno dire se l’esperimento funzionerà o resterà una scelta limitata a pochi appassionati.
Intanto chi vorrà continuare a scorrere foto, storie e post potrà farlo senza spendere un euro: almeno questa certezza resta solida per ora.
