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Home Cyber Security

Indagine sul Ponte sullo Stretto: sospetti di condizionamento giudiziario nelle decisioni della Corte dei Conti

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
5 Novembre 2026
in Cyber Security

Roma, 5 novembre 2026 – Di nuovo sotto i riflettori giudiziari, il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina finisce nel mirino per presunte pressioni su membri della Corte dei Conti. Fonti della Procura di Roma riferiscono che l’inchiesta, partita da poche settimane, si concentra su tentativi di influenzare la sezione controllo della Corte per velocizzare l’iter dell’opera.

Le indagini e le prime ricostruzioni

Tutto è venuto fuori durante un’audizione riservata a metà ottobre nei corridoi di Piazza Cavour. A quanto si apprende, alcuni magistrati contabili avrebbero segnalato “sollecitazioni anomale” arrivate negli ultimi mesi. Queste segnalazioni hanno fatto scattare acquisizioni documentali e raccolta di testimonianze. Dalle prime verifiche, coinvolti sarebbero consulenti tecnici vicini a società impegnate nel progetto e funzionari pubblici con ruoli nell’iter del ponte.

Il fascicolo aperto contro ignoti ruota attorno a contatti informali tra Roma e Sicilia avvenuti durante l’estate 2026. Gli inquirenti stanno passando al setaccio conversazioni e responsabilità. “Stiamo seguendo tutte le piste, senza escludere nulla”, ha detto stamattina una fonte della Procura.

La posizione della Corte dei Conti

Dalla Corte dei Conti arriva massima prudenza. I giudici ribadiscono la loro totale collaborazione con la magistratura ordinaria e assicurano che “ogni decisione sull’iter autorizzativo del Ponte è guidata da criteri di imparzialità”. Un magistrato, preferendo l’anonimato, racconta: “Pressioni ne arrivano tante, ma questa volta la questione è delicata per il peso politico ed economico dell’opera”. Anche tra colleghi, i toni restano cauti; qualcuno confessa un certo disagio dietro le porte del controllo preventivo.

Le reazioni politiche

Non sono tardate le reazioni politiche. Nel pomeriggio il ministro delle Infrastrutture Giuseppe Conti ha commentato: “Ogni forma di pressione impropria sugli organi di controllo va condannata senza esitazione. Confidiamo che le indagini facciano piena luce”. Le opposizioni chiedono trasparenza: “Serve subito una commissione parlamentare per verificare ogni passaggio legato al ponte”, ha chiesto in Aula il deputato Luigi Romano (PD).

Nel frattempo, a Messina e Villa San Giovanni – i punti chiave dell’infrastruttura – cresce la tensione tra amministratori locali e cittadini. “Speriamo che il sogno del ponte non venga fermato da giochi di potere”, confida ieri sera un consigliere comunale siciliano appena uscito dal municipio.

L’iter del Ponte sullo Stretto

Rilanciato nel 2024 dopo anni di stop and go, il progetto del Ponte sullo Stretto prevede un ponte sospeso lungo circa 3.300 metri, con un investimento superiore ai 13 miliardi di euro. I lavori preliminari sono partiti nella primavera del 2025, ma finora l’iter ha incontrato ostacoli: valutazioni ambientali non concluse, ricorsi pendenti e ora questa nuova inchiesta.

“Non possiamo permetterci altri ritardi”, commenta stamane il presidente della Regione Calabria, Francesco De Luca. Resta però molta incertezza sulle tempistiche: la relazione della Corte dei Conti sulle coperture finanziarie, attesa per ottobre, potrebbe slittare ancora.

L’impatto sul cantiere e sulle comunità

Al cantiere di Tremestieri, lato siciliano dello Stretto, i lavori procedono lentamente. Questa mattina gli operai erano una sessantina, secondo fonti sindacali, tutti in attesa degli esiti delle verifiche contabili e dei pareri richiesti. Il clima è teso: “Ogni giorno ci chiediamo se andremo avanti o se dovremo fermarci ancora”, racconta uno degli operai all’ingresso poco dopo le 8.

Per le comunità coinvolte il Ponte sullo Stretto è una spada a doppio taglio: da una parte la speranza di sviluppo e nuovi posti di lavoro; dall’altra il timore che sia solo l’ennesimo progetto bloccato a metà strada. Nei prossimi giorni si capirà quanto questa nuova indagine potrà influire sull’opera. Intanto la magistratura continua a scavare e a Roma tutti restano con gli occhi puntati sulla prossima mossa della Corte dei Conti.

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