Hotspot iPhone: Guida pratica per navigare con il tuo portatile ovunque senza Wi-Fi

Giulio Righi

7 Gennaio 2026

Roma, 7 gennaio 2026 – Ti è mai capitato di avere un iPhone con tutte le tacche della rete 4G o 5G, mentre il portatile resta senza una connessione Wi-Fi stabile? Succede spesso, soprattutto quando si è in viaggio o in hotel. Molti si chiedono come collegare il computer a Internet usando proprio la rete del telefono. La buona notizia è che, come confermano gli esperti di Apple, questa possibilità c’è già su tutti i dispositivi con iOS o iPadOS.

Hotspot personale: il tuo iPhone diventa router

Si chiama hotspot personale e trasforma l’iPhone in un mini router. In pratica, lo smartphone (o l’iPad con SIM) condivide la sua connessione dati con altri dispositivi usando Wi-Fi, Bluetooth o un cavo USB. Non serve essere tecnici: “Bastano pochi passaggi”, dice Marco Sassi, tecnico informatico di Milano. “Così puoi lavorare dal portatile anche dove non arriva il Wi-Fi”.

Si comincia dalle Impostazioni, poi si cerca “Hotspot personale” e si attiva l’interruttore. Subito compare il nome della rete Wi-Fi creata (tipo “iPhone di Giulia”) e si può scegliere la password. Sassi consiglia di cambiarla ogni tanto: “Serve per evitare che qualcuno si infili senza permesso”.

Wi-Fi, USB o Bluetooth: scegli tu come connetterti

La strada più usata è quella del Wi-Fi: il computer trova la nuova rete, inserisce la password e in pochi secondi sei online usando la stessa connessione dell’iPhone. Ma c’è anche chi preferisce risparmiare batteria o ridurre interferenze collegando il telefono via cavo USB. Spesso tutto avviene senza dover configurare altro.

Poi c’è il collegamento via Bluetooth, utile in posti dove il Wi-Fi fa fatica (come alcuni aeroporti). In questo caso si accoppiano i dispositivi tramite le impostazioni Bluetooth di entrambi. È un po’ più lento rispetto al Wi-Fi ma funziona bene quando serve.

Attenzione ai consumi: dati e batteria da tenere d’occhio

Usare l’iPhone come hotspot è comodo, ma occhio a quanto traffico dati consumi. Streaming, download pesanti o videoconferenze possono svuotare rapidamente la tua soglia mensile. “Se hai un piano limitato, meglio mettere dei limiti nelle impostazioni”, spiega Sassi. Alcuni operatori avvisano quando si supera un certo tetto; altri rallentano la velocità o fanno pagare extra. Vodafone, per esempio, dice che “la funzione hotspot è inclusa in tutte le offerte, ma a volte va attivata”.

Non va dimenticato poi l’impatto sulla batteria: tenere acceso l’hotspot per molte ore scarica in fretta il telefono. Se lavori fuori casa per lungo tempo, avere un caricabatterie portatile o una presa a portata può fare la differenza.

Compatibilità e sicurezza: qualche regola da seguire

Non tutti gli smartphone lasciano usare l’hotspot senza limiti. Alcuni operatori impongono tetti giornalieri o mensili. Però tutti gli iPhone con iOS aggiornato almeno alla versione 12 supportano questa funzione; vale lo stesso per gli iPad Cellular.

Quanto alla sicurezza, Apple imposta di default una password robusta per la rete Wi-Fi dell’hotspot. Meglio non condividerla troppo e scegliere nomi poco evidenti per non attirare attenzioni indesiderate. Se serve, puoi spegnere l’hotspot da remoto o cambiare password direttamente dalle impostazioni.

Sempre più italiani restano connessi grazie all’hotspot

L’uso dell’hotspot personale su iPhone cresce rapidamente: permette di saltare le limitazioni delle reti pubbliche e lavorare praticamente ovunque – dalla macchina a una panchina nel centro città. I dati dell’AGCOM parlano chiaro: nel 2025 il traffico dati mobile è salito del 35% rispetto all’anno prima, anche grazie a strumenti come questo.

In sintesi, l’hotspot su iPhone è un modo semplice e utile per restare online dovunque ci sia copertura cellulare, senza bisogno di altri dispositivi o abbonamenti particolari. A patto però – come sottolinea Sassi – di tenere sotto controllo consumi e traffico dati. “È comodo, certo,” conclude, “ma va usato con giudizio”.

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