New York, 2 ottobre 2026 – Jonathan Spalletta, cittadino americano di Miami, si ritrova nel mirino del Dipartimento di Giustizia USA. Gli investigatori lo accusano di aver sfruttato una falla nella piattaforma Uranium Finance per appropriarsi di criptovalute per un valore superiore a 50 milioni di dollari, poi reinvestite in carte da collezione Pokemon e Magic di grande pregio. La denuncia, resa nota ieri dal procuratore federale della Florida meridionale, mette in luce un legame sempre più stretto tra cybercrime e mercato dei collezionabili.
Accuse pesanti: exploit informatico e riciclaggio internazionale
Tutto parte dall’attacco informatico del 28 aprile 2021, quando Uranium Finance, piattaforma DeFi su Binance Smart Chain, subì una perdita enorme. All’inizio si parlò genericamente di un hacker anonimo, ma solo col tempo le autorità statunitensi hanno puntato il dito su Spalletta. Secondo l’FBI, sarebbe stato lui a scovare la falla nel codice e a spostare fondi in bitcoin ed ethereum su portafogli personali. Un agente federale ci ha spiegato ieri mattina: “Abbiamo seguito le tracce digitali per mesi. Quei soldi passavano per servizi che li rendevano anonimi, ma poi riemergevano sotto forma di pagamenti alle aste di carte da collezione”.
A due anni dall’incidente, la procura ha formulato un’accusa precisa: appropriazione indebita e riciclaggio internazionale, aggravate dal fatto che i soldi sono stati investiti in beni di lusso. Nella denuncia si parla di almeno 15 milioni spesi tra giugno e ottobre 2022 in aste online tra New York e Los Angeles.
Carte Pokemon e Magic, il nuovo nascondiglio dei soldi sporchi
Gli investigatori hanno monitorato movimenti sospetti sui principali siti di vendita di carte da collezione. Tra i pezzi più costosi spiccano una “Pikachu Illustrator” battuta per oltre 2 milioni di dollari e una Black Lotus “Alpha” venduta a 700 mila. Eric Goldman, direttore del Center for Illicit Finance Studies dell’università di Chicago, spiega il fenomeno: “Carte come quelle Pokemon e Magic stanno diventando il modo perfetto per nascondere fondi digitali: si scambiano facilmente, sono beni mobili con valore in crescita e nessuna regolamentazione chiara”.
Tra i documenti raccolti dagli investigatori ci sono conversazioni criptate, ordini via Telegram e acquisti fatti tramite intermediari in California e Texas. Un banditore anonimo di Heritage Auctions racconta che una delle aste più importanti è stata pagata con bonifici anonimi riconducibili ai wallet coinvolti nell’hack Uranium. Gli esperti chiamati dalla procura sottolineano quanto questo sistema renda difficile recuperare i beni, anche quando finiscono nelle mani di terzi inconsapevoli.
La difesa: ‘Spalletta è innocente’
Jonathan Spalletta si difende con forza attraverso il suo avvocato Mark Ricciardi: “Il mio assistito nega ogni coinvolgimento nell’attacco a Uranium Finance”, ha detto al telefono con alanews.it. “Le transazioni sulle piattaforme d’asta sono regolari; Spalletta è un collezionista noto”. Secondo la difesa, le carte sarebbero state comprate con soldi guadagnati onestamente tra il 2019 e il 2023. Ma gli investigatori rispondono che le tempistiche fra furto e acquisti sono troppo strette per essere casuali: la procura ha chiesto un’udienza urgente alla corte distrettuale di Miami fissata per lunedì prossimo.
Un caso che scuote i mercati DeFi
Il caso Uranium Finance aveva già fatto rumore nel mondo degli exchange decentralizzati. Le prime analisi tecniche avevano individuato una falla nel modulo “migrate”, sfruttata in meno di dieci minuti dall’attaccante. Ora emerge l’entità reale del danno per gli investitori privati: Chainalysis parla di oltre cinquemila utenti truffati direttamente. Gli avvocati delle vittime chiedono risarcimenti; Elizabeth Dorian, legale a New York, racconta che “decine di clienti hanno perso i loro risparmi senza mai vedere un centesimo”.
Intanto il valore delle carte rare continua a volare. Le case d’asta americane dicono che nel 2025 le vendite totali di Pokemon hanno superato i 100 milioni di dollari. Un trend alimentato dalla domanda asiatica che rischia però anche di aprire nuovi scenari per truffe finanziarie. Il Dipartimento di Giustizia promette controlli serrati sui mercati opachi dei collezionabili: “Stiamo monitorando ogni acquisto sospetto”, ha spiegato ieri il portavoce della task force federale. “Collaboriamo con partner internazionali per intercettare beni legati al crimine informatico”.
Nelle prossime settimane si capirà se le accuse contro Spalletta reggeranno davanti al giudice. Per ora resta l’immagine inquietante di un mondo dove criptovalute e passioni vintage si intrecciano sempre più spesso lungo confini confusi.