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Home Crypto

Ethereum: transazioni record con commissioni ai minimi storici, boom per la blockchain italiana

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
19 Gennaio 2026
in Crypto

Milano, 19 gennaio 2026 – Ethereum sta vivendo settimane di attività frenetica come mai prima d’ora, raggiungendo un record nel numero di transazioni gestite ogni giorno sulla sua rete. Sorprende non solo il volume, che cresce senza sosta dal 2024, ma anche il fatto che le commissioni medie per ogni operazione siano tra le più basse degli ultimi tre anni. Un binomio che fino a poco tempo fa sembrava quasi impossibile: più traffico sulla blockchain di Ethereum, eppure costi d’uso in calo.

Boom di transazioni con commissioni ai minimi

I dati raccolti da Etherscan e Glassnode mostrano come, solo lunedì scorso, la rete di Ethereum abbia superato quota 2,1 milioni di transazioni in un solo giorno. Anche le statistiche della Ethereum Foundation confermano: è il massimo storico dalla nascita della piattaforma nel 2015. In passato, simili picchi si traducevano quasi sempre in un aumento immediato delle cosiddette gas fee, cioè le tariffe pagate dagli utenti per registrare ogni operazione sulla blockchain.

Questa volta invece il costo medio si è fermato intorno a 0,80 dollari per transazione. Un dato ben distante dai momenti di picco nel 2021 e 2022, quando non era raro vedere costi superiori ai 30 dollari a trasferimento.

Cosa ha cambiato le regole del gioco

Tra sviluppatori e investitori gira la domanda: perché questa “anomala” situazione? Una parte del merito va all’aggiornamento “Dencun” arrivato a marzo 2025. “Da allora la rete gestisce meglio le risorse,” spiega Ben Edgington, ingegnere che ha partecipato allo sviluppo del protocollo. La novità principale è la capacità di mettere insieme più transazioni in ogni blocco grazie ai nuovi “blob” dati. Così Ethereum può sostenere più traffico senza far salire la competizione tra utenti che cercano di far passare prima le proprie operazioni.

Ma non è solo questione di software. Grande parte del merito va anche alle cosiddette layer 2 solutions: piattaforme come Arbitrum, Optimism e altre ancora, che elaborano fuori dalla blockchain principale per poi inserirle riassunte su Ethereum. Il risultato? Meno pressione sui blocchi centrali e costi decisamente più contenuti per chi usa la rete.

Cambia la vita agli utenti e agli sviluppatori

Per chi lavora con Ethereum tutti i giorni – dalle startup DeFi agli artisti digitali, dai trader ai freelance – questo nuovo scenario ha fatto una bella differenza. “Ora aggiorno le app senza dover aspettare notte o weekend”, racconta Andrea Costa, programmatore milanese attivo nel settore NFT. “Quando le fee erano alte pensavo due volte prima di pubblicare nuovi contratti.”

Anche l’utenza comune ha risposto subito al cambio di passo. Secondo DappRadar i portafogli attivi ogni giorno sono saliti del 18% rispetto al trimestre precedente. C’è però chi resta prudente, come Simon Peters di eToro: “Molti vogliono vedere se questo equilibrio durerà o se si tratta solo di una fase positiva legata a certe condizioni del mercato.”

Il futuro è incerto ma promettente

Qualche incognita rimane aperta. Le commissioni basse dipendono in parte dal successo delle soluzioni “second layer”, ma anche da possibili ondate speculative – come quelle viste nei bull market passati – che potrebbero mettere sotto pressione di nuovo la rete principale. Intanto la Fondazione Ethereum mantiene un atteggiamento ottimista. In una nota diffusa ieri si legge: “Stiamo lavorando per rendere Ethereum accessibile a tutti, senza rinunciare a sicurezza e decentralizzazione.”

Una cosa è chiara: l’aumento delle transazioni accompagnato dal calo delle commissioni sta riportando su Ethereum molti progetti che erano fuggiti per i costi troppo alti. Se questo trend proseguirà nelle prossime settimane, il 2026 potrebbe diventare non solo un anno da record tecnico ma anche una nuova tappa fondamentale per Ethereum nel mondo delle blockchain pubbliche.

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