Ethereum rischia il fallimento? Analisi dei possibili scenari e cause del crollo del network blockchain

Cristina Manetti

14 Dicembre 2025

Milano, 14 dicembre 2025 – Ethereum continua a essere uno dei nomi più solidi nel mondo delle criptovalute. Eppure, nonostante la sua crescita e la presenza ormai consolidata, tra analisti e investitori torna spesso la domanda: può davvero fallire? Negli ultimi mesi – tra oscillazioni di mercato e novità tecnologiche – questo dubbio si è fatto più concreto. Non è solo una questione di speculazione: si vuole capire cosa potrebbe far crollare un sistema che gestisce miliardi di dollari ogni giorno.

Ethereum: tra boom e dubbi crescenti

Nato nel 2015 da Vitalik Buterin e altri sviluppatori, Ethereum si è imposto velocemente come la seconda blockchain dopo Bitcoin. È diventato il punto di riferimento per applicazioni decentralizzate, contratti intelligenti e token NFT. I dati di CoinGecko parlano chiaro: il valore di Ether, la criptovaluta della rete, si aggira intorno ai 2.200 dollari, con una capitalizzazione che supera i 270 miliardi. Numeri importanti che raccontano un’espansione rapida ma non mettono al riparo da rischi.

Quali sono i problemi? Incompatibilità tecniche, leggi più severe, bug inattesi. “Ethereum è solido, ma nessuna blockchain è immune da problemi di scalabilità o attacchi informatici”, spiega Francesca Lolli, analista di Blockchain Alliance Italia. Lo conferma la cronaca recente: solo nel 2023 il sistema ha subito rallentamenti e congestioni nei momenti di picco.

I nodi critici: tecnici e normativi

Il punto debole di Ethereum sta nella sua stessa struttura. Dopo il passaggio alla Proof of Stake nel settembre 2022 – la famosa “Merge” – i consumi energetici sono calati del 99%. Un passo avanti importante anche per l’immagine pubblica. Però alcuni sviluppatori segnalano nuove fragilità. La rete resta parzialmente centralizzata: a novembre 2025 più del 55% dei nodi è gestito da cinque grandi provider, secondo Ethernodes.

Anche le normative mettono pressione. Negli Stati Uniti, le indagini della SEC sui token considerati “securities” hanno acceso un campanello d’allarme per tutto il settore crypto. “Un’interpretazione troppo rigida delle regole rischia di bloccare l’innovazione”, osserva Mark Gagnebin, docente alla Bocconi. In Europa invece la normativa MiCA impone ai gestori nuove regole anti-riciclaggio. È chiaro che il futuro della rete dipende anche da decisioni politiche.

Scenari critici dietro l’angolo

Un crollo tecnico totale di Ethereum sembra improbabile nel breve periodo. Restano però scenari rischiosi: un errore nel protocollo potrebbe fermare le transazioni per un po’ (come già successo con i bug del 2021), oppure una falla nella sicurezza potrebbe mettere in pericolo i fondi custoditi negli smart contract.

C’è poi la concorrenza agguerrita di piattaforme come Solana o Avalanche, più veloci nel processare le transazioni e in corsa per spodestare Buterin & Co. “Se non migliora la scalabilità, perderà terreno”, avverte Giorgio Bianchi, ingegnere informatico, durante un webinar seguito da oltre 3mila persone la scorsa settimana.

Fiducia e comunità: il vero tesoro

Ma non è tutto questione di tecnologia o leggi. Il vero punto forte di Ethereum resta la sua comunità globale di sviluppatori e utenti attivi. Solo quest’anno, secondo l’Electric Capital Developer Report, più di 7.200 programmatori lavorano ogni mese al codice open source della piattaforma — un numero senza eguali nel settore.

“L’innovazione continua è la nostra garanzia sul futuro”, ha ribadito Buterin in un’intervista a Wired lo scorso ottobre. La fiducia nella tenuta della rete si vede anche nei momenti duri: basti pensare all’hack del 2016 (il caso DAO) dopo cui Ethereum si è riorganizzato con un hard fork che ha diviso la community dando vita a Ethereum Classic.

Ethereum può davvero fallire? Il futuro resta incerto

Insomma, può crollare all’improvviso? Se con questo si intende perdere tutto o avere un collasso tecnico totale, gli esperti dicono che è difficile. Più probabile invece una lenta perdita d’importanza, magari per colpa della concorrenza o delle strettoie normative che potrebbero soffocare il settore crypto. Ma oggi, con oltre un miliardo di dollari bloccati in progetti DeFi e una base solida alle spalle, almeno per ora Ethereum sembra destinato a rimanere uno dei protagonisti principali della scena blockchain mondiale.

Nessuno scommette sul fallimento imminente ma lo spettro resta lì dietro le quinte — a ricordarci quanto il mondo delle criptovalute sia ancora un terreno incerto e pieno di sorprese.

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