ETF Bitcoin in crescita record: investitori spostano capitali da oro e argento a BTC

Corrado Pedemonti

28 Marzo 2026

Milano, 28 marzo 2026 – Negli ultimi quattro mesi i fondi legati all’oro scambiati in borsa hanno registrato deflussi per 12,3 miliardi di dollari, segnando il minimo più profondo dal 2013. Al contrario, i nuovi ETF spot su Bitcoin, trainati da BlackRock e Fidelity, hanno attirato oltre 19,4 miliardi di dollari. Sono dati che raccontano chiaramente come – da dicembre a oggi – il flusso di capitali degli investitori globali stia cambiando rotta, più di quanto si fosse visto negli anni passati.

Oro, deflussi mai visti da oltre dieci anni

Il crollo nei fondi ETF sull’oro ha colto di sorpresa molti operatori della City. In soli quattro mesi, secondo Bloomberg, i fondi che replicano il metallo prezioso hanno subito uno dei più pesanti deflussi dal dopo crisi finanziaria: ben 12,3 miliardi usciti in poco più di 120 giorni. Andrea Forni, responsabile investimenti materie prime in una banca milanese, spiega così questo trend: “L’oro, nonostante le tensioni geopolitiche ancora vive, è percepito dagli investitori istituzionali come meno urgente. Non c’è panico – aggiunge –, ma si cerca qualcosa con un rendimento potenzialmente più alto”.

Questa tendenza si riflette anche nei dati raccolti da Bank of America e World Gold Council: sia gli ETF principali negli Stati Uniti (come SPDR Gold Shares) sia quelli europei mostrano un calo costante. Da Londra a Zurigo sono soprattutto i grandi fondi pensione e gli asset manager a ridurre la quota aurea nei portafogli diversificati.

Bitcoin, raccolta record grazie ai nuovi ETF spot

Nel frattempo negli Stati Uniti il lancio degli ETF spot su Bitcoin ha spostato l’attenzione. BlackRock con il suo iShares Bitcoin Trust (IBIT) e Fidelity tramite Wise Origin Bitcoin Fund (FBTC) hanno raccolto complessivamente più di 19,4 miliardi di dollari in poco più di tre mesi. Solo IBIT ha incassato oltre 1,2 miliardi netti nella settimana terminata il 22 marzo: cifre che solo un anno fa sarebbero sembrate fuori portata per una singola asset class alternativa.

“Il via libera della SEC agli ETF spot su Bitcoin lo scorso gennaio ha fatto scattare la scintilla”, spiega Pietro Donati, analista in una società di gestione romana. “Ha legittimato uno strumento prima riservato a pochi specialisti”. Il fenomeno non è solo retail: anche diversi fondi pensione americani e canadesi hanno iniziato a entrare con quote modeste per cercare una decorrelazione dai mercati tradizionali.

Investitori in cerca di rendimento e nuove certezze

La rotazione dagli ETF oro verso quelli Bitcoin non è un episodio isolato. Come sottolinea una nota recente di J.P. Morgan Asset Management, rientra in una tendenza globale di “riequilibrio del rischio”. Se l’oro resta un classico rifugio nei momenti di turbolenza sui mercati azionari, cresce invece la fetta di investitori disposti a correre qualche rischio in più per cercare rendimenti superiori.

A Wall Street come a Francoforte si vedono cambiamenti nelle strategie dei gestori multi-asset: la quota crypto è ancora piccola (mediamente sotto il 2%), ma sta crescendo piano piano. Più cauti sono banche centrali e grandi fondi sovrani: nessun cambiamento significativo nelle loro posizioni sull’oro fisico. Tuttavia – dicono i dati ICE Data Services – gli scambi elettronici sui futures oro restano vivaci, segno che la domanda speculativa non è affatto sparita.

BlackRock e Fidelity guidano la svolta negli ETF crypto

L’afflusso verso i prodotti BlackRock e Fidelity non è casuale. Parliamo infatti dei due colossi mondiali per patrimonio gestito e reputazione solida. Durante la Blockchain Week di Parigi (conclusasi mercoledì scorso), diversi addetti ai lavori hanno sottolineato come questo rassicuri anche gli investitori più prudenti. “A fine febbraio”, racconta una fonte bancaria italiana presente all’evento, “sono arrivate le prime richieste anche da clienti istituzionali finora rimasti alla finestra”.

Il boom degli ETF spot ha portato Bitcoin a superare i 68mila dollari tra febbraio e marzo secondo CoinMarketCap. Ha anche accelerato le discussioni nelle autorità europee: la Commissione UE sta valutando un quadro normativo che potrebbe aprire la strada ai primi ETF crypto continentali entro fine anno.

Il futuro dei flussi: cautela o nuova normalità?

Nonostante l’attenzione mediatica sulle crypto sia altissima, restano alcune incognite importanti: l’elevata volatilità del Bitcoin (con oscillazioni giornaliere spesso sopra il 5%) e possibili strette regolatorie sia negli Usa sia in Europa. Per molti strategist interpellati da alanews.it – tra cui Francesco Bini Smaghi (presidente Società Gestione Risparmio) – “la rotazione dalle asset class difensive verso le nuove frontiere digitali non è una moda passeggera. Però serve equilibrio: non tutti gli investitori hanno lo stesso appetito per il rischio”.

Insomma, per ora la sfida tra oro e Bitcoin si gioca tutta sui numeri degli ETF e sulla fiducia dei grandi investitori. Nei prossimi mesi capiremo se è solo un aggiustamento temporaneo o se stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma nell’investimento globale.

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