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ETF Bitcoin in calo: gli investitori istituzionali si ritirano, Bitcoin scende sotto 81.000 dollari

Cristina Manetti by Cristina Manetti
24 Ottobre 2026
in DeFi

Milano, 24 ottobre 2026 – Stamattina, dopo un inizio incerto sui mercati globali, gli ETF su Bitcoin hanno cominciato a mostrare segni di debolezza, seguendo con un po’ di ritardo il clima di risk-off che da più di un giorno pesa sulle scelte degli investitori istituzionali. La criptovaluta, che nelle ultime settimane si era mantenuta stabile sopra gli 81.000 dollari, ha perso terreno proprio in questa fase. Questa svolta, che sembra più tecnica che altro, arriva dopo alcune sedute senza grandi scossoni e conferma quello che diversi operatori avevano già intuito lunedì sera.

ETF Bitcoin: il campanello d’allarme arriva tardi ma è chiaro

Secondo i dati di Bloomberg, tra martedì e mercoledì sono aumentati in modo significativo i deflussi dagli ETF spot Bitcoin negli Stati Uniti: solo ieri il saldo negativo ha superato i 220 milioni di dollari. Un segnale importante, soprattutto se si pensa che nelle settimane precedenti il trend era rimasto quasi stabile o addirittura in crescita. Le stime raccolte dai desk delle principali banche milanesi tra le 9:30 e le 11:00 parlano chiaro: è tornata la “cautela”. Il contesto macro globale non aiuta di certo. Eppure fino a ieri i volumi sugli ETF restavano abbastanza vivaci.

“Si sta assistendo a una rotazione verso asset più sicuri come i bond governativi e la liquidità”, spiega Luca Bernasconi, portfolio manager in un istituto svizzero di Lugano. “I segnali dagli ETF Bitcoin sono arrivati solo oggi, ma la sensazione generale era cambiata già da qualche giorno, dopo la correzione dell’oro e la volatilità nei mercati asiatici.” Per ora non si può parlare di una fuga massiccia: piuttosto, è un rientro ordinato visto che gli acquisti su questi prodotti restano comunque sopra la media del 2024.

Bitcoin sotto pressione: il prezzo cede terreno

In parallelo agli ETF, anche la quotazione del Bitcoin ha risentito delle vendite. Questa mattina il cambio con il dollaro ha oscillato tra gli 80.600 e gli 81.200 dollari, riportandosi sui livelli visti intorno al 17 ottobre. Dalle piattaforme specializzate come CoinMarketCap emerge che i maggiori scambi si sono concentrati tra le 7:30 e le 9:00 italiane, con un picco intorno alle 8:10. Solo una settimana fa il prezzo aveva toccato quota 83.200, sostenuto dall’attesa per i dati trimestrali Usa.

“Il mercato sta metabolizzando le parole della Fed sui tassi e il nervosismo per le tensioni geopolitiche,” commenta su X (ex Twitter) il trader indipendente Gianluca Bassi. Solo ora è diventato evidente che la pressione vendita non è ancora passata. La volatilità resta alta ma diversi operatori sottolineano che se reggeranno i supporti a 80 mila dollari si potrà evitare una caduta più pesante nelle prossime ore.

Risk-off tra gli istituzionali: cosa c’è dietro

Ma cosa sta davvero spingendo gli investitori istituzionali verso questa fase di prudenza? La risposta non è semplice. Di certo pesa l’attesa per gli utili trimestrali Usa – oggi tocca a big come Amazon e Alphabet –, oltre alle tensioni crescenti tra Washington e Pechino su chip e tecnologie AI. Senza dimenticare la volatilità del petrolio, che resta sopra gli 87 dollari al barile.

Fonti vicine a un grande fondo pensione italiano spiegano: “In queste situazioni la priorità è proteggere i patrimoni: meglio alleggerire posizioni rischiose e aspettare.” L’effetto domino sugli ETF Bitcoin si è visto però solo dopo circa ventiquattro ore rispetto ai mercati azionari e alle valute emergenti. Un ritardo tutto sommato normale, considerando il diverso tipo di investitori coinvolti nelle criptovalute rispetto al tradizionale mercato azionario.

Bitcoin in attesa di nuovi segnali

Intanto resta alta l’attenzione sui livelli chiave per il Bitcoin. “Finché non vedremo movimenti decisi sugli ETF europei o asiatici sarà difficile parlare di trend ribassista vero e proprio,” ragiona Bernasconi poco dopo le 11:00. Da New York arrivano segnali contrastanti: alcuni desk hanno registrato interesse su opzioni call a lunga scadenza già nella tarda serata di ieri, segno che una parte del mercato punta ancora a rimbalzi improvvisi.

Nessuno però parla ancora apertamente di inversione definitiva del trend. Ma lo scenario è cambiato nelle ultime trentasei ore: gli investitori si muovono con prudenza, l’umore resta cauto mentre Bitcoin cerca nuovi punti d’equilibrio sopra quota 80 mila dollari.

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