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Esperto sfata 9 miti sull’impatto ambientale del mining di Bitcoin: benefici per energia rinnovabile e riduzione metano

Salvatore Broggi by Salvatore Broggi
5 Gennaio 2026
in Crypto

Milano, 5 gennaio 2026 – Un esperto di sostenibilità ESG ha acceso un acceso dibattito sul rapporto tra Bitcoin mining e ambiente, smontando uno a uno nove dei pregiudizi più diffusi sull’estrazione della criptovaluta. Durante un seminario al Politecnico di Milano, è emerso che il mining di Bitcoin potrebbe già oggi essere “un attore importante nella transizione energetica”. Lo sostiene Luca Ferretti, consulente ambientale e autore dello studio presentato.

Il mining può stabilizzare le reti elettriche

Al centro dell’analisi c’è l’impatto sulla rete elettrica. “Spesso si pensa che il mining aumenti solo i consumi”, ha spiegato Ferretti nell’incontro mattutino all’aula Rogers. “Ma le nostre simulazioni mostrano il contrario: il mining può dare una mano a gestire meglio l’energia, assorbendo gli eccessi di produzione da fonti rinnovabili, soprattutto in zone isolate come Texas o Nord della Svezia”.

Il mining di Bitcoin non si limita a inseguire i prezzi dell’energia. Può anche aiutare a stabilizzare la rete. Nei momenti di sovrapproduzione, le “server farm” si accendono e consumano energia che altrimenti andrebbe sprecata. Quando invece la domanda sale o cala la produzione da rinnovabili, le attività si fermano in fretta.

Energie pulite in aumento e nuovi investimenti

Un altro mito da sfatare riguarda l’uso massiccio di fonti fossili nel mining. Ferretti cita dati del Cambridge Centre for Alternative Finance: oggi circa il 52% dell’energia usata per il mining arriva da fonti rinnovabili. E la percentuale cresce grazie agli investimenti in solare, idroelettrico e geotermico collegati direttamente ai data center.

“In Islanda tutti i data center per il mining usano energia geotermica”, racconta Ferretti. “Un fatto poco noto che cambia parecchio la storia sugli effetti ambientali del Bitcoin”. Questo segna un vero cambiamento rispetto al passato: chi opera cerca ora stabilità e costi bassi, obiettivi raggiungibili solo con energia pulita.

Metano: emissioni ridotte grazie al mining

Tra le convinzioni più smentite c’è anche quella sulle emissioni di gas serra. Alcune aziende minerarie collaborano con compagnie petrolifere per trasformare il metano in elettricità, invece di bruciarlo o lasciarlo disperdere nell’atmosfera.

Negli Stati Uniti, progetti pilota tra Texas e North Dakota hanno ridotto le emissioni di metano fino al 60% nelle aree coinvolte. “Questa tecnologia permette di usare gas che altrimenti sarebbe stato sprecato e dannoso per creare valore digitale”, spiega Ferretti. Una soluzione che divide, ma porta già risultati concreti.

Consumi energetici: numeri sotto la lente

Il tema dei consumi energetici totali resta delicato. Secondo l’ultimo Global Bitcoin Electricity Consumption Index, la rete Bitcoin assorbe ogni anno circa 95 TWh. È tanto, certo, ma meno rispetto ai data center dedicati allo streaming video, per esempio. Un paragone utile per capire l’effettivo impatto.

“Nel dibattito spesso manca un confronto con altri settori digitali e industriali”, osserva Ferretti. “La blockchain non è l’unica tecnologia energivora; anzi, tante pratiche IT sono meno efficienti”.

Falsi miti su lavoro, tasse e criminalità

Lo studio affronta anche altre false credenze: dalla presunta assenza di benefici economici locali – smentita dai dati sugli investimenti e posti di lavoro nelle zone rurali Usa – fino al tema delle tasse pagate dalle società minerarie in Europa e Canada. E non manca l’argomento delle attività illegali legate alle criptovalute: secondo Ferretti “l’uso criminale riguarda meno dell’1% delle transazioni globali nel 2025”, come confermano i dati Chainalysis.

Il dibattito è aperto ma i dati parlano chiaro

Alla fine della presentazione diversi studenti hanno chiesto chiarimenti sulle fonti e sui limiti dello studio. Ferretti ha ammesso: “Il settore cambia in continuazione. Ci sono ancora punti oscuri, regole poco chiare e rischi da seguire con attenzione”. Nessuna verità definitiva allora, ma un invito a ragionare sui fatti: secondo questi dati il mining di Bitcoin non è quel capro espiatorio climatico che spesso viene dipinto. È piuttosto una realtà complessa, fatta di luci e ombre.

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