Milano, 27 settembre 2026 – Dogecoin, la criptovaluta nata quasi per gioco nel 2013, questa settimana ha messo a segno un balzo del 23%, trascinando con sé tutta la ripresa del settore delle cosiddette meme coin. Secondo i dati aggiornati alle 12:00 di oggi su CoinMarketCap, DOGE si mantiene oltre i 0,085 dollari, dopo aver toccato per un breve momento la soglia psicologica di 0,10 dollari nelle ultime 48 ore. La sua capitalizzazione si avvicina di nuovo ai 15 miliardi – più precisamente, 14,8 miliardi – riportando interesse e fermento tra trader e analisti.
I numeri dietro il balzo di Dogecoin
Negli ultimi sette giorni, Dogecoin ha mostrato una volatilità superiore alla media degli ultimi mesi. Martedì scorso, intorno alle 19:30 ora italiana, la moneta aveva raggiunto un massimo locale di 0,101 dollari, salvo poi correggere nelle ore successive. A spingere il rialzo sono stati soprattutto i volumi: solo nelle ultime 24 ore sono passati oltre 1,5 miliardi di dollari in transazioni DOGE. Una cifra che non si vede spesso per una coin considerata “secondaria”, almeno rispetto ai colossi come Bitcoin o Ethereum.
Interpellati da alanews.it, gli esperti non hanno dubbi: “La ripresa delle meme coin riflette una voglia crescente di rischio da parte degli investitori retail”, spiega Matteo Della Valle, chief analyst di CryptoHub. Secondo lui, anche le recenti uscite di Elon Musk hanno fatto la loro parte nel rinfrescare l’attenzione su Dogecoin, anche se il fondatore di Tesla si è limitato a qualche meme su X (ex Twitter), senza fare annunci importanti.
Meme coin: un settore in fermento
Il mondo delle meme coin, criptovalute nate attorno a meme o community online – tra cui spiccano Shiba Inu e Pepe – sta vivendo una nuova ondata di energia. Solo nelle ultime due settimane molte “mini coin” hanno segnato rialzi a doppia cifra, grazie proprio all’effetto trascinamento generato da DOGE.
Il fenomeno non sfugge ai grandi exchange: questa mattina Binance ha registrato un aumento del 28% nei volumi settimanali legati a Dogecoin e affini. Tuttavia gli analisti mettono in guardia: “Sono asset molto speculativi”, avverte Gabriele Lucchini di Digital Asset Strategy. “Possono attirare liquidi in fretta e altrettanto velocemente disperderli”. Un monito che arriva in un momento in cui i mercati globali restano tesi per le incognite macroeconomiche.
Rischi e prospettive secondo gli esperti
Il futuro di Dogecoin e delle meme coin resta tutto da scrivere. Oggi la sua capitalizzazione lo piazza all’ottavo posto tra le principali criptovalute al mondo. Ma l’assenza di un vero ecosistema tecnologico o progetti concreti fa nascere più di qualche dubbio sulla tenuta dei rialzi.
“Dogecoin vive soprattutto sull’hype e sul sentiment dei social media”, dice Della Valle, mentre altre criptovalute come Ethereum puntano su applicazioni reali e sviluppo tecnologico. Eppure anche JP Morgan ha fatto notare in una nota interna che “le meme coin possono essere un termometro del rischio nell’intero settore cripto”. Un dato curioso arriva da CryptoQuant: quasi il 70% dei wallet DOGE con più di un milione di token non ha mosso fondi negli ultimi tre mesi. Segno che i grandi investitori osservano con prudenza.
Gli scenari attesi nelle prossime settimane
Impossibile dire oggi se questa spinta continuerà o se assisteremo a nuove prese di beneficio già nelle prossime ore. Il livello chiave resta quello dei 0,10 dollari: solo superarlo con una chiusura settimanale convincente potrebbe ridare slancio all’entusiasmo.
Nel frattempo, sul canale Telegram “Dogecoin Italia”, c’è chi racconta di aver comprato DOGE dopo aver venduto troppo presto lo scorso anno. Altri sono più cauti: “Pronto a uscire se scende sotto quota 0,08”. Voci che riflettono bene l’atmosfera mista – fatta di speranze e paure – che accompagna da sempre le altcoin.
La partita è ancora aperta. E Dogecoin continua a far parlare molto più della finanza tradizionale.