Bruxelles, 21 gennaio 2026 – La Commissione europea ha lanciato oggi a Bruxelles il nuovo Digital Networks Act, un pacchetto di regole pensato per mettere ordine e dare forza al mercato unico della connettività digitale in Europa. L’annuncio è arrivato poco dopo le 11 dalla sede della Commissione in Rue de la Loi. L’obiettivo è chiaro: rispondere a una domanda sempre più pressante di reti veloci e sicure, in un continente dove la trasformazione digitale è ormai una priorità inderogabile.
Un mercato unico per le reti digitali: la sfida europea
Al centro della proposta c’è la voglia di mettere insieme regole condivise per tutte le reti digitali: fibra ottica, 5G, cloud. Oggi i 27 Paesi membri hanno standard e leggi diverse, che complicano la vita agli operatori. “Vogliamo eliminare gli ostacoli burocratici tra uno Stato e l’altro”, ha detto Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva per la concorrenza e il digitale. I dati parlano chiaro: l’Europa è ancora indietro rispetto ad Asia e Stati Uniti per investimenti e velocità delle reti.
Per questo serve una norma unica. Il Digital Networks Act porta regole chiare sull’installazione delle infrastrutture, sull’interoperabilità dei sistemi e sulla tutela dei consumatori. Vestager lo ha spiegato così: “Solo con un quadro comune potremo finalmente parlare di sovranità digitale europea”.
Stop alla burocrazia: il via libera ai cantieri in tempi certi
Una delle novità più attese riguarda i permessi per costruire le reti. Oggi ogni Paese ha tempi e criteri diversi, un vero freno soprattutto nelle zone più isolate. Thierry Breton, commissario per il Mercato interno, ha sottolineato che così “gli investimenti si bloccano”. Il nuovo regolamento punta a cambiare rotta, fissando un limite massimo di 6 mesi per autorizzare i lavori sulle infrastrutture.
Non solo permessi. Sono previsti anche incentivi fiscali per chi investe nelle aree più svantaggiate, obblighi minimi di copertura su tutto il territorio e una ripartizione equa dei costi tra tutti gli attori coinvolti. “Serve un sistema dove tutti contribuiscano”, ha aggiunto Breton, alludendo alle grandi tech americane che oggi sfruttano le reti europee senza pagare abbastanza.
Più trasparenza e sicurezza nelle reti
Il Digital Networks Act non guarda solo al lato economico. La proposta aggiorna anche le norme sulla sicurezza informatica e sulla trasparenza verso gli utenti. Gli operatori dovranno spiegare chiaramente qualità del servizio, costi e tempi di intervento in caso di guasti. Sono previste sanzioni più severe per chi non rispetta gli standard o usa apparecchiature considerate rischiose.
Altro punto caldo è la dipendenza tecnologica da fornitori extra-Ue, tema tornato al centro dell’attenzione dopo alcuni cyber attacchi recenti. “Vogliamo reti europee sicure e aperte”, ha ribadito Vestager, facendo riferimento alle restrizioni già in vigore su Huawei e ZTE in diversi Stati membri.
Cosa cambia davvero per cittadini e imprese
Per utenti e imprese il regolamento dovrebbe portare benefici concreti. Le aziende potranno offrire servizi innovativi – dal telelavoro al cloud europeo – con regole uniformi in tutta l’Unione. I consumatori avranno contratti più chiari e potranno cambiare operatore più facilmente, anche passando da uno Stato all’altro.
Le associazioni dei consumatori guardano però con prudenza alla proposta: “Serve verificare che davvero tuteli gli utenti”, ha detto Paola Carretta di Altroconsumo. Dall’altra parte ETNO, l’associazione degli operatori, vede nel quadro comune un’opportunità per dare finalmente una spinta decisa alla digitalizzazione.
Il cammino avanti tra sfide politiche e attese
Ora comincia il percorso legislativo: la proposta passerà al Parlamento europeo e al Consiglio Ue, dove si preannunciano discussioni intense tra Paesi con infrastrutture molto diverse tra loro. La presidenza belga del semestre Ue ha messo la digitalizzazione in cima alla lista delle priorità.
Nei prossimi mesi ci saranno audizioni tecniche e incontri con i vari interessati nazionali. Solo allora si potrà capire se il Digital Networks Act sarà davvero in grado di cambiare volto alla rete europea – ma la strada sembra segnata.
Intanto nelle sale stampa della Commissione si respira un cauto ottimismo: “Questa volta abbiamo l’occasione concreta di fare dell’Europa una vera potenza digitale”, ha confidato una fonte interna alla DG Connect, lasciando intravedere una determinazione che non si vedeva da anni sul fronte delle reti digitali.
