Milano, 29 novembre 2025 – **Le “treasuries” degli asset digitali** stanno provocando distorsioni di mercato simili a quelle che, fino a pochi anni fa, alimentavano la febbre attorno alle nuove emissioni di token. A dirlo è **Shane Molidor**, amministratore delegato di Forgd, che ieri ha raccontato in un incontro online con analisti finanziari come queste dinamiche, già note nel mondo delle criptovalute, stiano tornando sotto una nuova veste.
## **Riserve digitali e rischi sul mercato**
Secondo Molidor, la crescita recente delle cosiddette **digital asset treasuries** – cioè le riserve in token o criptovalute che alcune società tengono in bilancio – sta creando un bel po’ di **distorsioni nei prezzi** e nei flussi di denaro. Il meccanismo ricorda molto i momenti più accesi delle Initial Coin Offering del 2017-2018. Allora tante startup blockchain mettevano sul mercato token raccogliendo capitali spesso più grandi del valore reale dei progetti.
“Oggi invece vediamo aziende che, invece di lanciare nuovi token, accumulano montagne di asset digitali nei loro conti. E poi li gestiscono in modo poco chiaro o li usano per condizionare i prezzi”, ha spiegato Molidor durante la tavola rotonda virtuale organizzata da Decrypt alle 16 ora italiana. In sala virtuale c’erano circa settanta operatori fintech e cripto.
## **Le vecchie lezioni delle ICO tornano a galla**
Molidor mette in guardia gli investitori: “Quello che succede oggi ricorda molto le ICO. Allora era l’euforia per l’emissione; oggi il problema è come vengono gestite queste riserve”. A finire sotto osservazione sono soprattutto i movimenti fatti con i “tesoretti digitali” – soprattutto Ethereum, Bitcoin e qualche stablecoin – capaci di scatenare rialzi o crolli improvvisi.
Secondo i dati raccolti da Forgd, nell’ultimo trimestre sono passati di mano oltre **12 miliardi di dollari** in asset digitali custoditi nei portafogli aziendali. Una cifra importante, difficile da ignorare. “Questi spostamenti influenzano la percezione del rischio e aumentano la volatilità complessiva”, aggiunge il CEO.
## **Piccoli investitori nel mirino: trasparenza sotto accusa**
Tra le preoccupazioni degli esperti – con qualche banca europea come BNP Paribas tra i più attenti – c’è l’impatto su chi ha meno strumenti per difendersi da cambi repentini di prezzo. La volatilità scatenata dai grandi operatori rischia di far male ai piccoli risparmiatori. “Il problema non sono solo le mosse miliardarie”, sottolinea Molidor, “ma anche la poca chiarezza con cui si gestiscono questi asset”.
Il dibattito è acceso: da una parte c’è chi parla apertamente di rischio sistemico. “I mercati degli asset digitali sono ancora poco regolati – dice un analista di CoinShares intervenuto al panel – e le riserve aziendali potrebbero destabilizzare tutto”. Dall’altra ci sono operatori che difendono le strategie attuali, vedendo nella gestione attiva delle riserve una chance per aumentare i guadagni in un settore ancora tutto da definire.
## **Regole in bilico: cosa aspettarsi?**
Sul fronte della regolamentazione il discorso resta aperto. Ieri a Milano è emerso che molte autorità nazionali stanno seguendo con attenzione la crescita delle digital treasuries. In Europa, l’**ESMA** (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) ha avviato da poco una raccolta dati sulle pratiche delle società crypto più grandi.
“Stiamo attraversando una fase simile a quella che portò poi alla stretta sulle ICO”, commenta Molidor. All’epoca il mercato dovette adattarsi; oggi toccherà rifarlo di nuovo. L’interesse delle autorità è reale: nei prossimi mesi potrebbero arrivare nuove regole per rendere più trasparenti le operazioni sulle riserve digitali.
## **Investitori guardano altrove: Londra fa da termometro**
Intanto gli investitori si muovono con prudenza. A Londra, uno dei centri principali per le criptovalute in Europa, nomi come Jane Street e Galaxy Digital hanno ridotto l’esposizione ai token legati alle treasuries aziendali. “Aspettiamo segnali più chiari dalle autorità”, racconta un portfolio manager londinese che preferisce restare anonimo.
La partita resta aperta. In questo mix tra innovazione e dubbi, la trasparenza nella gestione degli asset digitali è ancora – come sempre – la chiave per conquistare fiducia nel mercato. E le parole di Shane Molidor suonano quasi come un avvertimento: “Imparare dagli errori del passato è fondamentale. Altrimenti rischiamo davvero di tornare al punto di partenza”.