Milano, 10 ottobre 2026 – Il mondo delle criptovalute vive una fase di ripresa altalenante, con dati che variano molto da un settore all’altro. Negli ultimi giorni, è emerso chiaramente come la nicchia della privacy abbia superato di oltre due volte i picchi storici precedenti, mentre il comparto del gaming resta in forte difficoltà, con un calo del 74% rispetto ai massimi. Non va meglio per le soluzioni Layer 2, che segnano un ribasso superiore al 63%. In mezzo a questa volatilità, analisti e investitori fanno fatica a interpretare segnali ancora confusi.
Privacy: boom inatteso con capitalizzazione alle stelle
I dati più recenti di Messari e CoinGecko raccontano una storia sorprendente: le criptovalute dedicate alla privacy – come Monero, Zcash e altri protocolli che garantiscono transazioni anonime – stanno crescendo a ritmi ben più sostenuti rispetto al resto del mercato. In pratica, la capitalizzazione complessiva di questo settore ha più che raddoppiato il precedente massimo toccato nel biennio 2021-2022. Un salto che ha preso alla sprovvista molti operatori, soprattutto in un contesto dove le norme si fanno sempre più strette. “Molti investitori cercano rifugio nella privacy perché temono controlli più severi sui movimenti di denaro”, spiega Filippo D’Alessio, analista di MarketNode, durante una diretta su Radio24.
Tra le ragioni dietro questo rally, si parla anche di un “effetto traino” legato ad alcune piattaforme asiatiche pronte a usare le privacy coin come metodo di pagamento. Ma non mancano i dubbi: D’Alessio avverte che “questo boom potrebbe essere temporaneo se Europa e Stati Uniti stringeranno davvero le maglie della regolamentazione”.
Gaming in affanno: token in picchiata e investitori alla finestra
Diversa è la situazione nel mondo del gaming blockchain. Le criptovalute più note – Axie Infinity, Gala, Decentraland – segnano ancora una perdita netta del 74% rispetto ai picchi tra fine 2021 e primo semestre 2022. Il trend negativo sembra non volersi fermare, nonostante i tentativi delle società del settore di rilanciare piattaforme e giochi.
Matteo Rocchi, fondatore di BlockGames Italia, indica il nodo principale: “È dura trasformare gli utenti occasionali in giocatori paganti”, mentre molti investitori preferiscono aspettare segnali più chiari prima di tornare sul mercato. A peggiorare le cose c’è anche il calo degli investimenti istituzionali nel secondo trimestre del 2026. “I grandi fondi si sono ritirati verso asset più liquidi e stabili”, ha raccontato Rocchi ieri sera durante un incontro a Milano.
Nel frattempo alcune realtà minori cercano vie alternative puntando sul modello free-to-play o introducendo nuove dinamiche per tenere gli utenti incollati allo schermo. Ma per ora niente sembra invertire la rotta generale.
Layer 2 sotto pressione: -63% dai massimi senza segnali di ripresa
Non va meglio ai protocolli Layer 2, quei sistemi pensati per rendere più veloci ed economiche le blockchain principali come Ethereum. Qui i numeri sono chiari: la capitalizzazione è crollata oltre il 63% dai massimi raggiunti nel terzo trimestre del 2023. La flessione riguarda sia i progetti storici come Polygon e Arbitrum sia nuove realtà.
Secondo alcuni esperti citati da alanews.it, il mercato sarebbe ormai “saturato”. Come sottolineano i professionisti di DeFi Pulse: “Nel 2024 e 2025 sono arrivati troppi Layer 2 simili tra loro, senza vere innovazioni”. Pesano anche i ritardi nell’adozione da parte delle grandi applicazioni decentralizzate (DApp), che preferiscono ancora restare sulla mainnet principale per sicurezza.
Mercato spaccato e investitori prudenti
In questo quadro frammentato, chi opera nel settore muove passi molto cauti. Da una parte c’è chi si fa tentare dalla corsa delle privacy coin per provare a guadagnare; dall’altra invece la crisi nei comparti gaming e Layer 2 invita alla prudenza. Per i prossimi mesi il quadro resta incerto: secondo CryptoCompare i volumi globali sono sì risaliti dai minimi dello scorso dicembre ma restano lontani da quelli pre-bear market.
Una situazione che potrebbe frenare nuovi capitali in arrivo. Eppure – parola di qualche trader sentito ieri mattina davanti a un caffè a Porta Romana – “nel mondo crypto basta un annuncio per cambiare tutto da un giorno all’altro”. Per ora però la prudenza domina ancora gli animi e l’attenzione è tutta sulle mosse normative attese da Bruxelles e Washington entro fine anno.