New York, 2 aprile 2026 – Il prezzo del Bitcoin ha vissuto una giornata a dir poco agitata: ha perso quasi il 4% nelle ultime 24 ore, scendendo a 66.609 dollari, vanificando così i guadagni messi a segno martedì. A far scattare la caduta, secondo gli esperti di Wall Street, sono state le parole dell’ex presidente Donald Trump. Ieri sera, durante un discorso alla nazione, ha annunciato un giro di vite contro alcune piattaforme digitali che, a suo avviso, rappresentano “una minaccia per la stabilità finanziaria americana”.
Bitcoin crolla dopo le parole di Trump
Il discorso, trasmesso in diretta dalla East Room della Casa Bianca alle 21 ora locale (le 3 in Italia), ha avuto un impatto immediato sul mercato delle criptovalute. Trump ha parlato per circa mezz’ora, attaccando i “sistemi finanziari paralleli” e ribadendo la volontà di “ripristinare la centralità del dollaro come unica moneta di riferimento”. Subito dopo il suo intervento, il Bitcoin ha iniziato una discesa rapida: dai trading floor di Manhattan fino agli investitori retail in California si è respirata un’atmosfera di tensione palpabile. “Il clima si è fatto subito pesante, abbiamo visto un’ondata di vendite che non si vedeva da settimane”, racconta Michael Rowe, analista di JP Morgan.
Le reazioni dei mercati e il quadro globale
Non è stato solo il Bitcoin a risentirne: anche altre criptovalute come Ethereum e Solana hanno registrato cali significativi (rispettivamente -3,2% e -5% nelle ultime 24 ore). Secondo CoinDesk, il valore totale delle criptovalute scambiate mercoledì è sceso sotto i 2.200 miliardi di dollari. Da Tokyo a Londra gli operatori hanno confermato un clima incerto. “Ci aspettavamo qualcosa di più morbido, invece le parole di Trump hanno spaventato tutti”, spiega Joseph Tanaka, broker con base a Singapore.
Il discorso si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni con Pechino. L’ex presidente ha avvertito che “le piattaforme anonime potrebbero favorire operazioni ostili guidate da entità straniere”, frase letta dai mercati come un velato attacco alla presenza cinese nel mondo digitale.
Gli effetti sull’economia USA e le prospettive
A Wall Street gli effetti si sono fatti sentire fin dall’apertura (le 9 ora locale). Gli indici tecnologici hanno subito cali trainati dai titoli più esposti al comparto crypto: Coinbase (-4,5%), MicroStrategy (-3%) e Nvidia (-2%) hanno segnato ribassi importanti nell’S&P 500. “La volatilità è aumentata in modo sorprendente”, ammette Lisa Gordon di Goldman Sachs durante un’intervista con Bloomberg.
Per la Federal Reserve si apre una fase delicata. L’istituto guidato da Jerome Powell sta monitorando la situazione ma ancora non prende una posizione ufficiale, secondo quanto riportato da Reuters. Nei corridoi della Fed però l’attenzione è alta sulle possibili fughe di capitali verso valute rifugio come lo yen o il franco svizzero. E non mancano timori per una stretta ulteriore sulle transazioni digitali negli Stati Uniti.
Gli operatori crypto tra attesa e preoccupazione
Nella comunità crypto internazionale si respira molta cautela. Vitalik Buterin, fondatore di Ethereum, ha scritto su X: “Stiamo attraversando una fase delicata, serve chiarezza dalle istituzioni”. A New York e Miami – le due città americane con più exchange digitali – sono iniziate consultazioni urgenti tra gli operatori del settore. Alcuni rappresentanti – che preferiscono restare anonimi – dicono che “la priorità adesso è capire se la Casa Bianca ha davvero intenzione di agire”.
Anche in Italia si sente l’effetto della scossa. Francesco Redaelli, analista presso CryptoPolis a Milano, alle 11 di stamattina sottolineava: “Il mercato delle criptovalute è globale: quello che succede negli Stati Uniti ci riguarda sempre più da vicino”.
Prospettive future e nodi aperti
Solo nelle prossime ore potremo capire se questa correzione su Bitcoin e altre criptovalute sarà solo un episodio passeggero o l’inizio di qualcosa di più complicato. Gli operatori restano divisi: c’è chi vede una reazione emotiva passeggera e chi – come Charles Evans dell’University of Chicago – prevede un periodo lungo d’incertezza. “Molto dipenderà dalle prossime mosse politiche”, conclude Evans.
Intanto il Bitcoin resta sotto osservazione: i 66.609 dollari raggiunti oggi saranno certamente analizzati nei prossimi giorni – specie considerando che poche settimane fa la valuta aveva toccato quota 74.000 dollari. E intanto il dibattito sulla regolamentazione continua a farsi sempre più caldo.
