Milano, 6 aprile 2026 – Quattro token su dieci hanno toccato minimi storici nelle ultime settimane: una cifra che, per molti analisti, racconta meglio di ogni discorso la fragilità del mercato delle altcoin in questo momento. In un periodo segnato da forti sbalzi, la capitalizzazione complessiva delle criptovalute ha mostrato una volatilità importante, ma la dominanza di Bitcoin non si è limitata a restare stabile: in certi giorni è salita oltre il 55%. Un segnale che riporta il settore a dinamiche simili a quelle viste tra il 2018 e il 2020, dopo il famoso “crypto winter”.
Il tracollo delle altcoin nei numeri
I dati raccolti da CoinMarketCap e Glassnode parlano chiaro: circa il 40% dei token digitali ha toccato livelli mai visti prima. Non sono solo le piccole monete o i progetti agli esordi a soffrire; tra i colpiti ci sono anche nomi importanti come Avalanche (AVAX), Fantom (FTM) e alcune recenti versioni di stablecoin algoritmiche. Questi token sono finiti ai margini dopo ondate di fughe di capitali e deflussi di liquidità. Solo negli ultimi venti giorni, più di 800 criptovalute hanno perso tra il 60 e il 90% del loro valore rispetto ai picchi del 2021.
Per Alessandro Foti, responsabile analisi di Blockchain Italia, dietro questa situazione c’è “un mix tra l’aumento del rischio regolatorio e l’uso reale molto limitato dei protocolli”. Molte capitalizzazioni residue ormai sono “quasi simboliche”, con volumi giornalieri che spesso non superano i 200mila dollari.
Bitcoin rafforza la sua posizione
Mentre le altcoin affondavano, Bitcoin si è confermato il punto fermo per investitori istituzionali e privati. Nello stesso periodo ha mantenuto un valore stabile intorno ai 68.000-70.000 dollari. E soprattutto ha alzato la sua quota sulla capitalizzazione totale delle criptovalute, superando il 55% secondo CoinGecko.
Questo ruolo da protagonista è stato ribadito da Daniele Bernardi, ceo di Diaman Partners: “Quando sulle altcoin c’è turbolenza, Bitcoin diventa un porto sicuro per chi cerca stabilità relativa. I flussi si spostano lì perché la percezione di solidità resta alta, anche nel mezzo delle correzioni.” Eppure – dicono diversi operatori tra Milano e Lugano – l’atmosfera è cambiata rispetto ai rally passati: ora si va con i piedi di piombo e molti preferiscono uscire dalle posizioni rischiose invece di inseguire nuovi progetti.
Mercati e regolamentazione: le cause della crisi
A pesare sulla crisi del settore sono soprattutto due fattori, come emerge da report condivisi da JP Morgan e Chainalysis: la stretta delle autorità di vigilanza in Europa e Stati Uniti, e la crescente disaffezione degli utenti verso piattaforme DeFi complicate o poco redditizie. A marzo la SEC ha avviato nuove indagini su emissioni ritenute irregolari; nel frattempo l’UE ha diffuso le linee guida per applicare il regolamento MiCA. Due segnali chiari che stanno cambiando lo scenario.
Le stime di CoinShares parlano chiaro: i deflussi dagli exchange centralizzati sono aumentati del 23% dall’inizio dell’anno. I grandi investitori – fondi e family office soprattutto – oggi puntano a strategie più prudenti, spesso lontane dal settore crypto o legate solo a Bitcoin ed Ethereum. Per il resto del mercato “è in corso una selezione naturale”, commenta senza mezzi termini un trader incontrato a Torino: “Molti progetti erano soltanto promesse; ora vengono al pettine.”
Reazioni e prospettive degli operatori
Tra gli investitori si respira un clima fatto più di attesa che di entusiasmo, se non addirittura scetticismo. Nei canali Telegram dedicati alle principali altcoin – Polkadot, Cardano e Solana comprese – si vedono portafogli alleggeriti e discussioni accese. In una chat con più di 8.000 iscritti qualcuno scrive: “Meglio aspettare che arrivino nuove regole prima di rischiare ancora soldi.”
Chi segue da vicino questi movimenti nota anche una maturità nuova rispetto al passato. “Fino a poco fa si vedeva un certo entusiasmo anche nei momenti peggiori”, osserva l’analista indipendente Simone Donato. “Adesso invece ci sono più dubbi che certezze. Gli investitori chiedono trasparenza nei bilanci dei progetti e team visibili. È cambiata la narrazione.”
Il futuro delle criptovalute tra selezione e consolidamento
Oggi è difficile immaginare una ripresa veloce per tutte le criptovalute colpite dalla crisi. Ma c’è chi ancora pensa che questa selezione faccia parte del processo necessario per fare pulizia nel settore. Come sottolinea Kaiko nel suo ultimo report: “Il mondo crypto sta attraversando un momento simile a quello post-bolla dot-com: resteranno solo i progetti solidi.”
Nei forum si guarda con attenzione all’impatto degli ETF su Bitcoin e ai primi effetti dell’applicazione del MiCA nell’Unione Europea, che potrebbe cambiare l’approccio delle banche verso le criptovalute autorizzate. Intanto resta il dato su cui riflettere: circa il 40% dei token crypto ha raggiunto minimi storici, un punto di svolta che segna l’intero comparto, qualunque strada prenderà d’ora in avanti.
