Come Formattare il Telefono: Guida Pratica per Rendere il Tuo Smartphone Veloce e Nuovo

Giulio Righi

23 Febbraio 2026

Milano, 23 febbraio 2026 – Un telefono vecchio di qualche anno può trasformarsi in un piccolo fastidio quotidiano. Succede a tanti: l’uso continuo, tra messaggi, social e telefonate, consuma anche i modelli più affidabili. E così, ecco che arrivano rallentamenti improvvisi, app che si aprono a fatica e notifiche che non arrivano più in tempo. La domanda, allora, è d’obbligo: cosa fare quando il proprio smartphone comincia a mostrare i primi segni di cedimento?

Telefono lento: i segnali più frequenti e le cause

Il quadro è piuttosto chiaro: lentezza, blocchi a intermittenza, batteria che non dura fino a sera. “Spesso la colpa è doppia,” spiega Francesco Rinaldi, tecnico in un centro assistenza di Corso Buenos Aires a Milano. “Da un lato gli aggiornamenti software sempre più pesanti; dall’altro l’usura delle parti interne.” Alcuni clienti – racconta – descrivono il telefono come se “faticasse a stare al passo”, soprattutto con app social o giochi nuovi.

Secondo dati di mercato diffusi da IDC a fine 2025, in Italia uno smartphone dura mediamente 32 mesi. Dopo questo periodo, molti dispositivi iniziano a mostrare segni evidenti di stanchezza. Ma non è solo questione d’età: anche la memoria piena o un sacco di foto e app mai aggiornate possono rallentare il sistema.

Aggiornamenti e app: quando il software diventa un peso

Il tema degli aggiornamenti fa discutere da tempo. I sistemi operativi più recenti – come Android 14 o iOS 18 – occupano più spazio e consumano più risorse rispetto alle versioni precedenti. Alcuni produttori, come Samsung e Apple, garantiscono aggiornamenti per 3-5 anni. Ma superato quel periodo, il telefono resta spesso senza supporto o riceve patch meno efficienti.

“Molti pensano che cancellare qualche foto possa risolvere tutto,” ammette Rinaldi. “In realtà serve una pulizia più profonda. Ripristinare le impostazioni di fabbrica può aiutare – specie se ci sono troppe app pesanti installate.” Però questa non è sempre una soluzione definitiva.

Pulire prima di cambiare: qualche trucco semplice

Prima di correre a comprare un nuovo telefono, qualche passo semplice può far tirare il fiato al vecchio dispositivo. Gli esperti suggeriscono prima di tutto un backup completo dei dati importanti su cloud o PC. Poi via alla pulizia: togliere file inutili (video WhatsApp vecchi, cache delle app), disinstallare programmi mai usati.

“Il reset totale va usato solo come ultima spiaggia,” sottolinea un operatore Tim in via Torino, “ma nei casi peggiori è l’unica strada.” Attenzione però: ripristinare cancella tutto; meglio procedere con calma e seguendo le istruzioni ufficiali.

Quando il cambio diventa inevitabile

Nonostante tutte le precauzioni possibili, arriva il momento in cui la tecnologia avanza troppo veloce. I modelli nuovi del 2026 hanno chipset molto più veloci e batterie migliori rispetto ai telefoni usciti tre anni fa. Secondo un report AGCOM di gennaio scorso, la domanda per smartphone di fascia media – tra 250 e 450 euro – è cresciuta del 17% rispetto al 2024.

“Non conviene aspettare che il telefono smetta del tutto di funzionare,” avverte Chiara Giannini, consulente in Unieuro al centro città. “Recuperare i dati diventa difficile quando il dispositivo si blocca completamente.”

Mercato dell’usato e riciclo: scelte intelligenti

Per chi non vuole spendere troppo o preferisce una scelta più ecologica c’è sempre il mercato dell’usato o del ricondizionato. Piattaforme come Swappie o Back Market segnalano un aumento delle richieste nei primi due mesi dell’anno: oltre il 23% delle vendite riguarda telefoni con meno di due anni.

Un’altra opzione è il riciclo nei punti vendita autorizzati (MediaWorld, Euronics), spesso accompagnato da incentivi sotto forma di buoni sconto. “Consegnare il vecchio dispositivo,” spiega Giannini, “serve anche a smaltire in modo corretto batterie e componenti elettronici.”

Resistere ancora? Qualche dritta per allungare la vita

Chi non vuole cambiare subito telefono – per motivi economici o affetto – può provare qualche trucco per tirare avanti ancora un po’. Spegnere animazioni e servizi inutili, limitare le notifiche e aggiornare solo le app essenziali aiuta a rallentare l’incedere del tempo sul device.

“La pazienza è fondamentale,” scherza Rinaldi. In attesa del prossimo modello – che prima o poi arriverà – convivere con un telefono lento significa trovare ogni giorno un compromesso tra vecchia nostalgia e nuove esigenze digitali. Una realtà che milioni di italiani conoscono bene ogni volta che sbloccano lo schermo nelle loro mani.

Change privacy settings
×