Milano, 14 gennaio 2026 – Restare in contatto con amici e parenti è ormai un gesto quotidiano per milioni di italiani. Ogni giorno, molti scelgono di affidarsi a WhatsApp, l’app di messaggistica istantanea di Meta Platforms. Tra notifiche che arrivano alle sette del mattino e chat che si riempiono in un attimo, la piattaforma si è fatta largo nelle abitudini di tutti, dalle famiglie ai colleghi di lavoro, non solo a Milano.
La forza di WhatsApp in Italia
Nel 2025, secondo i dati di We Are Social e Hootsuite, quasi 36 milioni di italiani usavano WhatsApp almeno una volta al mese. La sua presenza sugli smartphone è schizzata oltre il 90%, soprattutto tra i giovani adulti ma anche tra chi ha più di 60 anni. A Roma e Napoli, spesso le chat di gruppo hanno preso il posto delle telefonate serali. A Torino, invece, le famiglie si scambiano foto con i parenti lontani con un semplice tocco. «Mia madre ha imparato da poco – racconta Sergio, impiegato 42enne di Rivoli – ma adesso mi manda audio anche alle undici di sera».
WhatsApp ha cambiato il modo di comunicare
Da quando è arrivata in Italia, WhatsApp ha rivoluzionato il modo in cui amici e parenti si scambiano notizie e si organizzano. Gruppi della classe, quelli per le cene del sabato sera, messaggi vocali mandati al volo mentre si è in metro: ognuno usa l’app a modo suo. Una ricerca dell’Università Cattolica di Milano mostra che circa il 75% degli intervistati pensa che la messaggistica abbia «accorciato le distanze», soprattutto durante i periodi difficili come le restrizioni anti-Covid. Ma non è sempre facile staccare: «A volte faccio fatica a spegnere tutto – dice Laura, ventenne studentessa – sembra che tutti ti possano raggiungere sempre, anche quando non vorresti».
Privacy e sicurezza: cosa ne pensano gli utenti
Sul fronte della privacy, il dibattito resta acceso. La crittografia end-to-end – tecnica avanzata e pubblicizzata da Meta – assicura che solo chi manda e chi riceve possa leggere i messaggi. Però alcune inchieste hanno acceso dubbi sulla raccolta dati e i backup su cloud. «La sicurezza è migliorata ma niente è inviolabile», spiega l’ingegnere informatico Paolo Colombo. «Bisogna imparare a gestire meglio quello che condividiamo». Un’indagine Altroconsumo rivela che almeno il 60% degli utenti controlla spesso le impostazioni sulla privacy.
Funzioni nuove ma qualche intoppo resta
Negli ultimi mesi sono arrivate novità come le chat effimere – messaggi che spariscono dopo 24 ore – e i canali broadcast. Non mancano però i problemi legati ai backup o alle notifiche. «Succede ancora che un messaggio arrivi tardi», ammette Giorgio, quarantenne romano, «ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine». Anche il servizio clienti Meta è stato più volte chiamato a intervenire per risolvere bug su iOS e Android.
Un’abitudine difficile da abbandonare
Ci sono poi quei piccoli gesti ormai ben radicati: la videochiamata dalla cucina alle otto di sera; i gruppi silenziati per giorni che poi si risvegliano all’improvviso. In molte famiglie la “spunta blu” ha sostituito il classico “ti chiamo appena arrivo”. In provincia di Lecce, la signora Adele racconta: «Prima sentivamo poco mio nipote a Milano; adesso ci mandiamo le foto del pranzo». La tecnologia non cancella la distanza, ma la rende meno pesante.
Cosa ci aspetta nel futuro
Che cosa aspettarsi nei prossimi mesi? Secondo indiscrezioni raccolte da Reuters, Meta sta testando sistemi per pagamenti integrati e funzioni avanzate con intelligenza artificiale per organizzare meglio i messaggi e suggerire risposte rapide. L’azienda guidata da Mark Zuckerberg punta anche ad allargare l’offerta alle piccole imprese italiane con nuovi strumenti per gestire ordini e prenotazioni via chat.
Mentre la tecnologia cambia – spesso senza farci caso –, scrivere su WhatsApp sembra destinato a restare parte della nostra vita quotidiana. «È diventato come il nostro salotto digitale», osserva Stefania, insegnante genovese. E per ora nessun altro social riesce a mettere in discussione questa certezza fatta di parole veloci, foto istantanee e gruppi che non si svuotano mai davvero.
