Come Eliminare un Account Facebook: Guida Facile e Veloce Passo Passo

Giulio Righi

24 Marzo 2026

Roma, 24 marzo 2026 – Dopo settimane di insistenze da parte di amici e colleghi, Marco, 37 anni, impiegato in una società di consulenza a San Lorenzo, ha finalmente mollato la presa ed è entrato su Facebook ieri sera. Una scelta quasi inevitabile, secondo molti dei suoi conoscenti, ma per lui tutt’altro che semplice: “Continuavo a rimandare, non mi sentivo tagliato per questo. Però ormai – ha detto tra il serio e il faceto – stare fuori dai social ti fa sembrare un marziano”.

L’ingresso sul social, tra curiosità e scetticismo

Chi lo conosce bene giura che Marco ha passato almeno tre anni a rifiutare ogni invito digitale. Eppure lunedì pomeriggio, davanti al computer di casa, ha deciso di “fare il grande passo”: pochi clic, un nome e una foto. Il suo profilo Facebook – quello vero – è nato alle 19.34 del 23 marzo, come testimonia il primo messaggio privato spedito a un amico: “Ce l’ho fatta, siete contenti?”. Sullo schermo la pagina era ancora spoglia, in attesa dei primi contenuti. Nel giro di un’ora sono arrivate le prime notifiche: dieci richieste di amicizia e una valanga di “benvenuto!”.

“Alla fine mi sono arreso – racconta Marco – anche solo per non sentirmi tagliato fuori dalle chat di gruppo. I miei amici organizzano tutto lì: cene, viaggi, persino la partitella a calcetto”. Una necessità pratica più che voglia di condividere foto o pensieri.

Perché ci si iscrive (ancora) a Facebook

Secondo gli ultimi dati Audiweb, nel 2025 erano oltre 36 milioni gli italiani attivi su Facebook almeno una volta al mese. Numeri ancora alti nonostante l’esplosione di altre piattaforme come Instagram o TikTok, specialmente tra i più giovani. Eppure proprio nella fascia tra i trenta e i cinquanta anni Facebook resta centrale nella vita sociale quotidiana: “Senza un profilo perdi appuntamenti e inviti – spiega Claudia, amica storica di Marco – ormai il gruppo Facebook è la nuova rubrica telefonica”.

Basta dare uno sguardo ai contenuti sulle bacheche: inviti a cene aziendali alla Garbatella, raccolte fondi per una scuola a Centocelle, avvisi dell’amministratore condominiale postati in gruppi riservati ai residenti. “Ho visto che alcuni condomini si organizzano per le pulizie proprio via Facebook”, osserva Marco con un sorriso incredulo.

Tra privacy e nuove abitudini digitali

Per chi si affaccia oggi su Facebook, la questione della privacy resta fondamentale. “Ho scelto subito impostazioni molto restrittive”, dice Marco mostrando lo schermo del cellulare. Niente pubblicazione automatica delle foto e lista amici visibile solo ai contatti più stretti. Anche l’atteggiamento è cambiato rispetto agli inizi della piattaforma: meno post pubblici, più messaggi privati e condivisione dentro gruppi chiusi. “Rispetto a dieci anni fa c’è molta più attenzione – osserva il sociologo Luca Fabbri dell’Università Roma Tre – oggi chi si iscrive cerca soprattutto servizi concreti: trovare info locali, gestire appuntamenti o leggere notizie del quartiere”.

Resta però il dubbio su quanti dati si cedano e come vengano usati: “Ma se vuoi restare in contatto con tutti – ammette Marco – qualche compromesso lo devi fare”.

Le prime reazioni: ironia, entusiasmo e qualche meme

Non sono mancati i commenti degli amici storici. C’è chi ha risposto con meme sarcastici (“Benvenuto nel 2008!”), altri si sono subito messi a taggare Marco in vecchie foto delle vacanze in Grecia. In mezz’ora sul telefono sono piovute una dozzina di notifiche tra richieste di amicizia e messaggi privati. “Non immaginavo che ci fosse ancora tutto questo movimento”, confessa lui divertito.

Nel gruppo “Pizza del venerdì”, la new entry non è passata inosservata: “Adesso tocca a te organizzare!”, gli hanno scritto ridendo. Intanto sono già arrivati i primi inviti a eventi locali a Trastevere per sabato sera.

Un nuovo modo di partecipare

Dopo la prima giornata da utente Facebook, Marco ammette che alcune sue resistenze erano forse esagerate. “Mi sono accorto che tante cose passano davvero solo da lì”, dice ora con un filo di sorpresa. Rimane però prudente sui contenuti da mettere online: “Preferisco osservare prima di buttarmi a postare”. Nel frattempo il suo profilo comincia a prendere vita: qualche like qua e là, due messaggi da vecchi compagni delle medie e l’invito per una festa nel prossimo weekend.

Per chi ancora non aveva un account nel 2026 iscriversi a Facebook resta un piccolo rito sociale. Le abitudini cambiano ma la voglia di sentirsi parte della rete – almeno quella degli amici più stretti – non cambia mai.

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