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Home Ultime notizie

Come eliminare i cookie banner: guida semplice per navigare senza interruzioni

Giulio Righi by Giulio Righi
26 Febbraio 2026
in Ultime notizie

Milano, 26 febbraio 2026 – Chi naviga su un sito italiano ormai lo sa: prima di entrare davvero in pagina, si trova davanti all’immancabile avviso sui cookie. Quel messaggio che spunta e chiede di scegliere se accettare, rifiutare o personalizzare le impostazioni. Un rito che si ripete ogni giorno per milioni di utenti, dal mattino appena svegli mentre scorrono le notizie sul telefono, fino a sera, tra un film in streaming e una prenotazione online. Ma dietro quella finestra fastidiosa si nasconde un tema serio: la tutela della privacy e la gestione dei dati personali.

Dietro gli avvisi: la legge che li ha resi obbligatori

Quegli avvisi non ci sono per caso. Sono il risultato della normativa europea sulla privacy, il famoso GDPR (General Data Protection Regulation), che l’Italia ha recepito dal maggio 2018. La legge impone ai siti di informare chi naviga sull’uso dei cookie, quei piccoli file salvati nel browser che tengono traccia di preferenze, attività e spesso delle abitudini di consumo online.

«Lo scopo è dare a ognuno la possibilità di sapere cosa succede ai propri dati», spiega Giovanni Buttarelli, ex Garante europeo per la protezione dei dati personali. Non si tratta solo di una scocciatura tecnica: è un modo per rendere chiaro come vengono raccolti e usati i dati durante la navigazione. Se un sito usa i cookie per pubblicità o analisi, deve chiederlo in modo trasparente.

Accetta, rifiuta o personalizza: cosa succede davvero?

Quando entri in una homepage, le opzioni sono sempre tre: “Accetta”, “Rifiuta” o “Personalizza”. A volte però il tutto si complica con schermate più articolate, dove bisogna scorrere liste e attivare o disattivare varie voci — come capita su grandi testate come Corriere della Sera, Repubblica o Il Sole 24 Ore.

Spesso si clicca “accetta” senza pensarci troppo, per fretta o abitudine. Altri preferiscono negare il consenso o – più raramente – entrare nelle impostazioni per scegliere quali cookie lasciare attivi. In questo caso possono spegnere quelli non essenziali (quelli statistici o pubblicitari) e tenere solo quelli indispensabili al funzionamento del sito.

Secondo l’Osservatorio Privacy & Compliance del Politecnico di Milano circa il 65% degli italiani accetta i cookie così come sono, senza modificare nulla. Solo uno su dieci personalizza davvero le proprie scelte.

La stanchezza da cookie: quando la protezione diventa fastidio

Questi banner sono così diffusi da attirare anche critiche dentro il settore. «La montagna di pop-up ha fatto sì che molti utenti diano il consenso senza pensarci», ammette Cristina Lattanzi, consulente legale per startup digitali. Il problema è la cosiddetta “privacy fatigue”: una stanchezza che annulla l’effetto stesso della trasparenza voluta dalla legge.

C’è poi chi punta il dito contro il modo in cui i banner vengono mostrati: pulsanti “accetta” grandi e ben visibili, mentre “rifiuta” o “personalizza” appaiono più nascosti o complicati da trovare. Una scelta grafica che mette in dubbio la correttezza dell’informazione e se davvero venga rispettata la libertà dell’utente.

Nuove regole all’orizzonte?

La Commissione Europea sta pensando a nuove norme — chiamate Regolamento ePrivacy — per rendere più semplice l’esperienza online. L’idea sarebbe permettere agli utenti di dare o togliere il consenso direttamente dalle impostazioni del browser, evitando così pop-up continui e fastidiosi. Ma i tempi non sono certi: fonti raccolte da alanews.it indicano che se ne parlerà almeno nel 2027.

Per ora però tutto resta com’è: ogni volta che si apre un nuovo sito bisogna fare una scelta. Veloce, distratta o meditata poco importa. Fa parte del nostro modo di vivere il web in Italia, dove proteggere i dati personali resta un terreno aperto tra istituzioni, imprese e cittadini sempre più connessi.

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