Roma, 15 gennaio 2026 – Scegliere la meta delle vacanze non è mai una cosa semplice. Chi si avventura per la prima volta in un posto nuovo finisce spesso per affidarsi al navigatore dello smartphone. Succede ogni giorno, in tutta Italia: dalla statale Aurelia ai vicoli di Taormina, le mappe digitali sono ormai compagne inseparabili di milioni di turisti. Ma fidarsi troppo della tecnologia può giocare brutti scherzi, come dimostrano tanti episodi e i consigli degli esperti.
La trappola del navigatore: quando la tecnologia inganna
Negli ultimi anni l’uso del navigatore sul telefono è aumentato in modo impressionante. Secondo un’indagine di Data Reportal, nel 2025 ben l’88% degli italiani usa abitualmente app di mappe quando viaggia. Google Maps e Waze sono le più gettonate. Basta mettere l’indirizzo – una spiaggia in Maremma, il parcheggio a Matera, il B&B tra le colline astigiane – e lasciarsi guidare. C’è chi ha addirittura abbandonato le vecchie cartine di carta. “Ho provato a viaggiare senza mappe digitali solo una volta”, racconta Federico Rossi, romano di 37 anni, “e mi sono perso appena uscito da Modena Sud, perdendo quasi un’ora”. È solo uno dei tanti casi simili.
Non tutti però sono convinti che il navigatore sia la soluzione perfetta. Molti comuni segnalano che gli itinerari suggeriti dalle app portano spesso a strade troppo strette, vicoli ciechi o vie vietate al traffico locale, soprattutto nelle campagne o nei centri storici più complessi. Lo conferma anche Giovanni Donini, assessore alla viabilità di Siena: “Vediamo spesso turisti incastrati nelle ZTL o in strade pensate per carretti e non per auto moderne”.
Viaggiare con prudenza: i consigli degli esperti
Gli esperti di sicurezza stradale mettono in guardia: “Le app sono utili – spiega Silvia Volpi dell’Aci di Milano – ma serve sempre un controllo prima di partire”. Non tutte le strade suggerite sono asfaltate o percorribili tutto l’anno. La situazione si complica fuori città: nel 2025, secondo il Ministero dei Trasporti, oltre il 12% delle segnalazioni riguarda automobilisti bloccati da navigatori che li hanno fatti finire su strade impervie o chiuse da frane.
Il consiglio? Controllare sempre anche le informazioni ufficiali dei Comuni su ZTL e chiusure temporanee. E tenere d’occhio il meteo prima di partire: le alluvioni dello scorso ottobre tra Liguria e Piemonte hanno mostrato bene come un percorso perfetto sulla carta possa diventare un vicolo cieco se il tempo si mette male.
Vecchie abitudini contro modernità: tornano le mappe cartacee
Nonostante la precisione dei sistemi GPS, si sta facendo strada un ritorno alla prudenza. Molti operatori turistici consigliano ancora di stampare una mappa cartacea da tenere come riserva o segnare a mano le tappe più importanti del viaggio. C’è chi preferisce chiedere indicazioni ai residenti: “I cartelli temporanei non compaiono subito sulle app”, spiega Luisa Bianchi, titolare di un agriturismo vicino Orvieto. “Meglio fermarsi al bar e domandare”.
Questa doppia lettura – digitale e tradizionale – sembra diventata la nuova tendenza per chi vuole viaggiare con più attenzione. Non solo per sicurezza, ma anche per scoprire angoli nascosti consigliati da chi quei posti li vive ogni giorno.
Tra comodità e nostalgia: cosa pensano i viaggiatori
I turisti oscillano tra entusiasmo per la comodità del navigatore e nostalgia per l’orientamento “a occhio”. Marta, 29 anni di Padova, racconta: “Senza il telefono non avrei mai trovato la strada durante il trekking nelle Cinque Terre”. Altri invece ricordano con affetto i viaggi con i genitori e le mappe stropicciate in mano. Un pizzico di malinconia che torna ogni estate.
In fondo, la tecnologia ha cambiato profondamente il modo di viaggiare. Ma quella bussola interna – saper orientarsi tra strade secondarie e deviazioni impreviste – resta un valore importante. Perdersi ogni tanto fa parte del viaggio. Ma con un occhio al navigatore (e uno alla realtà), la vacanza può davvero iniziare nel modo giusto.
