Milano, 11 gennaio 2026 – Chi ha provato a scaricare un’app per iPhone che non si trova nell’App Store italiano si è imbattuto in quel messaggio secco: “l’app non è disponibile nel tuo Paese”. Un problema che, negli ultimi tempi, riguarda sempre più utenti in Italia – studenti, professionisti o semplici curiosi – attratti da servizi digitali lanciati all’estero e ancora assenti nel nostro mercato. Ma cosa si può davvero fare quando l’applicazione desiderata resta fuori dalla portata?
Come funziona il blocco geografico sull’App Store
Apple gestisce store digitali separati per ogni paese o area geografica. Ogni App Store – italiano, tedesco, statunitense, e così via – offre app disponibili solo in quel mercato. La motivazione ufficiale? Spesso si parla di licenze, diritti di distribuzione o politiche delle singole software house. “Le restrizioni regionali servono a garantire che i contenuti rispettino le leggi locali”, ha spiegato a settembre un portavoce di Apple Italia.
Chi cerca di scaricare un’app fuori dal proprio Store nazionale viene bloccato subito: la schermata d’avviso appare appena si digita il nome nell’apposita barra di ricerca. Un ostacolo che fa arrabbiare soprattutto chi ha bisogno di software specialistici, diffusi solo negli Stati Uniti o in certi paesi dell’Asia, per lavoro o studio.
Cambiare Paese sull’Apple ID: cosa sapere
A questo punto la domanda sorge spontanea: si può aggirare il blocco? Tecnicamente sì. “Molti utenti cambiano la nazione dell’Apple ID direttamente dalle impostazioni”, racconta Valeria Grimaldi, consulente informatica a Milano. Per farlo bisogna andare su Impostazioni > Apple ID > Media e acquisti > Visualizza account > Paese/Regione, scegliere il nuovo paese e accettare le condizioni d’uso.
Ma non è tutto oro quel che luccica. “Quando si cambia store – aggiunge Grimaldi – si perde temporaneamente accesso ad abbonamenti e app già acquistate”. Un dettaglio importante: il cambio fa sparire i metodi di pagamento italiani e può bloccare servizi come Apple Music o iCloud+ fino a quando non si torna indietro. Inoltre, alcuni esperti ricordano che questa pratica spesso va contro i termini di servizio Apple e può portare (anche se raramente) alla sospensione dell’account.
Soluzioni alternative: pro e contro
Chi non vuole modificare il proprio profilo principale può creare un nuovo Apple ID associato a un altro paese. “In pratica – spiega Marco Valente, docente al Politecnico di Torino – ci si registra come utente ‘americano’ o ‘giapponese’, usando un indirizzo inventato e magari una carta prepagata internazionale”. Questo permette di scaricare app fuori catalogo senza intaccare i dati personali principali. Però non è sempre facile: molti servizi chiedono metodi di pagamento locali veri o numeri telefonici del Paese scelto.
Ci sono anche soluzioni più rischiose: alcuni siti offrono file IPA (le app per iOS da installare manualmente), ma Apple ha messo paletti molto rigidi contro questi metodi soprattutto dopo gli ultimi aggiornamenti di sicurezza. “Consigliamo di stare alla larga da soluzioni non ufficiali”, avverte ancora Grimaldi, “perché espongono l’iPhone a potenziali rischi”.
Cosa dice la legge e qualche consiglio pratico
Secondo la documentazione Apple aggiornata al 2025, usare gli App Store esteri con stratagemmi non è reato penale, ma viola i termini del contratto con l’azienda. Non si rischia una denuncia, ma Apple può intervenire bloccando transazioni o accesso a funzioni premium su singoli account.
In ogni caso, esperti e utenti consigliano cautela. Se serve un software fondamentale per lavoro o università (come certe app mediche presenti solo negli Stati Uniti), la strada più sicura resta contattare direttamente lo sviluppatore per sapere se è prevista una versione italiana o una soluzione ufficiale temporanea.
App internazionali: uno scenario ancora ingarbugliato
Il fenomeno cresce tra chi viaggia o lavora in team internazionali e mette in luce un problema reale: la frammentazione degli store digitali rallenta la diffusione delle novità. Solo nel 2025 sono state almeno 600 le app americane richieste dagli italiani tramite forum e community specializzate.
Gli esperti contattati da Alanews prevedono pochi cambiamenti nel breve periodo: Apple continuerà a dividere i contenuti per area geografica rispettando diritti e licenze locali. Fino all’arrivo di regole europee più uniformi (tema già sul tavolo a Bruxelles), toccherà adattarsi – con qualche rischio e molta prudenza.
