Come attivare Paramount Plus: guida semplice per film e serie TV in streaming

Giulio Righi

22 Aprile 2026

Roma, 22 aprile 2026 – Il mercato dello streaming video in Italia continua a correre forte nel 2026. Sempre più persone – famiglie, single, studenti, lavoratori – si abbonano a una o più piattaforme per seguire film e serie TV ovunque si trovino. Secondo l’Osservatorio Digital Content del Politecnico di Milano, sono oltre 18 milioni gli utenti unici ogni mese nel nostro Paese. Eppure, non tutti hanno davvero esplorato tutto ciò che il mercato offre.

L’esplosione delle piattaforme streaming in Italia

I grandi nomi sono ormai familiari: Netflix, Disney+, Amazon Prime Video, Sky Now. Ma la lista cresce con servizi più recenti come Paramount+ e realtà locali come Infinity+. Chi ama vedere le ultime uscite si trova spesso davanti a un bivio: restare fedele alla piattaforma di sempre o lasciarsi tentare da nuove proposte e cataloghi diversi. Marco, 34 anni e impiegato a Roma, racconta che “passa anche ore solo a sfogliare i titoli”, spinto dalla voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Eppure, molti italiani continuano a usare solo una piccola parte delle offerte disponibili.

Gli esperti stimano che almeno il 40% degli utenti si ferma a un solo abbonamento. “Il fenomeno del multiscreen cresce, ma siamo ancora lontani dal punto massimo del mercato”, ha detto ieri Carlo Nardello, docente di Economia dei media digitali. Insomma: spazio per nuovi servizi e per una maggiore mescolanza di gusti ce n’è ancora.

Offerta in crescita: tra originali e vecchi cult

Le piattaforme puntano molto sugli originali, cioè serie create in esclusiva (basti pensare a “Briganti” su Netflix o “The Bear” su Disney+), ma anche su film premiati e vecchi classici rimessi a nuovo. Molti abbonati ammettono di aver preso un secondo servizio solo per recuperare una serie di cui tutti parlavano in ufficio o sui social. Serena, studentessa milanese, racconta: “Ho preso Prime Video solo per ‘LOL – Chi ride è fuori’, poi ho scoperto molto altro”.

I costi? Vanno dai 5 euro mensili delle piattaforme più piccole fino ai 18 euro dei piani premium con 4K e visione contemporanea su più schermi. Promozioni non mancano: prove gratuite, offerte bundle con telefonia o editoria, sconti stagionali. Un rapporto GfK segnala che il 23% degli italiani cambia abbonamento almeno una volta all’anno.

Flessibilità e rischi: disdetta facile ma attenzione ai costi

Uno dei motivi del successo dello streaming è la flessibilità: ci si abbona e si disdice in pochi clic, senza penali o vincoli annuali. Alcuni – dicono i dati della FAPAV – alternano gli abbonamenti a seconda delle uscite (“ho attivato Disney+ solo per la nuova stagione di Star Wars, poi l’ho tolto”, confida Luca, 27 anni da Bologna). Ma non è raro che chi dimentica di disdire si ritrovi con più addebiti insieme.

Da segnalare anche la crescita delle offerte gratuite (come le sezioni “free” di Pluto TV o Rakuten TV), sostenute dalla pubblicità. Cataloghi però più limitati rispetto agli abbonamenti a pagamento.

I limiti geografici e le produzioni italiane

Alcuni titoli restano disponibili solo in certi paesi per motivi di diritti – come ricorda l’Agcom nel suo ultimo rapporto – ma cresce l’interesse verso le produzioni italiane. Fiction come “Mare Fuori” (Prime Video) o documentari come “Vatican Girl” (Netflix) dimostrano che il pubblico premia le storie locali. Aumentano anche i doppiaggi in italiano per grandi serie internazionali.

Secondo i produttori dell’APA, il 2025 ha spinto sulle co-produzioni: “Le piattaforme chiedono format che funzionino qui ma abbiano potenziale globale”, spiega Giancarlo Leone, presidente dell’associazione.

Guardare ovunque: tecnologia e privacy

Smart TV, tablet, smartphone: oggi lo streaming si segue praticamente ovunque, anche fuori casa. Le app permettono di scaricare i contenuti offline o riprendere esattamente da dove si era interrotto (una funzione molto amata dai pendolari). Rimane però aperta la questione privacy: secondo l’Autorità Garante ognuno deve fare attenzione alla gestione dei dati personali tra cookie, profilazioni e suggerimenti personalizzati.

In Italia il quadro è sempre in movimento. Chi non ha ancora provato tutte le piattaforme oggi ha più scelta che mai – e qualche rischio in più di perdersi tra password dimenticate, rinnovi automatici e titoli spariti tra decine di app. Ma sembra un prezzo che molti sono pronti a pagare ogni sera davanti al divano o durante un viaggio in treno.

Change privacy settings
×