Come andare a capo su WhatsApp: guida facile per scrivere messaggi perfetti

Giulio Righi

21 Febbraio 2026

Milano, 21 febbraio 2026 – Da anni WhatsApp è diventato il modo principale con cui milioni di italiani si scambiano messaggi ogni giorno, mettendo da parte gli ormai quasi scomparsi SMS tradizionali. A confermarlo sono sia le abitudini di utenti di tutte le età – giovani, adulti, studenti e lavoratori – sia i dati delle compagnie telefoniche: tra il 2012 e il 2025, il traffico di messaggi via app ha superato quello degli SMS di oltre venti volte, secondo le stime dell’Agcom.

WhatsApp cambia per sempre le nostre abitudini

Non è solo una questione di tecnologia. È un vero e proprio cambio di passo nel modo in cui comunichiamo ogni giorno. Basta guardarsi intorno su un autobus, un treno o in coda alla posta: quasi sempre sul display spicca la schermata verde di WhatsApp. Dal mattino presto fino a sera tarda – spesso ben oltre la mezzanotte – le notifiche arrivano una dietro l’altra, tra chiacchiere informali, messaggi di lavoro, gruppi scolastici o scambi tra parenti. “Prima mandavo due o tre messaggi al giorno – racconta Sara G., impiegata milanese –, ora ne scrivo almeno cinquanta”. E non è un fenomeno solo tra i più giovani: tra chi ha più di 60 anni l’uso dell’app è aumentato del 60% negli ultimi tre anni, dice un’indagine Ipsos.

Gli SMS? Una storia che si spegne piano piano

Gli operatori telefonici – Tim, Vodafone, WindTre – lo vedono da tempo: dopo il picco del 2011 con oltre 80 miliardi di SMS inviati in Italia, nel 2025 siamo scesi sotto i 2 miliardi. Una caduta netta, legata alla diffusione di app come WhatsApp, Telegram, Signal e Messenger. “Qualche SMS ci arriva ancora dalle banche o per le consegne”, ammette un tecnico Vodafone contattato stamattina, “ma ormai per parlare tra persone si usa quasi solo l’app”. Le offerte degli operatori si sono adeguate: molti piani includono ancora gli SMS, ma ormai più come optional che come vero servizio.

Gruppi, messaggi vocali e privacy: perché piace così tanto

Il successo di WhatsApp sta anche nelle funzioni extra che offre: gruppi per la scuola o lo sport, messaggi vocali per chi non vuole scrivere troppo, condivisione immediata di foto, video e documenti. E poi c’è la crittografia end-to-end introdotta nel 2016 che protegge le conversazioni. Tutto questo ha fatto sì che sempre più persone scelgano l’app per qualsiasi tipo di chat. “Nei gruppi della classe dei miei figli risolviamo problemi in pochi minuti”, spiega Michela R., insegnante romana. Non mancano però i problemi: privacy e sicurezza restano punti delicati. Nel 2024 il Garante italiano ha chiesto a Meta, proprietaria dell’app, spiegazioni sul trattamento dei dati personali.

Un fenomeno globale: dall’Italia al resto del mondo

L’Italia segue una tendenza mondiale. A fine 2025 i dati Statista parlano chiaro: più di due miliardi gli utenti attivi ogni mese su WhatsApp nel mondo. In India superano il mezzo miliardo; in Brasile quasi duecento milioni. L’Europa è uno dei mercati dove l’app è più diffusa: in Spagna e Germania oltre l’80% degli adulti sotto i 40 anni la usa regolarmente. Gli SMS invece sono rimasti quasi solo per comunicazioni formali o automatizzate.

I rischi della velocità: quando l’immediatezza pesa

La comunicazione veloce – risposte in pochi secondi e aggiornamenti continui – ha cambiato i rapporti tra le persone. Per molti è un vantaggio; altri però soffrono ansia da notifiche continue o trovano difficile staccarsi dal flusso incessante dei messaggi. Psicologi come Silvia Carli parlano di un aumento della “FOMO” (la paura di essere tagliati fuori), soprattutto tra adolescenti e lavoratori. Solo così ci si accorge che questa tecnologia può diventare invadente. Ma resta chiaro che il modello basato sugli SMS sembra destinato a diventare solo un ricordo.

Guardando avanti: cosa ci aspetta

WhatsApp continua a cambiare: videochiamate migliorate, canali broadcast e nuove misure per la privacy sono arrivati negli ultimi mesi. Gli esperti prevedono novità sempre più sofisticate – traduzioni automatiche e chatbot pronti a entrare nella vita quotidiana degli utenti. Resta da vedere se queste novità porteranno nuovi problemi o occasioni da cogliere. Nel frattempo però, negli uffici e nelle case italiane il suono delle vecchie notifiche degli SMS è ormai raro… quasi nostalgico.

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