Roma, 15 ottobre 2026 – Sulle nostre tavole oggi troviamo meno ferro, zinco e rame rispetto a sessant’anni fa. È il quadro che emerge dal rapporto Hollow Harvests, pubblicato questa mattina e già al centro di vivaci dibattiti tra esperti di alimentazione e autorità sanitarie. Lo studio, voluto dal Soil Association e realizzato da un gruppo di agronomi e nutrizionisti britannici, mette in luce cambiamenti profondi che riguardano sia le coltivazioni sia il nostro modo di mangiare. Ma c’è di più: entrano in gioco anche il clima e l’uso sempre più diffuso di farmaci come Ozempic, nato per il diabete ma ormai adottato anche per controllare il peso.
Minerali sempre più scarsi nei prodotti agricoli
Il rapporto mostra dati chiari: la frutta e la verdura fresca del 2025 contengono in media il 27% di ferro in meno rispetto agli anni Sessanta. La perdita riguarda anche lo zinco (–19%) e il rame (–15%). Elizabeth Cripps dell’Università di Edimburgo, che ha guidato il team di ricerca, spiega che questa “povertà” nutrizionale nasce in buona parte dall’esaurimento dei suoli agricoli.
“Negli ultimi decenni – dice Cripps – l’intensificazione delle coltivazioni e l’uso massiccio di fertilizzanti chimici hanno aumentato le rese, ma hanno impoverito il terreno dei suoi micronutrienti”. È un fenomeno che avanza nel tempo: mentre lo zolfo è salito, per ferro e magnesio i livelli scendono costantemente. Anche i sistemi di irrigazione hanno un ruolo, soprattutto nelle aree agricole del Sud Europa e negli Stati Uniti.
Clima impazzito e nuove abitudini alimentari
Non è solo questione di suolo. Il rapporto sottolinea come il cambiamento climatico – con ondate di calore, piogge improvvise e siccità prolungate – influisca direttamente sui livelli di minerali essenziali negli ortaggi. Le piante coltivate a temperature alte o sotto stress idrico accumulano meno micronutrienti nelle parti commestibili. Spinaci, lattuga, mele e pomodori sono tra le colture più colpite.
“Se non affrontiamo questo problema – avverte Harriet Lamb, direttrice della Soil Association UK – rischiamo raccolti abbondanti ma praticamente senza sostanze nutritive”. Al supermercato sembra tutto normale: pomodori rossi e zucchine lucide ci fanno dimenticare questi dati. Eppure la realtà è un contenuto più basso di ferro e zinco rispetto al passato.
Ozempic: l’effetto collaterale sulla dieta
Nel rapporto si parla anche di un protagonista inatteso: Ozempic, farmaco a base di semaglutide usato contro il diabete ma ormai diffuso tra chi cerca una dieta più facile da seguire. “L’uso massiccio di Ozempic – spiega Cripps – porta a diminuire l’appetito e quindi le porzioni”. Il risultato? Una combinazione pericolosa tra meno cibo e cibo meno ricco di micronutrienti che aumenta il rischio di carenze.
Anche i medici italiani seguono con preoccupazione questa tendenza. Luigi Greco dell’Università Federico II di Napoli commenta: “È un doppio colpo: chi usa questi farmaci mangia meno, ma ciò che mangia ha già meno nutrienti rispetto a quello dei nostri nonni”.
Salute pubblica a rischio: cosa si può fare
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia da tempo: soprattutto bambini e donne in età fertile soffrono per la carenza di ferro, con effetti come stanchezza cronica o difficoltà nell’apprendimento. A peggiorare la situazione c’è la diminuzione dei minerali nei cibi comuni come pane, pasta e verdure.
Il rapporto indica alcune soluzioni possibili: rotazione delle colture, uso controllato dei fertilizzanti, recupero delle varietà locali. “Serve una svolta vera nell’agricoltura”, insiste Lamb. “Non basta produrre di più: dobbiamo tornare alla qualità”.
Il tema sta già scaldando le discussioni online tra chi segue una dieta naturale. Un utente romano scrive: “Mia madre diceva sempre che oggi le mele sembrano acqua”. È una sensazione condivisa dai ricercatori, che ora possono confermarla con i dati.
Solo così – concludono gli autori del rapporto – si potrà spingere verso politiche più attente non solo alla quantità ma al valore reale del cibo sulle nostre tavole.