Bruxelles, 21 ottobre 2026 – Il governo canadese e l’Unione Europea hanno fatto oggi un annuncio importante durante il vertice a Bruxelles: un progetto congiunto per realizzare un nuovo cavo sottomarino in fibra ottica che attraverserà l’Atlantico, con l’obiettivo chiaro di ridurre la dipendenza digitale dagli Stati Uniti. L’investimento supera i 620 milioni di dollari e, come spiegano fonti diplomatiche europee, punta a rafforzare l’autonomia infrastrutturale dei due blocchi nelle comunicazioni digitali.
Nuova dorsale atlantica tra Canada ed Europa
Ancora senza un nome ufficiale, il progetto collegherà una delle province marittime canadesi — probabilmente la Nuova Scozia — a una costa europea ancora da scegliere tra Irlanda, Francia e Portogallo. La decisione finale arriverà entro sei mesi, dice un funzionario del ministero delle Infrastrutture belga. Il cavo coprirà circa 5.000 chilometri, offrendo una rotta alternativa ai grandi cavi già esistenti, quasi tutti gestiti da operatori statunitensi o società con legami diretti agli Stati Uniti.
Come ha detto il commissario europeo al Mercato Interno Thierry Breton, l’obiettivo è chiaro: “dare a Europa e Canada uno spazio digitale più sicuro e indipendente, meno esposto a interruzioni e sorveglianza esterna”. Un tema tornato alla ribalta nel 2025 dopo alcune tensioni tra Washington e Bruxelles sull’accesso ai dati transatlantici.
Un investimento da 620 milioni e risorse condivise
I fondi annunciati poco prima delle 14 da Palazzo Berlaymont saranno divisi tra investimenti pubblici e privati. Il governo di Ottawa metterà sul piatto circa 250 milioni di dollari, mentre il resto arriverà dall’Unione Europea – con il supporto della Banca europea per gli investimenti – e da alcuni grandi operatori del settore telecomunicazioni (non sono stati rivelati nomi ufficiali, ma si parla di Orange, Telus e Sparkle).
La posa del cavo è prevista per il secondo semestre del 2027. “Siamo in una fase progettuale avanzata”, spiega Lucie Robillard, portavoce del ministro canadese dell’Innovazione. “Oggi più che mai serve garantire resilienza e autonomia digitale”.
Perché l’Europa cerca alternative agli Usa
Attualmente oltre il 95% del traffico dati tra Europa e America passa su infrastrutture controllate da compagnie statunitensi o da consorzi con forti interessi americani. Questo squilibrio mette in chiaro rischio il Vecchio Continente e il Canada in caso di crisi geopolitiche o decisioni unilaterali di Washington. Il problema è emerso con forza dopo le polemiche sul Cloud Act americano, che permette alle autorità USA di accedere ai dati conservati ovunque nel mondo.
“La sovranità digitale è ormai una priorità strategica”, dice un alto dirigente della Commissione europea. “Abbiamo visto quanto può essere fragile la rete globale e quanto pesino le tensioni tra superpotenze”.
Dati, sicurezza e controllo: la posta in gioco
Il nuovo cavo influirà direttamente sulla gestione dei flussi di dati sensibili. Gli operatori europei avranno più controllo sulle rotte dei dati industriali, finanziari e pubblici. Un punto caldo da anni, soprattutto dopo lo scandalo Snowden, che ha acceso i riflettori su rischi di intercettazioni o abusi.
“Non si tratta solo di velocità o capacità”, racconta uno degli ingegneri del progetto. “Qui si gioca la possibilità per Europa e Canada di decidere come far viaggiare i propri dati critici”. Mentre parlava faceva un gesto verso i sistemi di monitoraggio: era chiaro che la posta è altissima.
Tempi e incognite sul futuro
I lavori dovrebbero chiudersi entro il 2029, anche se la tabella di marcia definitiva arriverà solo dopo la gara internazionale nei prossimi mesi. Ancora da definire resta la manutenzione a lungo termine: fonti europee dicono che verrà creato un consorzio apposito tra società energetiche e principali provider.
“La posta non è solo tecnologica”, confida uno dei tecnici canadesi uscendo dal briefing mattutino all’Ambasciata UE. “È un modo per proteggere il nostro spazio digitale”. E in fondo è così: ogni nuova dorsale atlantica ridefinisce le regole della geopolitica digitale.