Milano, 28 settembre 2026 – Bitcoin resta saldo intorno ai 79.000 dollari, dopo aver sfiorato quota 80.000 nella mattinata di venerdì a Wall Street. La criptovaluta più popolare e seguita al mondo ha tratto vantaggio, secondo i dati diffusi ieri dal sito specializzato CoinShares, da ingenti afflussi superiori a 884 milioni di dollari negli ETF spot americani negli ultimi tre giorni. Questa spinta, dicono gli addetti ai lavori, ha aiutato a consolidare la posizione attuale, aprendo la strada – almeno sulla carta – a un possibile nuovo obiettivo rialzista intorno agli 83.000 dollari.
Bitcoin consolida sui massimi: effetto ETF e volumi Usa
Negli ultimi due giorni si è vista una fase di bassa volatilità sui mercati delle criptovalute, con Bitcoin che si è mosso entro un range piuttosto stretto, tra i 78.600 e gli 80.200 dollari. “Dopo il rally delle ultime settimane, il mercato sembra voler prendere una pausa”, ha spiegato ieri sera a Milano Francesco Rovelli, analista di CryptoResearch. Un dato chiave – sottolineato anche da Bloomberg – riguarda gli ETF spot Usa partiti a inizio anno: tra martedì e giovedì hanno raccolto quasi un miliardo di dollari.
In particolare i grandi gestori come BlackRock e Fidelity hanno visto salire i volumi del 7% e del 5% rispetto alla settimana precedente. “L’ingresso massiccio di capitali istituzionali porta stabilità”, ha confidato Rovelli, “e rende Bitcoin meno soggetto alle oscillazioni improvvise cui è abituato”.
Target a 83mila: le attese degli operatori
Tra gli investitori professionali l’atmosfera è prudente ma non priva di ottimismo. Diverse società d’investimento americane – tra cui Galaxy Digital e Ark Invest – puntano sul fatto che la fascia attuale dei 79-80 mila dollari possa fare da base per spingere il prezzo verso quota 83.000 nelle prossime settimane. Questa previsione si lega anche alle aspettative sulla politica della Federal Reserve che, secondo Reuters, potrebbe mantenere i tassi fermi fino a fine anno, favorendo così l’interesse verso asset alternativi.
“L’area degli 80mila è una barriera sia psicologica che tecnica”, ha detto Angela Ponti, strategist di Digital Assets Consulting a Londra, durante una call tenutasi ieri alle 11 italiane. “Per vedere nuovi acquisti servirebbe una chiusura settimanale sopra questa soglia”.
Afflussi record e dinamiche Usa: cosa significa per il mercato
L’attenzione dei trader è tutta sugli ETF spot americani, ormai il canale principale per i grandi investitori istituzionali come fondi pensione, assicurazioni e family office nordamericani. Secondo Glassnode, nel trimestre appena passato questi strumenti hanno raccolto più di 7,4 miliardi di dollari, portando l’esposizione complessiva delle istituzioni ai livelli più alti mai visti.
“Il punto interessante”, spiega Ponti, “è che l’offerta di Bitcoin resta limitata: quindi nuovi capitali rischiano davvero di spingere i prezzi verso l’alto”. Detto questo non mancano le cautele: le autorità Usa – soprattutto la SEC – tengono alta la guardia su possibili movimenti speculativi. Negli ultimi giorni si sono intensificati i controlli su transazioni sospette provenienti da exchange asiatici.
Prospettive future e nodi irrisolti
Molti attendono segnali chiari sul fronte regolamentare prima di fare previsioni più lunghe sul futuro. Resta aperta la questione dell’adozione reale di Bitcoin, sia come mezzo di pagamento sia come riserva di valore: un tema ancora controverso tra banchieri centrali e investitori più tradizionali.
Per ora prevalgono prudenza e occhi puntati sulle notizie macroeconomiche. “Se la Fed cambiasse atteggiamento”, riconosce Rovelli, “potremmo vedere forti ripercussioni sui prezzi”. Intanto rimane il dato: i 79.000 dollari sono diventati un livello cruciale, attorno al quale ruotano le speranze e le scommesse di piccoli e grandi investitori. La partita, insomma, è solo all’inizio.