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Bitcoin vola a 113.000$: Citi rivede al rialzo il target grazie all’effetto ETF e investimenti istituzionali

Corrado Pedemonti by Corrado Pedemonti
2 Ottobre 2026
in Crypto

Milano, 2 ottobre 2026 – Citi, una delle grandi banche internazionali, ha alzato il tiro sul prezzo obiettivo di Bitcoin, portandolo a 113.000 dollari per unità entro fine anno. La notizia, arrivata questa mattina dagli uffici di Canary Wharf, arriva in un momento di grande movimento sui mercati. Gli analisti parlano di una “crescente partecipazione istituzionale” che sta già spingendo nuovi capitali nel settore.

Bitcoin verso quota 110.000 dollari: la scommessa di Citi

La nuova previsione della banca americana segna un salto importante rispetto alle stime precedenti, che erano sotto i 90.000 dollari. Nel report interno, visionato da alanews.it, si evidenzia come la spinta venga soprattutto dagli investitori istituzionali: fondi pensione, assicurazioni e gestori patrimoniali, soprattutto statunitensi ma non solo, che da aprile in poi hanno aumentato l’esposizione su Bitcoin. “Ci aspettiamo afflussi intorno ai 5 miliardi di dollari entro dicembre”, scrive il team ricerca della banca. Per farsi un’idea, è più del doppio rispetto al ritmo del 2025.

Fonti Citi a Londra raccontano che questa revisione si basa sia su “dati concreti raccolti nelle ultime settimane”, sia sull’analisi delle strategie d’investimento dei maggiori fondi pubblici nordamericani. Un segnale chiaro, secondo gli esperti, che il mercato delle criptovalute sta diventando più maturo. “Vediamo interesse anche dai grandi asset manager europei”, ha spiegato al telefono un analista di Citi, sottolineando come “gli strumenti regolamentati stanno finalmente aprendo le porte a investimenti più robusti”.

Due driver chiave: afflussi istituzionali e nuovi ETF

Dietro questa previsione ci sono due fattori principali. Da una parte, l’arrivo e l’espansione di prodotti regolamentati come i nuovi ETF su Bitcoin, già lanciati anche in Europa oltre agli Stati Uniti. Dall’altra, una domanda crescente da parte dei gestori internazionali, attratti dalla possibilità di diversificare e dai risultati ottenuti da Bitcoin nei primi nove mesi dell’anno.

“Non è più solo questione di speculazione retail”, commenta un gestore milanese che segue il mondo cripto dal 2021. “Oggi sono gli istituzionali a dettare il passo”. I volumi giornalieri ne danno ragione: nelle ultime settimane hanno superato picchi di 30 miliardi di dollari sulle principali piattaforme. Citi parla chiaramente di un effetto “volano” creato dagli afflussi nei fondi a replica fisica – quelli che comprano direttamente Bitcoin – in grado di far salire ancora i prezzi se la tendenza continua.

Rischi e scenari per il futuro

Citi avverte però: non è tutto rose e fiori. Nella nota inviata ai clienti istituzionali si sottolinea come possibili strette regolamentari o tensioni geopolitiche potrebbero frenare – o addirittura invertire – la tendenza positiva. Il riferimento è diretto: dalle discussioni in corso alla SEC (l’autorità americana sui titoli), fino ai dubbi sulla regolamentazione in Asia e Ue.

“Il quadro resta ancora incerto”, si legge nel report. Ma intanto la banca conferma che lo scenario base è favorevole alle criptovalute principali, con Bitcoin sempre visto come il vero “bene rifugio” digitale. Nei trading floor tra Londra e Milano – raccontano fonti interne – l’umore è prudente ma diversi desk hanno già rafforzato le posizioni sul settore nelle ultime settimane, anche spinti dal progressivo indebolimento del dollaro contro le valute digitali.

Reazioni sul mercato e cosa aspettarsi

L’annuncio di Citi ha scosso subito le piazze finanziarie: poco dopo le 13 ora italiana, il prezzo del Bitcoin oscillava poco sopra i 99.000 dollari con scambi cresciuti del 15% rispetto alla media settimanale e volatilità accentuata. Alcuni trader incontrati nel pomeriggio nella City londinese parlano di una “frenesia improvvisa”, mentre altri sono convinti che “la vera sfida sarà tra ottobre e dicembre”.

“Se davvero arriveranno quei 5 miliardi citati da Citi”, confida un portfolio manager di una grande banca italiana sotto anonimato, “potremmo vedere livelli mai raggiunti finora”. Resta però qualche punto interrogativo: la reazione delle autorità internazionali e la tenuta delle infrastrutture tecnologiche. Per ora, comunque, la previsione ha riacceso l’interesse per Bitcoin nei portafogli dei grandi investitori: effetti concreti da monitorare nei prossimi mesi.

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