Milano, 10 dicembre 2025 – Alla vigilia della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), il Bitcoin torna a farsi notare. Nella notte la criptovaluta ha superato quota 94mila dollari. Un balzo che, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe anticipare le mosse della Federal Reserve attese per domani. Ma tra analisti e investitori l’aria è ancora carica di dubbi: troppi fattori in gioco e un’incertezza che pesa sul mercato.
Bitcoin vola oltre i 94mila dollari: attesa e tensione prima della Fed
La giornata è iniziata presto per chi segue le criptovalute. Già alle 6 del mattino, sui principali exchange come Binance e Coinbase, il prezzo del Bitcoin ha toccato i 94.100 dollari, segnando un rialzo del 4,2% rispetto alla chiusura di ieri sera. Gli scambi sono cresciuti in modo significativo dalla mezzanotte, con volumi che – secondo Glassnode – hanno superato i 48 miliardi di dollari nelle ultime 24 ore. “Questo movimento rispecchia l’aspettativa verso le decisioni della Fed”, ha commentato Davide Piras, analista finanziario in una banca milanese.
Tra i trader si respira un mix di ottimismo e prudenza. Carlo Negri, gestore di un fondo cripto tra Londra e Milano, parla di “un classico tentativo di anticipare la notizia”. Insomma, c’è chi scommette su un segnale più morbido da parte della banca centrale americana.
Domani il FOMC: tutti gli occhi sui tassi
Domani, 11 dicembre, il FOMC si riunisce per decidere sulla politica monetaria degli Stati Uniti. Gli investitori guardano soprattutto alle possibili mosse sui tassi di interesse. Al momento, secondo Bloomberg, la maggioranza degli economisti si aspetta che restino invariati. Non mancano però voci che parlano di un possibile taglio nei primi mesi del 2026.
“I dubbi sono tanti”, ha detto ieri sera poco dopo le 20 un broker di una società di gestione con sede a Milano Porta Nuova. “Il mercato delle cripto reagisce ancora più forte ai tassi rispetto ai mercati tradizionali: basta un indizio per scatenare oscillazioni”. Sotto la lente anche le parole del presidente Jerome Powell, previste subito dopo la riunione. Un solo accenno a una ‘pausa’ potrebbe cambiare tutto per gli asset digitali.
Rischi e incognite: il mercato resta prudente
Nonostante il rally delle ultime ore, l’incertezza non molla la presa. Restano sul tavolo questioni come l’inflazione americana – che ha ripreso a salire nelle ultime rilevazioni – e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Secondo CryptoCompare, negli ultimi dodici mesi le oscillazioni del prezzo del Bitcoin legate agli eventi macroeconomici sono aumentate del 17%, a dimostrazione del legame sempre più stretto fra moneta digitale e politica monetaria.
Tra gli aspetti più discussi – hanno raccontato diversi operatori sentiti da alanews.it – c’è anche il tema degli ETF su Bitcoin quotati negli Stati Uniti. “I flussi su questi strumenti spesso anticipano i movimenti sul prezzo spot”, spiega Cristina Valle, consulente specializzata in asset digitali. Ma avverte: “Tutto dipenderà dalle parole di Powell”.
Reazioni contrastanti: tra attesa e scommesse
Nelle chat dei principali gruppi Telegram dedicati alle cripto si respira un’atmosfera da giorni decisivi ma con molta attenzione. I piccoli investitori restano cauti: “Aspettiamo a muoverci – racconta Enrico, 32 anni, trader full time a Padova – basta una frase fuori posto e si riparte giù”. Nel frattempo le grandi balene stanno facendo acquisti a piccoli passi, come mostrano alcune transazioni monitorate nelle ultime ore.
Nei desk delle banche d’affari di Zurigo e Francoforte si parla già di possibili obiettivi a 97mila dollari se dovesse arrivare un taglio dei tassi entro febbraio. Ma nessuno si sbilancia troppo. “Tutto ruota intorno alla Fed”, sintetizza Piras.
La verità è che la partita è ancora aperta. Solo domani pomeriggio, con le parole di Powell sul tavolo, capiremo se questa fiammata sarà l’inizio di un nuovo trend o solo un breve episodio destinato a spegnersi in fretta. Nel frattempo tra trader, analisti e curiosi il monitor resta fisso sulle quotazioni del Bitcoin.
