Bitcoin scende ai minimi da due settimane: liquidazioni per 300 milioni e mercato cripto in calo

Corrado Pedemonti

28 Marzo 2026

Milano, 28 marzo 2026 – Ieri il mercato delle criptovalute ha frenato bruscamente: Bitcoin è scivolato fino al minimo delle ultime due settimane, fermandosi poco sopra i 66mila dollari. La caduta, registrata intorno alle 15 ora italiana secondo CoinMarketCap, è arrivata di pari passo con un calo deciso delle principali borse statunitensi, riportando sotto i riflettori una correlazione che nelle ultime settimane sembrava affievolita.

Bitcoin in calo, le borse USA in rosso

Alle 16.30 di New York, il Nasdaq perdeva l’1,4%, il Dow Jones lo 0,8%. Nel frattempo, Bitcoin scendeva a quota 66.200 dollari, trascinando giù anche Ethereum e le altre criptovalute più importanti. Diversi esperti – come Marco Gentili di CryptoLab – hanno parlato di una “ripresa delle vendite su asset rischiosi”, innescata da trimestrali deludenti e dall’attesa per i dati macroeconomici in arrivo giovedì.

Il legame tra mercato azionario e cripto, dibattuto da tempo, si è fatto sentire ancora una volta. “Il settore tech americano spesso guida la danza nei momenti di incertezza”, ha detto Gentili a alanews.it. “Quando Wall Street arretra, il contagio si propaga subito anche agli asset digitali.”

Fed sotto la lente: attesa e nervosismo

A mettere pressione sui mercati tradizionali e digitali è soprattutto il clima di attesa sulle prossime mosse della Federal Reserve. Martedì sera Jerome Powell ha ribadito l’importanza di “tenere alta la guardia sull’inflazione”, lasciando aperto il campo a ipotesi di ritardi nei tagli dei tassi previsti per l’estate.

“Finché Washington non darà indicazioni chiare, la volatilità non accennerà a calare”, osserva Anna Rosati, strategist di un fondo londinese. Il mercato tiene gli occhi puntati sui dati sull’inflazione americana attesi a breve, che potrebbero dare la direzione ai prossimi passi degli investitori.

Oltre Bitcoin: chi soffre e chi resiste

La discesa non ha risparmiato solo Bitcoin. Ethereum è scivolato sotto i 3.400 dollari, mentre Binance Coin e Solana hanno perso rispettivamente il 3% e il 4% nel giro di poche ore. Secondo CoinMarketCap alle 18 di ieri la capitalizzazione totale del settore si aggirava poco sopra i 2.500 miliardi di dollari, con un calo del 4% rispetto al mattino.

Gli operatori parlano di un clima “in pausa”. Molti piccoli investitori hanno scelto di chiudere le posizioni aperte nelle ultime settimane: la volatilità crescente mette paura a chi è entrato durante il rally di febbraio.

Il sentiment degli investitori: tra timori e speranze

Nei forum e sui social dedicati al trading crypto si respira un’aria incerta. “Mi aspettavo un rimbalzo più veloce dopo il primo crollo”, racconta Davide F., investitore milanese contattato da alanews.it ieri sera. “Ma ogni volta che Wall Street vacilla, noi paghiamo dazio.” Sulla piattaforma X (ex Twitter) molti trader segnalano vendite automatiche (“stop loss”) scattate a catena nel pomeriggio.

C’è però chi mantiene un cauto ottimismo. Riccardo Sasso di BitReport sottolinea che “correzioni come questa fanno parte del gioco naturale delle criptovalute”. Ma avverte: senza segnali chiari dalle banche centrali, il rischio che il mercato vada ancora giù nelle prossime settimane resta concreto.

Mercati globali in tensione

La frenata sulle criptovalute si è sentita forte anche sui mercati asiatici ed europei. A Londra – poco dopo l’apertura della City – sono arrivate nuove vendite sulle società legate alla blockchain. Gli operatori della capitale britannica parlano di un “sentiment fragile”. Solo nei prossimi giorni capiremo se si tratta solo di una correzione passeggera o dell’inizio di una fase più complicata per tutto il settore.

In sostanza, ieri si è confermata la forte dipendenza – quasi simbiotica – tra i mercati azionari americani e l’universo cripto. Le prossime mosse della Fed e i risultati trimestrali saranno decisivi per capire se Bitcoin riuscirà a mantenere quota 66mila o se ci aspetta una nuova ondata di debolezza sui listini digitali.

Tutti gli occhi sono puntati su Washington: basta un segnale dalla banca centrale per far cambiare ancora rotta a Bitcoin e all’intero mondo delle criptovalute.

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