Bitcoin registra prime perdite realizzate in 30 giorni dal 2023: oro vola ai massimi storici tra tensioni geopolitiche

Salvatore Broggi

20 Gennaio 2026

Milano, 20 gennaio 2026 – Per la prima volta dall’autunno 2023, il bilancio mensile dei profitti e delle perdite su Bitcoin è tornato negativo. Un segnale importante che arriva in un momento di tensioni crescenti sui mercati globali: l’oro vola ai massimi storici, mentre gli investitori rivedono la loro esposizione al rischio alla luce degli ultimi sviluppi geopolitici.

Bitcoin in rosso: cosa sta succedendo ai profitti

I dati diffusi questa mattina da Glassnode, società svizzera specializzata nell’analisi on-chain, mostrano come la metrica dei “30-day realized profit and loss” su Bitcoin — cioè il saldo tra guadagni e perdite realizzati nell’ultimo mese — sia scivolata sotto zero nella seconda settimana di gennaio. Non succedeva da novembre 2023. Questo indicatore è spesso usato come termometro del sentiment tra chi detiene e muove la criptovaluta più importante al mondo.

Il momento non è facile. Nelle ultime settimane, Bitcoin ha oscillato tra i 38mila e i 43mila dollari (dati Bitstamp alle 10:00 CET), mentre l’oro, considerato un bene rifugio classico, ha toccato nuovi record. Solo giovedì scorso il metallo prezioso ha raggiunto i 2.370 dollari l’oncia nel fixing del London Bullion Market.

Geopolitica e fuga verso beni più sicuri

Che cosa spinge questa fuga dagli asset più rischiosi? L’incertezza internazionale pesa parecchio sulle scelte degli investitori istituzionali. Negli ultimi tempi hanno ridotto le posizioni sulle criptovalute più volatili, privilegiando investimenti più sicuri. Le tensioni nel Medio Oriente e in Est Europa, con un’escalation intorno al Mar Rosso e nuove sanzioni tra Stati Uniti e blocco russo-cinese, hanno aumentato la pressione sui mercati.

“Negli ultimi quindici giorni abbiamo visto un calo del 14% nei volumi di acquisti spot su Bitcoin da parte dei fondi d’investimento rispetto a dicembre”, spiega a alanews.it Gabriele Mazzini, analista crypto di Banca IMI. “Stesso trend anche sui future CME: l’open interest è sceso del 7%”.

Segnali chiari dalla rete Bitcoin

Non solo gli investitori mostrano cautela. Anche l’attività sulla rete Bitcoin è in calo. Secondo IntoTheBlock, nella settimana fino al 19 gennaio le transazioni confermate ogni giorno sono state in media poco più di 328mila, contro oltre 390mila all’inizio del mese. Il “realized cap”, ovvero il valore totale delle monete spese, indica che molti trader hanno scelto di incassare dopo i rally di fine anno, vendendo ai livelli considerati resistenti nel breve termine.

“Chi aveva comprato sotto i 35mila dollari ha iniziato a prendere profitto – racconta un operatore attivo tra Milano e Lugano, che preferisce restare anonimo – ma ora si nota meno entusiasmo anche tra i piccoli investitori. Tutti sembrano dare priorità alla liquidità”. Anche il sentiment ne risente: “L’indice Fear & Greed di Alternative.me è passato in pochi giorni da ‘Greed’ a ‘Neutral’, segno che l’umore è molto più cauto rispetto a un mese fa”.

Oro protagonista indiscusso

Mentre Bitcoin fatica, l’oro continua a guadagnare terreno. Gli operatori del settore parlano di acquisti record da parte delle banche centrali asiatiche, soprattutto cinesi e indiane, che cercano una copertura contro inflazione e rischi geopolitici. La People’s Bank of China ha confermato ieri che le riserve ufficiali d’oro sono salite del 2,1% nel quarto trimestre del 2025. Da inizio anno il prezzo dell’oro ha già segnato un rialzo superiore al 9%.

“Nel breve periodo Bitcoin perde un po’ dello smalto come bene rifugio alternativo”, commenta Chiara Testa, strategist di Fineco Asset Management. “Le tensioni politiche e le nuove regole in arrivo negli Stati Uniti stanno spingendo gli investitori verso gli asset tradizionali”. Ma Testa avverte: “Non vuol dire che le criptovalute siano finite qui; la volatilità resta alta e potrebbero arrivare sorprese già dal prossimo trimestre”.

Guardando avanti: prudenza nelle sale operative

A Milano si respira prudenza. Il segno negativo sui profitti realizzati da Bitcoin viene visto come una normale pausa dopo mesi di crescita intensa. Tuttavia, alcuni esperti non escludono movimenti più decisi se le tensioni globali dovessero aggravarsi ulteriormente. Per ora – si mormora tra Piazza Affari e nelle chat Telegram degli appassionati crypto – la parola d’ordine è cautela.

Resta da capire se l’oro continuerà a essere il protagonista nei portafogli mondiali o se un clima geopolitico più sereno potrà ridare slancio alle criptovalute. Solo i prossimi dati diranno quale strada prenderanno i mercati digitali nei primi mesi del 2026.

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