Milano, 28 settembre 2026 – Dopo la trimestrale di Nvidia uscita mercoledì sera, le principali criptovalute come Bitcoin ed Ethereum hanno tenuto botta nelle ultime 48 ore, restando in positivo. Ma l’attesa per i dati sull’indice PCE statunitense—previsti per oggi pomeriggio—e i dubbi sulle mosse future della Federal Reserve stanno frenando gli animi degli investitori, lasciando il mercato in una sorta di limbo.
Bitcoin ed Ethereum: tenuta a fatica dopo Nvidia
Ieri sera, mentre Wall Street digeriva i conti di Nvidia, Bitcoin si aggirava intorno ai 44.500 dollari, con poche variazioni rispetto ai giorni scorsi. Anche Ethereum, secondo Coinmarketcap alle 9:30 italiane, viaggiava stabile sopra i 2.300 dollari. Niente scossoni o grandi salite: una calma insolita, che gli operatori interpretano come un segnale di attesa.
Federico Izzi, analista di CryptoHub, ci ha detto che «il risultato di Nvidia ha dato una spinta iniziale ai titoli tech e di riflesso alle criptovalute, che restano molto legate a quel settore. Ma ora tutti aspettano i dati macro». Parole condivise da molti investitori italiani, che ieri pomeriggio hanno scelto di “non esporsi troppo”, come racconta Giovanni Greco, consulente finanziario milanese: «Il vero banco di prova resta la politica monetaria americana. Solo dopo capiremo la direzione».
Il PCE americano e la Fed: due incognite pesanti
L’attenzione è tutta puntata sul Personal Consumption Expenditure (PCE) Index, uno degli indicatori chiave dell’inflazione negli Stati Uniti e un riferimento fondamentale per la Fed. I dati arriveranno oggi alle 14:30 italiane e potranno confermare o smentire la stabilità dei prezzi al consumo. Se saliranno più del previsto, potrebbe riaccendersi il timore di nuovi aumenti dei tassi.
Il presidente della Fed Jerome Powell ha più volte ribadito nei giorni scorsi l’importanza della «prudenza» nelle prossime mosse, lasciando aperta la porta a sorprese. E non sono pochi gli operatori—secondo i future sui Fed Funds—a preferire una strategia difensiva. «C’è troppa incertezza, meglio non rischiare adesso», ammette un trader lombardo.
Cripto rallentate: meno scambi e molta cautela
Il mercato delle criptovalute ha mostrato nelle ultime settimane segnali contrastanti. I volumi su Binance e Coinbase sono leggermente calati: chi opera aspetta segnali più chiari dalle banche centrali e dagli indicatori macro statunitensi. Nonostante tutto, il bilancio da inizio settembre è positivo: secondo l’ultimo report di CryptoCompare, la capitalizzazione totale si mantiene intorno a 1.750 miliardi di dollari, con un aumento modesto rispetto ad agosto.
Tra gli addetti ai lavori italiani e internazionali regna prudenza. «Non è il momento di fare mosse azzardate», ha detto ieri mattina Riccardo De Tommasi, esperto in strategie DeFi. «Finché la Fed non sarà più chiara sulla direzione da prendere». Solo qualche altcoin—Solana e Avalanche soprattutto—ha registrato movimenti più vivaci durante la notte, ma sempre con volumi bassi.
Futuro incerto: tecnologia e finanza più vicine che mai
Gli ultimi giorni confermano come il mondo delle criptovalute resti legato all’andamento del settore hi-tech americano. Il rally dei titoli come Nvidia, spinto dalla corsa all’intelligenza artificiale e ai chip grafici, ha avuto ripercussioni anche su Bitcoin ed Ethereum. Ma come si legge nei principali forum crypto italiani—Telegram e Discord soprattutto—nessuno sembra pronto a scommettere troppo.
Qualcuno punta su un nuovo rialzo se i dati PCE saranno “morbidi”, ma la parola d’ordine rimane prudenza. «Se i prezzi al consumo sbagliano il passo, l’umore cambia all’istante», spiegava ieri un utente del gruppo CryptoItalia, richiamando le recenti turbolenze nei mercati asiatici.
In questo clima sospeso tra trimestrali tech e attese sulla politica monetaria americana, Bitcoin ed Ethereum reggono senza strafare. Ma l’appuntamento con il PCE potrebbe smuovere davvero le cose—in un senso o nell’altro—già nelle prossime ore.